Consigli di Disciplina territoriali per gli ingegneri: ne vogliamo parlare?

Il DPR 7 agosto 2012, n. 137 contiene il Regolamento recante la riforma degli ordinamenti professionali. Il decreto ha introdotto rilevanti novità in tema di disciplina dell’attività professionale e, in particolare, ha istituito i Consigli di Disciplina.

 

Come ho potuto verificare, di questo nuovo organo la maggioranza dei professionisti, e in particolare degli ingegneri, che non ne è a conoscenza. A onore del vero gli Ordini hanno emanato newsletter o circolari che comunicano la costituzione dei Consigli di Disciplina, anche perché entro un mese dall’insediamento del nuovo Consiglio dell’Ordine devono essere presentate le candidature allo stesso per il Consiglio di Disciplina; è d’uopo quindi cominciare a fare qualche considerazione sul nuovo organo la cui attività avrà riflessi significativi sul comportamento dei professionisti

 

L’ordine ha sempre svolto, in realtà, attività di magistratura interna, ma con il decreto in questione tale attività acquisisce forma e sostanza nuove con una valenza più incisiva. In questo articolo saranno affrontate le questioni di maggiore criticità, auspicando l’inizio di un aperto ed esteso dibattito, sul tema, con tutti i colleghi, al fine di poter offrire il qualificato punto di vista di chi ogni giorno sul campo verifica le problematiche legate ai rapporti con i committenti, con i colleghi, con i vari enti.

 

La professione dell’ingegnere riveste una funzione sociale indiscussa e di notevole rilievo; tenere presente questa realtà potrà aiutarci a comprendere come la disciplina della nostra attività, per le modifiche introdotte, potrà costituire un ulteriore elemento di contributo alla garanzia delle qualità infuse dai colleghi nell’attività quotidiana.

 

La portata di maggior rilievo del modificato regime di disciplina della professione di ingegnere va individuata nel profilo di maggiore tutela dell’interesse pubblico che dovrà e potrà essere garantito dai Consigli di Disciplina territoriali.

 

Al fine di conseguire questo rilevante ed ambizioso obiettivo il primo passo sta nell’attenzione sulle persone che verranno candidate al Consiglio di Disciplina; infatti l’Ordine deve proporre al Presidente del Tribunale di competenza territoriale 30 nominativi; nell’ambito di tale rosa verranno nominati i 15 membri effettivi e i supplenti. Pertanto i soggetti indicati dall’Ordine dovranno avere competenza accertata e onorabilità riconosciuta.

 

In particolare, occorrerà che i candidati non abbiano alcun legame di parentela o di natura societaria con altri professionisti che siano risultati eletti nel rispettivo consiglio territoriale, non abbiano subito sanzioni disciplinari nei 5 anni precedenti, non siano stati sottoposti a misure preventive e non abbiano riportato condanne con sentenza passata in giudicato. Anche per quest’ultimo aspetto ci si auspica che la Professione di Ingegnere valga più del mero contenuto esplicitamente espresso, estendendo, in via di cautela, le cause di esclusione a quei soggetti che siano stati condannati anche solo in I grado, senza attendere le conferme del II grado di giudizio di merito e la pronuncia di legittimità assicurata dalla Corte di Cassazione. Questo per dare davvero un esempio positivo al Paese, dato che troppi sono quelli negativi (basti pensare agli episodi che hanno, in tempi recenti, coinvolto deputati, senatori, consiglieri regionali).

 

Venendo alle criticità, si pone in evidenza come il delicato ruolo che sarà svolto merita che i nominati possano essere tutelati, per meglio aderire alle esigenze del loro alto compito, da formule assicurative operanti per eventuali errori commessi nell’esercizio della funzione. Queste coperture, ne siamo certi, potranno garantire un lavoro sereno ai Consiglieri nominati, scevri da preoccupazioni di ordine pratico per eventuali errori che possano compiersi nella loro delicata funzione.

 

Si profila poi una suddivisione del Consiglio di Disciplina territoriale, istituito presso ogni Tribunale, in Collegi di Disciplina, al fine di poter meglio rispondere alle multiformi esigenze poste dalla funzione. Questa suddivisione funzionale potrà meglio rispondere all’esigenza di non coinvolgere l’intero Consiglio di Disciplina nella trattazione delle singole posizioni trattate portate alla sua attenzione. Sembra opportuno pertanto operare una selezione preventiva sui Candidati, individuando al loro interno le varie specializzazioni che negli attuali scenari risultano presenti effettivamente nella nostra Professione.

 

La scelta oculata deve riguardare sia i membri effettivi sia i membri supplenti in modo che (nel caso di astensione da parte di membri effettivi qualora siano affrontate questioni aventi ad oggetto colleghi verso i quali i membri effettivi non siano esenti da anche solo potenziali conflitti di interesse) i membri supplenti possano svolgere la funzione al livello di quelli effettivi.

 

Siamo soltanto all’inizio di questo percorso che può e deve segnare dare indirizzi chiari e definiti alla categoria degli ingegneri e garantire una maggior tutela degli interessi della committenza sia pubblica che privata anche svolgendo un’attenta azione di monitoraggio su aspetti di sciacallaggio professionale che alcuni colleghi, società di ingegneria, raggruppamenti professionali – o meglio para professionali – purtroppo, attuano!

 

Articolo dell’Ing. Claudio Bertani


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico