Congresso Nazionale degli Ingegneri 2013: Sportello Unico e Digitalizzazione PA, che delusione!

In occasione del 58esimo Congresso Nazionale degli Ordini Ingegneri 2013, il Centro studi del CNI presenta la ricerca Per il rilancio del Paese: sussidiarietà e semplificazione” Il contenuto dello studio è stato elaborato sulla base delle risposte di ben 8.421 ingegneri sparsi su tutto il territorio nazionale.

 

Alla domanda generale se la semplificazione amministrativa sia fondamentale per rilanciare le potenzialità imprenditoriali e rilanciare lo sviluppo del paese, il 73,4% si dice molto d’accordo e il 22,6% abbastanza d’accordo. Su questo punto, insomma, si raggiunge la percentuale plebiscitaria del 96%!

 

Entrando nello specifico, tra i fattori che rendono complesse le procedure, più della metà degli ingegneri (54,7%) indicano l’assenza di proporzionalità tra la complessità delle procedure e l’intervento da realizzare. Ben il 40,5% indica la stratificazione e la continua innovazione delle norme e degli adempimenti nel tempo. Quasi il 25%, poi, lamenta l’incertezza sui tempi di conclusione delle procedure.


Non sempre la Semplificazione è sinonimo di Utilità
Di recente sono state introdotte diverse misure per realizzare la semplificazione. Gli ingegneri italiani non le considerano tutte utili.

 

Danno un giudizio positivo sull’ampliamento delle attuali delibere mediante CIA, l’introduzione della SCIA e del silenzio-assenso. Tra le iniziative che considerano inutili, al vertice indicano il ricorso al commissario ad acta e la conferenza dei servizi, seguite a ruota dall’istituzione degli sportelli unici e l’avvio della digitalizzazione della PA.

 

Gli ingegneri, però, non si limitano a criticare. Fanno sentire la propria voce in merito alle misure che ritengono più efficaci per la semplificazione delle procedure. La più gettonata è l’introduzione di procedure telematiche realmente efficienti (37,5%). Molto citata anche l’elaborazione di linee guida per uniformare l’interpretazione degli uffici pubblici in merito all’applicazione delle procedure (31,8%). Chiedono anche di incentrare i controlli della PA sugli aspetti sostanziali più che su quelli formali (30,7%). Al contrario, non giudicano efficace dare concreta attuazione alle misure già introdotte o l’inasprimento delle sanzioni per i responsabili del procedimento che non rispettano la tempistica.

 

Interessanti le risposte degli ingegneri relativamente al principio di sussidiarietà, in base al quale il professionista può assumere la responsabilità della realizzazione di quegli interventi a bassa o media complessità, come avviene in altri paesi. Il 78,1% considera la sussidiarietà molto o abbastanza efficace. La quasi totalità (98,7%) si dice disposto ad assumersi la responsabilità nel proprio settore di attività per interventi a bassa o media complessità. Naturalmente questo dovrebbe avvenire a patto che si determino precise condizioni. La più gettonata in assoluto (78,5%) è che il quadro delle norme deve essere chiaro e di univoca interpretazione. Molto staccata (36,3%) la richiesta che il compenso sia adeguato alla responsabilità assunta.

 

Tra le varie procedure valutate dagli ingegneri, una dozzina, sono quattro quelle che comportano un numero medio di giorni superiore al mese per la raccolta e l’elaborazione dei documenti:

– prevenzione incendi (40 giorni),

– opere idrauliche (39),

– permesso di costruire (38)

– rilascio autorizzazione paesaggistica (33).

 

Nella stragrande maggioranza dei casi, risulta esigua la possibilità di presentare le domande online. Addirittura drammatica risulta la situazione relativa ai tempi necessari per ottenere il documento richiesto. Per la VIA servono ben 337 giorni, 333 per l’AIA e l’autorizzazione unica delle fonti rinnovabili; 251 giorni per il VAS. Quanto ai tempi medi per la conclusione delle procedure, è emerso come occorrano 233 giorni per il permesso di costruire, 217 giorni per le opere idrauliche e 205 giorni per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

 


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