Concessione edilizia in sanatoria su area con vincoli paesaggistici

Concessione edilizia in sanatoria su area con vincoli paesaggistici

La concessione edilizia in sanatoria in ordine ad un manufatto realizzato su area sottoposta a vincolo ambientale-paesaggistico presuppone il parere dell’organo preposto alla tutela del vincolo (1) e i provvedimenti successivamente adottati costituiscono atti necessari e non superflui. A stabilirlo è la recente sentenza n. 794/2012  del Consiglio di Stato

 

Il parere dell’organo preposto non ha natura provvedimentale e non è l’atto conclusivo del procedimento attivato con la istanza di permesso di costruire o di sanatoria edilizia presentate all’amministrazione comunale, ma è un atto di natura endoprocedimentale che ha effetti sulla determinazione conclusiva del procedimento, di spettanza dell’autorità adita.

 

Il parere, quantunque vincolante, non è immediatamente lesivo e non è, in quanto tale, suscettibile di impugnazione autonoma in via giurisdizionale, ma bensì lo è unitamente al provvedimento finale concretamente lesivo della sfera giuridica del richiedente.

 

In conclusione, il parere dell’organo preposto alla tutela del vincolo, reso ai sensi dell’art. 3 della legge n. 47/1985 per le opere edilizie abusive ricadenti appunto su aree sottoposte a vincolo, è obbligatorio, ma l’atto che incide sulla sfera giuridica del richiedente è il provvedimento concessorio o negatorio della sanatoria richiesta.

 

Note

1. Ai sensi dell’art. 32 della legge n. 47 del 28 febbraio 1985.

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