Contributi previdenziali Inarcassa: chiariti i dubbi degli ingegneri

Ingegneri e versamento degli oneri previdenziali, arriva finalmente una circolare INPS capace di chiarire tutti i dubbi e le perplessità che colpiscono la categoria nel momento in cui si ritrova a fare i conti con il versamento di tali contributi.

 

Secondo la circolare in questione, la n. 72/2015 i soggetti che esercitano per professione abituale (sebbene non esclusiva) le attività di lavoro autonomo sono destinatari dell’obbligo contributivo alla gestione separata INPS nel caso in cui svolgano attività il cui esercizio non è subordinato all’iscrizione ad apposito albo professionale, oppure allorquando il reddito prodotto non risulti assoggettato a contribuzione previdenziale obbligatoria presso l’Ente previdenziale di categoria secondo il rispettivo statuto o regolamento.

 

Si tratta a tutti gli effetti di una circolare “fortemente voluta da noi” spiega Paola Muratorio, presidente di Inarcassa, chiarendo le ragioni della diffusione della circolare. Per tale circolare”“abbiamo lavorato con INPS che è stata veramente collaborativa. È importante che ci sia chiarezza contributiva e riteniamo che la circolare risponda in modo esaustivo a questa necessità. Gli esempi riportati nascono da casi concreti”.

 

Ecco qualche rapido esempio, riportato nella circolare INPS, per comprendere meglio di cosa stiamo parlando: l’ingegnere libero professionista che eserciti attività di consulente ambientale è tenuto a versare i contributi previdenziali a Inarcassa. Qualora invece svolga l’attività tipica ma lavori anche come consulente finanziario, lo stesso è allora tenuto ad iscriversi alla gestione separata INPS.

 

L’elenco delle attività riconducibili ai due differenti trattamenti di versamento di contributi previdenziali continua evidenziando una linea di demarcazione: da una parte le attività che ricadono sotto la “competenza” di Inarcassa, dall’altra le tipologie di attività che rimangono all’interno del “range” applicativo di competenza della gestione separata INPS.


Versamento a Inarcassa
– consulente e programmatore informatico;
– amministratore di condominio;
– project manager nel settore Ict;
– ingegnere perito balistico;
– consulente ambientale;
– consulente della movimentazione e trasporto di merci pericolose; assistente al RSPP

 

Versamento Gestione separata INPS
– consulente commerciale;
– orientatore professionale;
– ingegnere consulente gestionale;
– imprenditore individuale che svolge attività di certificazione dei prodotti farmaceutici.


I fondamenti di questa differenziazione si radicano in alcuni principi affiorati da alcune sentenze della Corte di Cassazione. Quest’ultima infatti, al fine di stabilire se il reddito prodotto da un’attività professionale sia soggetto alla contribuzione dovuta alla Cassa professionale autonoma, ha puntualizzato che il concetto di “esercizio della professione” deve essere interpretato non in senso statico e rigoroso, ma nella piena considerazione della continua evoluzione delle specifiche competenze e delle cognizioni tecniche libero- professionali.

 

A parere della Cassazione, infatti, nel concetto di esercizio della professione deve essere compreso non solo l’espletamento di prestazioni tipicamente professionali, ma anche “l’esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia un nesso con l’attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell’esercizio dell’attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto (anche) la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipo, logicamente propria della sua professione”.

 

Pertanto, si legge nella circolare INPS, “secondo l’orientamento più recente della Corte di Cassazione, la oggettiva riconducibilità alla professione dell’attività in concreto svolta dal professionista, anche se non espressamente riservata, determina l’inclusione dei compensi derivanti da tale attività tra i redditi che concorrono a formare la base imponibile previdenziale, sulla quale calcolare il contributo soggettivo obbligatorio e quello integrativo dovuto all’Ente previdenziale di categoria”.


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