Controllo illuminazione: il sistema Minos a onde convogliate

Fino ai primi anni Ottanta Piero Cecchini era un semplice albergatore della riviera romagnola. A fare di lui l’“imprenditore della luce” fu la legge che prevedeva l’installazione dei dispositivi di chiamata d’emergenza nei bagni degli hotel, ovvero le cordicelle da tirare in caso di malore. Per non dover sventrare i muri di tutte le stanze, realizzò con un amico ingegnere un progetto basato sulla tecnologia a onde convogliate per la comunicazione, grazie a sensori elettronici.

Nacque così la Umpi Elettronica di Cattolica che, a trent’anni dalla sua fondazione,è oggi una delle aziende all’avanguardia nel campo del risparmio energetico. Il cuore del business è divenuta la gestione dei punti luce in remoto, senza cioè la necessità di un controllo costante e sul posto: il “Minos system” (scheda tecnica).

Col nostro sistema tele-controlliamo l’illuminazione in modo che possa essere usata nel modo più corretto, senza sprechi, perché l’intensità di luce di cui si ha bisogno cambia a seconda dei momenti”, spiega l’ingegnere Marco Ghetti, uno dei responsabili tecnici della Umpi.

Il sistema non richiede interventi invasivi per la sua installazione, poiché, basandosi sulle onde convogliate, si sfrutta la rete elettrica esistente. Da un punto di vista delle attrezzature (lampioni e lampade), l’ingegner Ghetti assicura che il Minos system sia utilizzabile anche impianti già datati, perché si adatta a tutte le lampade e le centraline.

Un software intelligente
Per il controllo del funzionamento di ciascun punto luce, viene utilizzato uno specifico software che ‘calcola’ anche la durata di vita di ognuno di essi, in modo da sapere con esattezza quando si esaurirà ed effettuare una manutenzione preventiva.

Aspetti economici
Il risparmio sulla bolletta è calcolato attorno al 30 per cento, le spese per l’innovazione possono essere ammortizzate in un periodo da 3 a 6 anni. Sono già più di un centinaio i clienti, pubblici e privati, sparsi in tutto il continente, che hanno messo in opera il sistema. Tra questi, per citarne alcuni, vi sono il principato di Andorra, le tedesche Colonia e Geseke e il castello medievale di Maria Enzersdorf, in Austria.

L’esperienza di Medina
Il sistema dell’azienda romagnola è sbarcato inoltre a Medina, dove da alcuni anni (2006) i quasi 25.000 punti luce della Kaaba della Mecca e la città di Medina sono gestiti con il sistema Minos.
A questi, si aggiungeranno presto anche quelli della capitale Ryad.

Un ingresso, quello nello scacchiere mediorientale, non dettato tanto dall’intenzione dei sauditi di risparmiare sui costi, vista la ricchezza di petrolio, quanto dalla ricerca di un sistema di controllo affidabile. “Degli emissari del governo cercavano un sistema che reggesse alle condizioni meteorologiche estreme”, rammenta Ghetti. “Il nostro sistema è stato l’unico, tra quelli che avevano testato, che ha resistito”.

In Italia, i risultati maggiori sono con le amministrazioni comunali (leggi anche: requisiti illuminotecnici alla base dei progetti degli impianti di illuminazione dei centri storici), come ad esempio Venezia. Per il momento, invece, nel portafoglio di clienti della Umpi non figurano musei, che pure avrebbero tanto da guadagnare con una gestione più oculata dell’illuminazione.


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