Con Ferragosto è arrivato a Venezia lo stop alle Grandi Navi

Mentre molti erano in vacanza (magari su una delle navi che solcavano la Laguna di Venezia), c’è chi si è dato appuntamento a Roma per decidere su un argomento molto controverso. Il Comitato Interministeriale per la Salvaguardia di Venezia (il Comitatone preseduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio) ha deciso all’unanimità di avviare l’iter per la realizzazione del Canale Contorta-Sant’Angelo (partendo dalla Valutazione di Impatto Ambientale – VIA), valutando anche altri progetti proposti, al fine di far cambiare rotta alle grandi navi che ad oggi attraversano il Canale della Giudecca e salutano Piazza San Marco.

Il presidente della Regione Veneto auspica di arrivare all’applicazione del decreto Clini-Passera, ovvero che tutte le grandi navi sopra le 40.000 tonnellate stiano fuori dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca.

Di fatto ora torna in vigore l’ordinanza per cui nel 2014 e nel 2015 nessuna grande nave al di sopra delle 96.000 tonnellate può passare nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca. Una soluzione equilibrata secondo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, in quanto tiene conto sia la necessità di evitare il transito dei grattacieli del mare nei canali di Venezia, salvaguardando così una città patrimonio dell’umanità, ma allo stesso tempo salvaguardando anche la vita economica della stessa città, molto legata al turismo crocieristico

Il Ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, sottolinea come le grandi navi a Venezia debbano essere compatibili con la salvaguardia dell’Ambiente e con la tutela del patrimonio artistico. Il progetto Canale Contorta-Sant’Angelo verrà sottoposto ad un’accurata VIA, al pari di altre proposte, al fine di individuare la soluzione progettuale meno impattante. Al momento di impattante c’è il costo stimato dell’opera: 115 milioni di euro. Metà dei soldi serviranno per l’escavo dei fanghi e l’altra metà alla ricostruzione morfologica. Il Canale sarà largo 100 metri e lungo 4,8 chilometri.

Le tempistiche di realizzazione sono dettate dalla burocrazia, pertanto Venezia verrà liberata dalle navi da crociera non prima di 21 mesi, di cui 3 per l’iter autorizzativo (in stime ottimistiche visto che i procedimenti di VIA possono prolungarsi molto) e 18 per la realizzazione.

Le opinioni pro e contro

Tuttavia la scelta del Governo non è piaciuta a tutti, primo fra i quali il Comitato No Grandi Navi che fa sapere: “Se qualcuno vuole trasformare la laguna di Venezia in una Val di Susa questa è la strada. La lezione del Mose non ha insegnato niente a nessuno. Si va avanti con scelte verticistiche, colpi di mano, forzature …”

Secondo il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, invece, con questa scelta viene riaffermata la centralità dell’economia crocieristica veneziana per l’economia italiana e pertanto la centralità della Stazione Marittima non è sostituibile nel breve periodo.

Nel lungo periodo viceversa potrà essere rivisto il piano regolatore portuale per verificare se, a valle del progetto offshore petrolifero e di container, il canale Malamocco – Marghera sarà in grado di sostenere anche navi da crociera. In caso affermativo, si potrà pensare ad una stazione passeggeri marittima a Marghera, o, in alternativa, rivedendo il piano regolatore comunale di Cavallino Treporti o di Venezia per il Lido, sia possibile risolvere i problemi di accessibilità da terra di una nuova stazione marittima passeggeri alle bocche di porto.

Insomma la parola fine ai giganti del mare in Laguna non è ancora vicina, ma si stanno pur sempre muovendo i primi passi.

di Roberta Lazzari

 


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