Contributo a fondo perduto professionisti ordinistici: ci sono novità?

Contributo a fondo perduto professionisti ordinistici: ci sono novità?

Con un Tweet, Inarcassa il 21 maggio 2020, rendeva note le parole del Presidente Santoro che esprimeva dissenso circa la scelta del Governo di escludere dal contributo a fondo perduto i professionisti ordinistici. Ecco il Tweet:

 #Inarcassa #Decreto_Rilancio. Presidente #Santoro: “Da Governo ennesima prova di insipienza che crea solo discriminazioni. Gravissimo errore escludere dal contributo a fondo perduto i liberi professionisti iscritti alle #Casse di #previdenza. Ci aspettiamo immediato ripensamento”.

Da allora non ci sono novità e ad oggi i professionisti iscritti alle Casse di Previdenza private restano esclusi dalla misura di sostegno che invece è valida per le imprese, le partite Iva e i titolari di reddito agrario, che al momento della richiesta abbiano:

  • conseguito nel 2019 ricavi o compensi fino a 5 milioni di euro;
  • conseguito, ad aprile 2020, un ammontare di fatturato e corrispettivi inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019.

C’è ancora tempo per sperare nel contributo a fondo perduto professionisti ordinistici?

Sono stati presentati emendamenti (271 relativi all’articolo 25 che regola la misura) al disegno di legge di conversione del DL Rilancio, con l’obiettivo di far rientrare i professionisti iscritti agli ordini professionali tra i destinatari del contributo a fondo perduto equiparando la categoria dei professionisti alle piccole e medie imprese per ottenere le agevolazioni.

Della possibile inclusione al contributo fondo perduto professionisti ordinistici, ne ha parlato anche, Il Ministro Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che durante gli Stati Generali delle Professioni, ha spiegato che il Governo sta lavorando sul Decreto Rilancio e le regole dell’accesso al contributo a fondo perduto potrebbero subire modifiche.

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Contributo a fondo perduto professionisti ordinistici esclusi. Cosa prevede la misura?

La misura del contributo a fondo perduto è regolamentata dal provvedimento del 10 giugno 2020 dell’Agenzia delle Entrate richiede la presentazione, in via telematica, di una apposita istanza.

Il contributo spetta a coloro che al 31 gennaio 2020, data di dichiarazione dello stato di emergenza “Covid-19”, avevano il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza ancora in atto.

A coloro che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi, sempre che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 5 milioni di euro come sopra indicato.

Nel provvedimento AE, vengono indicate le percentuali:

  • se la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulti negativa (cioè il dato del 2020 è inferiore al dato del 2019), a tale differenza si applicherà la percentuale del 20, 15 o 10 per cento a seconda dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati nel 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo qualora superiore;
  • nel caso in cui la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulti positiva o pari a zero, il contributo è pari a quello minimo: 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 giugno 2020 e non oltre il giorno 13 agosto 2020. Caso eccezionale, quello in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze possono essere trasmesse a partire dal 25 giugno 2020 e non oltre il 24 agosto 2020.

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Allarme CUP: 20% dei professionisti ordinistici rischia di essere espulso dal mercato del lavoro

La presidente del Comitato unitario delle professioni, Marina Calderone, lancia l’allarme che interessa la categoria professionisti ordinistici, colpiti dalla pandemia:

“Al centro delle nostre riflessioni ci sono i professionisti duramente colpiti da questa pandemia. Stimiamo che il 20% degli iscritti agli ordini e alle Casse rischiano di essere definitivamente espulsi dal mercato del lavoro. È indispensabile mettere in campo una sinergia che veda tutto il sistema unito e in grado di parlare alla politica che, anche con questi ultimi decreti, non ha capito il valore dei professionisti. La platea che ha avuto accesso ad una sola forma di sostegno è stata enorme. 500mila professionisti che hanno richiesto il bonus 600 euro stanno a significare che a rischio c’è la professione stessa. Sono caduti modelli, tipologie contrattuali tutto è diventato più fluido e complesso e anche per questo c’è bisogno di ragionare su soluzioni che affrontino temi trasversali al lavoro e alla professione. Le Società tra professionisti mai decollate, l’equo compenso mai attuato, uno statuto dei lavoratori che deve essere trasformato in statuto dei lavori, la fragilità di una professione che deve fare i contri con le trasformazioni e evoluzioni del mondo, tutto necessita di unione e unità”.

Il presidente dell’Adepp, Albero Oliveti, ha inoltre dichiarato, la necessaria presa coscienza di un nuovo modo di pensare alla previdenza: “Pare evidente ormai che ci sia una nuova esigenza di fare previdenza. Una previdenza che non sia soltanto quella ordinaria e post-lavorativa, quella cioè che si concretizza nella pensione o nell’assistenza a chi lavorando ha un bisogno. Bisogna iniziare a ragionare sul concetto di supporto al lavoro. Un welfare che divenga assistenza strategica e che possa essere sia un sostegno all’attività professionale e al suo reddito, ma anche uno strumento che permetta a ognuno di sviluppare al massimo la propria potenzialità lavorativa.”

Leggi la circolare Agenzia delle Entrate del 21 luglio 2020 con i chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto

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