Comunicare con il BIM. Guida pratica alla torre di Babele

Comunicare con il BIM. Guida pratica alla torre di Babele

Comunicare con il BIM

Comunicare con il BIM? Tutti sanno che il BIM è un modello tridimensionale che raccoglie informazioni, tutti sono convinti che sarà il futuro del settore delle costruzioni, ma proviamo a chiederci per un momento, il perché.

Sono decenni che a livello accademico si discute delle inefficienze del settore, ipotizzando quasi sempre la stessa soluzione. Soluzione che oggi trova la sua maturità di mercato ed a cui è invalso fare riferimento con l’acronimo BIM.

Oggi il BIM è un metodo testato e reale, ed effettivamente sta esaudendo le promesse fatta dell’accademia. Ma perché sta funzionando? Le inefficienze dell’industria da cosa sono causate? E perché il metodo BIM riesce a rendere tutto più efficiente?

La Torre di Babele

In maniera sensazionale, troviamo la risposta ai nostri quesiti già nelle antiche fonti bibliche. In particolare all’inizio del primo libro della Genesi, troviamo un brano incredibile, che ci parla del settore delle costruzioni e dei suoi problemi. Questo passo, ci spiega proprio perché il Building Information Modelling (BIM) sta rivoluzionando per sempre il settore edile.

Studiamo insieme il testo (Genesi 11, 1-9): siamo agli albori della nuova umanità, appena dopo il diluvio universale, da cui solo Noè e la sua famiglia sono sopravvissuti. Ritiratesi le acque, Dio sigla un patto con Noè, rappresentato dall’arcobaleno, con cui assicura alla sua discendenza che non avrebbe mai più alterato la natura al fine di punire l’uomo. Da quel momento la terra si ripopola e “in tutta la terra si parlava una sola lingua”.

Trovato un buon territorio, gli uomini si dissero: “Orsù fabbrichiamo dei mattoni”. Il testo biblico, che dobbiamo sempre tenere in considerazione essere stato scritto migliaia di anni fa, ci sta raccontando, con estrema chiarezza, di una fiorente industria delle costruzioni. Tanto era il boom economico che ad un certo punti questi uomini, spinti evidentemente da sempre più promettenti prospettive di crescita del “mattone” si dissero: “orsù fabbrichiamoci una città e una torre la cui cima arrivi fino al cielo”.

Ma a quel punto il Signore disse: “Sono un popolo solo, parlano tutti la stessa lingua e hanno cominciato a fare questo! Niente impedirà loro di fare tutto ciò che si proporranno. Orsù, scendiamo e confondiamo la loro lingua, si che uno non comprenda quel che dice l’altro”.

Ai massimi vertici viene quindi deciso di porre un freno alla speculazione edilizia, ma per il patto dell’arcobaleno occorre trovare una maniera “soft” per fermare l’uomo. E su questo concetto è utile soffermarci, infatti in poche righe, viene ribadito per ben 3 che tutti parlano la stessa lingua, cioè tutti sono in grado di comunicare e capirsi, e per questo nessuno può fermarli, tanto da dover richiedere un intervento divino.

Ed è infatti sulla capacità di comunicare che gli Angeli mandati dal Signore vanno a colpire. Il brano si conclude con “così cessarono di fabbricare la città alla quale fu dato nome Babel” che in ebraico viene dalla parola “confondere”. Ed è così che registriamo il primo caso di opera pubblica lasciata incompiuta.

Potrebbe interessarti: Decreto BIM. Obbligo di introduzione al 2019, le stazioni appaltanti sono pronte?

La cura: comunicare con il BIM

A distanza di quattromila anni la situazione non è affatto cambiata, ma comunicare con il BIM, se correttamente implementato da tutti gli operatori coinvolti in un processo edilizio, può risolvere la confusione.

Molti vedono il BIM come un bel modello tridimensionale, e questo è, almeno in parte, esatto, ma, a dir poco, riduttivo. La vera rivoluzione del BIM non è nemmeno la grande ricchezza di informazioni non geometriche che possono essere inserite in un modello, che in ogni caso resta un fatto di portata eccezionale. Ciò che rende il BIM una rivoluzione grandiosa è la possibilità di riutilizzare gli stessi dati con software, diversi, in una parola: comunicare.

Possiamo quindi dire che il vero potenziale del BIM è lo scambio informativo. Ricevere e consegnare dati, o ancor meglio, poter eccedere a, e modificare la stessa banca dati: questa è la rivoluzione epocale! Solo così saremo in grado, a Dio piacendo, di risolvere la confusione e di completare la Torre di Babele.

Leggi anche: Buildingsmart International Awards 2018. Premiato progetto italiano sulla manutenzione in BIM

Guida pratica per completare la torre di Babele

Semplice a dirsi, decisamente meno a farlo. Riuscire a scambiare tutta la ricchezza di informazioni coinvolte in un processo edilizio è una vera e propria impresa. Fondamentale è il dover concordare con tutti gli attori coinvolti una stessa lingua informatica da utilizzare, un po’ come l’inglese nei contesti internazionali. In più occorre stabilire un significato univoco per ogni parola, cioè un dizionario. Non possiamo però scordare che nel comunicare con il BIM, tutto comunque parte da una domanda iniziale, cioè cosa mi interessa fare e quindi sapere?

Completare la Torre di Babele vuol dire:

  • Fare una domanda iniziale: definire esattamente cosa voglio fare (Usi BIM), che mi permette di identificare quali sono le informazioni di cui necessito (Model View Definition) e in ultima battuta stabilire chi mi deve fornire tali informazioni (Information Delivery Manual). Questi temi sono alla base dei documenti chiamati Capitolato Informativo (Employer’s Information Requirements) e Piano di gestione informativa (BIM Execution Plan).

Dopo di ché, per poter dare una risposta a tali richieste dovrò:

-Concordare la lingua di comunicazione:

  • Posso scegliere lo standard UNI EN ISO 16739:2016 chiamato comunemente IFC che è un linguaggio trasparente e disponibile a tutti gli sviluppatori software, quindi offre l’opportunità di poter riutilizzare i dati in qualsiasi modo, inoltre è anche l’unico file interoperabile così come sarà richiesto obbligatoriamente negli appalti pubblici;
  • Oppure posso decidere di lavorare in un formato proprietario, quindi non trasparente e non accessibile liberamente che non ti permetterà di riutilizzare i dati con altri software se non con quelli di proprietà della stessa software house o di affiliate.

-Concordare il vocabolario di riferimento:

  • Lo standard ISO 12006 offre una cornice di riferimento per definire il significato di ogni “parola” . Poi ogni paese ha sviluppato un proprio “sistema di classificazione”.
Comunicare con il BIM

Comunicare con il BIM: Basic Standards_©buildingsmart.org

“Last but not least”, per poter davvero risolvere la confusione servono persone a questo dedicate.

Immagine di copertina, Torre di Babele di Pieter Bruegel del 1563

Ti consigliamo:

Il Building Information Modeling - BIM

Il Building Information Modeling - BIM


Mario Caputi - Paolo Odorizzi - Massimo Stefani , 2015, Maggioli Editore

“La società contemporanea sta vivendo una profonda trasformazione dovuta alla diffusione delle Tecnologie dell’Informazione (IT) che stanno modificando radicalmente il modo di vivere, di lavorare, di produrre documenti e di scambiare informazioni. Anche l’industria dell’ambiente...


39,00 € 33,15 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *