Congresso Nazionale Ingegneri. Efficienza energetica, Adeguamento sismico e Infrastrutture: le linee guida da seguire

Riqualificazione e uso consapevole del territorio, adeguamento sismico, efficienza energetica, sostenibilità paesaggistica e ambientale, riabilitazione del tessuto edilizio e sociale, potenziamento delle infrastrutture. Sono queste le linee direttive che gli ingegneri devono seguire per incentivare lo sviluppo del Paese e che sono emerse durante la sessione conclusiva della cinquantaseiesima edizione del Congresso nazionale degli Ingegneri di Bari, conclusosi con l’approvazione per acclamazione della mozione congressuale finale.

Gli ingegneri hanno inoltre auspicato che la tanto sospirata riforma delle professioni, che nascerebbe dall’articolo 3 della Manovra bis, venga approvata e implementata in tempi certi (entro 12 mesi).

Da segnalare anche l’intervento di Romeo La Pietra, presidente del Centro Studi del CNI, secondo cui il d.l. 138/2011, approvato dal Senato e passato ora all’esame della Camera, “accoglie quasi tutte le proposte che avevamo avanzato già due anni fa”.
Esistono settori di attività in cui non tutto può essere fatto da tutti – ha precisato La Pietra nella relazione d’apertura della quarta sessione del Congresso, dedicata appunto alla riforma della professione – il nostro Ordine è già libero e liberalizzato sotto tutti i profili”.

Due ulteriori documenti, elaborati dal Tavolo permanente per le problematiche degli ingegneri dipendenti e dalla Commissione dei Giovani Ingegneri, oltreché un’osservazione degli ingegneri docenti, sono stati approvati e inseriti nella mozione in qualità di raccomandazioni ed emendamenti di cui tenere conto.

Annunciata, poi, la presentazione di una Carta eco-etica dell’ingegneria italiana.
È la prima volta – sottolinea Giovanni Rolando, presidente del CNI – che un organismo elabora un testo del genere, sull’etica ambientale”, in una fase di transizione epocale, caratterizzata dalla necessità di modificare radicalmente i modelli di sviluppo. Felice Palmeri, docente all’Università di Bologna, nel presentare la Carta ha rilevato che “le professioni a matrice tecnico-scientifica sono chiamate oggi ad esercitare un ruolo chiave nel chiedere alla politica investimenti immediati a fronte di ritorni proiettati a medio e lungo termine”.


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