Con la delega fiscale in arrivo la Carbon Tax

L’art. 15 (Tassazione ambientale) della bozza del Ddl delega – Disposizioni per la revisione del sistema fiscale recita: “1. In considerazione delle disposizioni emerse nel dibattito europeo in materia di green economy, introduzione di nuove forme di imposizione fiscale finalizzate a perseverare e garantire l’equilibrio ambientale (green taxes) e revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, prevedendo che il gettito riveniente dall’introduzione della carbon tax sia destinato prioritariamente alla revisione del sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili.”

 

Pare quindi che sia in arrivo una carbon tax, che va ad inserirsi nel piano più ampio di rivisitazione del sistema delle accise sui prodotti energetici sulla base del contenuto di carbonio, come prevede anche la proposta di direttiva UE 13 aprile 2011, COM(2011) 169, sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.

 

Scopo prioritario della nuova tassa è la copertura del finanziamento per le energie rinnovabili, che verrebbero quindi a smettere di gravare sulle bollette dei contribuenti. Inoltre la tassa non verrebbe applicata a chi e’ già obbligato a fronteggiare le quote di emissione con il meccanismo delle emission trading.

 

La carbon tax si configura come ecotassa su “un male”, ovvero l’emissione di biossido di carbonio nell’atmosfera secondo il principio “chi inquina, paga”, e quindi indirizzata verso un comportamento negativo. Questa viene definita tassa Pigouviana, da Arthur Cecil Pigou, pioniere dell’economia del benessere: le tasse che propose dovevano servire a correggere le esternalità negative ed essere una soluzione al problema dei costi pubblici.

 

Invece i sistemi di emissions trading non sono una tassa Pigouviana in quanto:
– il pagamento per le emissioni non è riscosso da un organo di governo;
– il prezzo per unità di emissione non è fissato come nei sistemi si tassazione, ma come prezzo di mercato che fluttua.

 

In Italia l’Autorità per l’energia è favorevole all’introduzione della carbon tax, a patto che sia “ben tarata e ben negoziata a livello europeo“, come dice il presidente dell’Authority, Guido Bortoni, e “che sia armonica e tenga conto delle peculiarità italiane“. Inoltre a suo avviso la tassa dovrebbe essere destinata non solo per incentivare le fonti rinnovabili, ma anche per puntare all’efficienza energetica.

 

Per il presidente dell’Authority inoltre risulta difficile pensare che gli oneri per l’incentivazione per la sostenibilità delle fonti rinnovabili vengano trasferiti dalle bollette alla finanza pubblica.

 

Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni, sostiene che la carbon tax debba essere usata per ridistribuire la pressione fiscale e non come incentivo alle rinnovabili. “Aumentare il costo delle fonti provenienti da combustibili fossili è già in sè un’incentivazione alle rinnovabili in quanto le rende più competitive” dice Stagnaro, che ritiene esagerato utilizzare anche il gettito, nonché pericoloso in quanto togliendo qualcosa dalla bolletta immediatamente si avrebbe un’aggiunta altrove: sulla pompa di benzina.

 

A suo avviso la carbon tax va utilizzata non come imposta aggiuntiva, ma al fine di diminuire la pressione fiscale. Se questa ecotassa viene introdotta senza “un riordino generale della fiscalità” sarà solo un’imposta in più che contribuirà all’aumento dei prezzi: dai i carburanti all’energia elettrica e a pagare saranno solo i consumatori.

 

E in previsione dei prossimi rincari in bolletta credo che quest’ultimi comincino ad essere un po’ stanchi delle continue stangate non più stagionali, ma se non quotidiane direi mensili!

 

Articolo di Roberta Lazzari

Fonti:
Rinnovabili, no taglio peso da bolletta – Bortoni a conferenza Gse: ‘Non ripetere errori del passato’ – 30 marzo, 12:05 http://www.ansa.it

Disegno di legge delega fiscale, carbon tax in arrivo? di Francesco Petrucci – Milano, 28 marzo 2012 http://reteambiente.it

Wikipedia

Carbon tax per ridistribuire la pressione fiscale non come incentivo alle rinnovabili – 30/03/2012 www.liberoquotidiano.it


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