Controlli e riduzione pedaggi Autostrade. Con il caso A26 il MIT convoca ASPI

Controlli e riduzione pedaggi Autostrade. Con il caso A26 il Mit convoca Aspi

Controlli e riduzione pedaggi autostrade

Maggiori controlli e riduzione pedaggi Autostrade. Questo è l’impegno che ASPI (Autostrade per l’Italia) ha preso con il MIT durante l’incontro che si è tenuto il 31 dicembre 2019, il giorno dopo l’episodio di distacco dell’ondulina più intonaco dall’intradosso della galleria Bertè A26 che collega Ovada e Masone, in Liguria.

Poco dopo l’evento, un comunicato di ASPI ha informato l’utenza, fornendo dettagli su quanto accaduto e sul percorso alternativo da seguire: “Secondo le prime verifiche condotte dai tecnici autostradali, si sarebbe verificato il distacco di un’ondulina e di parti dell’intonaco a cui era collegata, le cui cause sono in corso di accertamento. Sul luogo dell’evento sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale ed il personale della Direzione 1° Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia. È in corso l’installazione di uno scambio di carreggiata per consentire la riapertura al traffico in doppio senso di circolazione. Per gli utenti che viaggiano con mezzi pesanti e da Alessandria sono diretti verso la riviera ligure si consiglia di immettersi sulla diramazione Predosa-Bettole e successivamente in A7 verso Genova per poi immettersi in A10 verso Savona. Agli utenti che viaggiano su mezzi leggeri, dopo l’uscita obbligatori a Masone si consiglia di percorrere la strada provinciale 456 del Turchino e rientrare in A10 a Genova Voltri”.

Di seguito il comunicato pubblicato dal Comune di Rossiglione (GE) via Facebook.

Prestate massima #attenzione sulla #A26! La prima galleria dopo Masone, verso Genova, è investita da #materiale!…

Pubblicato da Comune di Rossiglione su Lunedì 30 dicembre 2019

Il caso A26 ha riaperto la questione (effettivamente mai chiusa) sulla mancata manutenzione e sui controlli che il concessionario Aspi avrebbe dovuto mettere in atto sulla rete infrastrutturale italiana che comprende strade, ponti, viadotti e gallerie. Il caso è scoppiato con il crollo del Viadotto Morandi avvento il 14 agosto del 2018. Una concessione la cui durata è prevista fino 2042.

Leggi lo speciale dedicato al Viadotto Genova

Controlli e riduzione pedaggi Autostrade. Il piano controlli messo in atto

Fortunatamente nessun veicolo è rimasto coinvolto, tuttavia affidarsi alla sola fortuna potrebbe non bastare ed al momento sono state avviate le indagini sulla galleria Bertè. In seguito all’accaduto, il MIT, nella persona del Ministro Paola De Micheli, ha incontrato a Roma Autostrade per l’Italia, rappresentata da Roberto Tomasi, amministratore delegato della società.

L’AD ASPI ha parlato di aumento controlli e riduzione pedaggi Autostrade Liguria. Circa le gallerie ha dichiarato che verrà messo in atto “un immediato e ulteriore impulso al piano di controllo di tutti i fornici della rete, già affidato a un consorzio internazionale guidato dalla multinazionale Bureau Veritas. Il piano sarà fortemente accelerato e verrà concluso entro i prossimi due mesi. Tali controlli saranno affiancati anche dall’utilizzo di georadar”.

Intanto volgono al termine le attività previste nel piano dei controlli viadotti- ponti, avviate nel febbraio 2019. Le strutture, controllate da società di ingegneria esterne, sono 1943. ASPI fa sapere che è in fase di completamento anche il programma di monitoraggio cassoni e che sono previsti circa 500 interventi su ponti e viadotti, per un importo di oltre 370 milioni di euro.

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Disagi alla circolazione. Dove è stata applicata la riduzione sui pedaggi?

Una riduzione del 50% delle tariffe ASPI è stata applicata nella tratta Varazze-Pra e per i tratti tra Chiavari-Rapallo della A12 e Masone-Ovada della A26 e dal primo gennaio 2020 è prevista una riduzione del 50% del pedaggio per le percorrenze comprese tra Ovada (A26) e Albissola (A10). Tuttavia potrebbero essere previste ulteriori modulazioni delle tariffe sulla rete autostradale a seconda dell’andamento viabilità.

A proposito di viabilità, la regione Liguria non è la sola a subire gravi rallentamenti e disagi alla circolazione. Con l’indagine portata avanti dalla Procura di Avellino sulle gallerie abruzzesi e marchigiane sono stati messi in atto sequestri, cantieri e misure cautelative dovute a degrado e frane. Conseguenziali restringimenti di carreggiata hanno causato code chilometriche, nello specifico sulla A14 rendendo molto difficile la percorrenza dei tratti:

  • nelle Marche – 13 chilometri di coda tra Loreto e Fermo, 6 km tra Fermo e Grottammare e 4 km tra Grottammare e San Benedetto del Tronto;
  • in Abruzzo – 5 km tra Roseto degli Abruzzi e Città Sant’Angelo, 3 km tra Pescara Ovest e Pescara Sud e un chilometro tra Lanciano e Val di Sangro.

Revocata concessione ad ASPI? Con il Milleproroghe riequilibro rapporto Stato e concessionari

La questione controlli e riduzione pedaggi Autostrade rientra nella tormentata vicenda concessioni.

“Prima di renderlo pubblico, credo sia corretto farlo vedere al presidente del Consiglio e ai miei colleghi ministri. È ovvio però, è evidente a tutti, che qualcosa in questi anni è successo, o meglio temo che qualcosa non sia successo: abbiamo troppe evidenze, ahimè concrete, di situazioni di mancata manutenzione, di ritardi o di manutenzioni fatte secondo criteri che non sono oggettivi”.

Questa la dichiarazione rilasciata al programma 24 Mattino su Radio24 del ministro delle infrastrutture Paola De Micheli, circa il dossier concessioni Autostrade per l’Italia. De Micheli ha ribadito che si tratta di una situazione difficile che interessa ben 2800 chilometri di autostrade e di impatto finanziario ed occupazionale.

Per il momento con il Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta il 30 dicembre 2019, è stata inserita la norma che stabilisce l’equilibrio tra Stato e Concessionario circa la proprietà del bene. A tal proposito De Micheli ha dichiarato: “la proprietà del bene concesso è dello Stato e non ci può essere questa disparità, e la norma inserita nel decreto Milleproroghe fa questo: riequilibra il rapporto tra Stato e concessionari e mette questi ultimi tutti nelle stesse condizioni…Stiamo concretamente revisionando le concessioni per rispostare l’equilibrio concessorio da un manifesto “favor” nei confronti dei concessionari a una difesa dell’interesse pubblico, lo facciamo anche con una certa rigidità che non tutti comprendono e non tutti apprezzano, ma è nostro dovere”.

Revocare una concessione prevede delle alte penali per lo Stato, difatti con la convenzione è previsto che il concessionario, in caso di revoca, recesso, risoluzione abbia diritto ad un indennizzo/risarcimento a carico del concedente pari ad un importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di recesso, revoca o risoluzione del rapporto, sino alla scadenza della concessione prevista per 2042.

Con il decreto qualcosa cambia. Lo Stato rimborserebbe Autostrade per le opere realizzate e altre penali: si parla di una probabile cifra che si aggira fra 6 e 8 miliardi. Ciò avvierebbe inevitabilmente un contenzioso legale, perché Atlantia (ASPI) chiederebbe l’intero risarcimento di 23 miliardi e un pagamento per i danni.

Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha dichiarato: “Nel Milleproproghe abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton”.

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