Contratti tra privati e società di ingegneria: non c’è alcun ostacolo

Contratti tra privati e società di ingegneria: non c’è nessun ostacolo

Ricordate lo scorso settembre, quando piombò sulle società di ingegneria piombò come una tegola la decisione di un giudice di Torino che, interpretando una legge del periodo fascista dichiarò che i contratti stipulati tra soggetti privati e società di ingegneria erano da considerarsi nulli? (leggi l’articolo)

La vicenda prese l’avvio da un ricorso presentato da una società di ingegneria piemontese che non si era vista pagare l’intero compenso pattuito dal committente.

Ma il tribunale chiamato ad esprimersi sulla controversia ripesca una norma del 1939, nella quale il Governo Fascista, con l’intento di impedire agli ebrei di esercitare affari, vieta la loro partecipazione alle società di capitale anonime.

Devono passare decenni prima che, negli anni Settanta, si sani la faccenda ma, ovviamente, non del tutto. Rimane in vigore, infatti, il divieto per le attività tipiche dell’architetto e dell’ingegnere.

Altri vent’anni e il Ministro Merloni legittima le società di capitale, ma solo se operano nel settore pubblico. Infine, la vicenda approda nel Decreto Competitività del Governo Renzi, ancora non risolto e relativo rimpallo di responsabilità.

Oggi abbiamo un nuovo capitolo della vicenda con la partecipazione dei rappresentanti dell’OICE all’audizione svoltasi ieri presso le le Commissioni riunite (VI Finanze e X Attività produttive) della Camera dei Deputati sul disegno di legge Concorrenza (n. 3012)

Secondo l’Associazione delle società di ingegneria aderente a Confindustria, l’articolo 31 del Ddl Concorrenza chiarisce definitivamente la legittimità dei contratti che da 20 anni le società di ingegneria stipulano nel settore privato, evita strumentali contenziosi e tutela le decine di migliaia di professionisti che vi lavorano; non costituisce alcun colpo di spugna o sanatoria ma è semplice norma di interpretazione autentica.

Per l’Associazione di via Flaminia l’art. 31 del provvedimento fuga ogni dubbio – con interpretazione autentica – sulla legittimità dei contratti conclusi tra privati e società di ingegneria.

Nell’audizione è stato posto l’accento sul fatto che il divieto di esercizio della professione in forma societaria, risalente ad una legge del 1939, è da ritenersi abrogato dal 1997, quando fu approvata la legge “Bersani”; ed è questo che espressamente e correttamente afferma la norma proposta nel ddl Concorrenza adesso all’esame del Parlamento, anche con riferimento al riconoscimento giuridico delle società di ingegneria nell’ambito privato.

Per l’OICE l’articolo 31 del ddl non rappresenta alcun “colpo di spugna”, né alcuna sanatoria ma un appropriato intervento di chiarificazione autentica ed evita che si producano ulteriori contenziosi con danno per le imprese che operano nel settore dei servizi di ingegneria, anche integrata, oltre che per l’occupazione dei tanti giovani professionisti che in esse lavorano. Va infatti considerato che sono: 6.100 le società di ingegneria iscritte a Inarcassa e 4.300 iscritte all’Anac, e che al loro interno operano decine di migliaia di dipendenti iscritti all’albo professionale.


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