Consensi per "Diamoci una scossa!", mancano gli ordini della Lombardia

Consensi per “Diamoci una scossa!”, ma gli Ordini della Lombardia mancano all’appello

Ordini

Gli ordini degli ingegneri della Lombardia mancano all’appello per la Prima giornata della prevenzione sismica.

“Diamoci una scossa!”. Uno slogan di semplice percezione che non vuole sminuire la tematica complessa della sicurezza antisismica, ma che nasce con la finalità di trasmettere un messaggio chiaro: quello di darsi una mossa senza perdere tempo con la prevenzione sismica, unico strumento a disposizione per fronteggiare i terremoti con edifici più sicuri.

I cittadini hanno ben accolto l’invito e numerosi hanno partecipato alla Prima giornata della prevenzione sismica, recandosi presso gli info-point allestiti nelle piazze italiane. La previsione per il prossimo mese è che si possano realizzare fino ad 1 milione di visite tecniche informative nelle abitazioni dei cittadini che ne hanno fatto richiesta.

L’evento organizzato il 30 Settembre 2018 nell’ambito dell’iniziativa “Diamoci una Scossa!” era stato presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal Ministro Danilo Toninelli alla presenza del Presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo, del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano e del Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Giuseppe Cappochin. I promotori dell’iniziativa all’indomani della giornata, si sono detti soddisfatti dei risultati ottenuti e del grande valore sociale trasmesso.

Leggi Terremoto: “Diamoci una Scossa!”. Campagna per edifici più sicuri

Assenti gli Ordini della Lombardia

Tra gli ordini che hanno aderito all’iniziativa, mancano all’appello quelli della regione Lombardia che attraverso un comunicato stampa hanno elencato le motivazioni della loro assenza. Anche INARSID – Associazione di Intesa Sindacale degli Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti Italiani – condivide con la C.R.O.L.L. – Consulta Regionale Ordini Ingegneri Lombardia – delle perplessità sull’iniziativa, con particolare evidenza su criticità individuate in capo al libero professionista.

Tra le criticità ravvisate vi sono:

  • necessità di svolgere un corso in FAD di 10 ore con superamento dell’esame finale;
  • sottoscrivere l’autodichiarazione ai sensi dell’art. 47 DPR n.445 del 2000, di avere o non avere un’esperienza professionale nel settore della sicurezza sismica, consolidamenti strutturali nelle varie tipologie di immobili, ecc;
  • dichiarazione di essere provvisto di assicurazione professionale, benché non operante in quanto l’attività di volontario non è coperta dai rischi;
  • l’attività richiede il giudizio ESPERTO del tecnico preparato e la prestazione (perché è una prestazione professionale!) non può limitarsi alla sola compilazione della scheda in modo asettico;
  • alta probabilità che tutta l’attività svolta dal libero professionista diventi semplicemente “fuoco di paglia” con il risultato di schede di valutazione sottoscritte in possesso a committenti, Enti e anche Magistrati in caso di evento sismico;
  • maggior costo dell’iniziativa coperto dai contributi previdenziali obbligatori versati dai liberi professionisti ingegneri ed architetti alla cassa di previdenza Inarcassa e che pertanto non andranno a produrre alcun beneficio previdenziale per gli Iscritti;
  • attività professionale non remunerata in netto contrasto con quanto stabilito, a partire, dalla Costituzione art. 36 fino ad arrivare al recente “Equo compenso”.

Scarica la comunicazione inviata da INARSID per l’elenco completo

Professionalità dei tecnici in pericolo

Su dichiarazione dell’ingegnere Bruno Finzi, Presidente dell’ordine degli Ingegneri di Milano, questa contestazione non è legata all’attività di sensibilizzazione ma all’iniziativa di offrire visite tecniche gratuite negli appartamenti, in quanto il cittadino può travisare l’obiettivo del sopralluogo aspettandosi che la sola presenza del tecnico gli garantisca la certezza di vivere in un edificio sicuro ed inoltre la compilazione dei report di visita potrebbero generare una grande responsabilità per il professionista pur essendo di natura informativa.

Inoltre, il Presidente dell’ordine dell’ingegneri di Milano, ha sollevato perplessità in merito alla partecipazione degli architetti presso i punti informativi nelle piazze italiane che, a suo dire, non hanno le competenze per valutare da un punto di vista strutturale le abitazioni. Ad essere d’accordo alla contestazione degli Ordini degli ingegneri lombardi, anche l’Ordine degli Architetti di Milano. E’ chiaro che il dissenso non è legato allo spirito sociale, promozionale della campagna di prevenzione, ma agli aspetti organizzativi.

Purtroppo non è insolito il caso in cui ai professionisti è stato chiesto di fornire servizi a titolo gratuito per bandi pubblici, tuttavia in occasione dell’iniziativa il coinvolgimento degli ingegneri e degli architetti per la collettività, può essere una presenza, affidabile ed indispensabile a cui fare sempre riferimento per migliorare un patrimonio immobiliare italiano che parla da sé e necessita di un profondo adeguamento.

Non si parla mai abbastanza di prevenzione sismica se non a seguito di tragici eventi. Ben vengano iniziative come queste.

 

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