Competenze sulla progettazione, cosa si intende per modesta costruzione?

In Sicilia, scontro tra ingegneri e geometri sulle competenze in materia di progettazione. Il motivo del contendere è la circolare 82824 del 18 settembre 2012 emanata dall’Assessorato alle infrastrutture e ai trasporti della Regione Sicilia, nella quale, partendo dal presupposto che “la modestia di una costruzione non è univocamente definibile”, si riteneva di non poter negare ai geometri liberi professionisti “la competenza in materia di progettazione e direzione dei lavori di opere in cemento armato”.

 

Secondo l’Assessorato siciliano, la competenza dei geometri alla progettazione di opere in cemento armato e la direzione lavori deve “essere valutata singolarmente, e in relazione all’opera che deve essere progettata e conseguentemente diretta ed eseguita”.

 

In sintesi, dunque, viene demandato ai dirigenti responsabili degli Uffici di Genio Civile e tecnici, valutare in che termini la costruzione che la committenza intende realizzare ed eseguire possa definirsi modesta, e conseguentemente consentire ai geometri liberi professionisti l’espletamento delle attività di progettazione e direzione dei lavori delle costruzioni che abbiano i suddetti requisiti.

 

La risposta degli Ingegneri
Immediata la risposta degli ingegneri siciliani riuniti nella Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia che contestano la circolare regionale per ter ordini di motivi.

 

1. Invadono la sfera dell’interpretazione normativa in campo di competenze professionali senza il necessario confronto con le altre categorie coinvolte, laddove l’eventuale esorbitanza delle competenze di una categoria tende a invadere quelle di altre.

 

2. Si basano su interpretazioni ermeneutiche riduttive e apertamente contraddette dalla corretta esegesi della giurisprudenza che le ha informate.

 

3. Inducono comportamenti della pubblica amministrazione e dei suoi funzionari di difficile applicazione se non in evidente contrasto con le procedure in essere nel territorio della regione siciliana in materia di dichiarazione di inizio lavori in zona sismica.

 

La questione della costruzione di modeste dimensioni e l’esclusione in zona sismica
Interessante il ragionamento che la Consulta degli Ingegneri siciliani porta a favore della competenza specifica della categoria, quando si tratti di progettare e/o dirigere i lavori di costruzioni in zona sismica.

 

A sostegno della propria tesi di esclusiva competenza degli ingegneri, viene citata la recente sentenza del Consiglio di Stato 686/2012 (leggi anche Costruzioni in Cemento armato. Se il Progetto è redatto dal Geometra, il Titolo edilizio è Nullo).

 

In tale sentenza, i Giudici di Palazzo Spada hanno inteso definitivamente riassumere l’orientamento costante, proprio e della Suprema Corte, in ordine alle competenze professionali de quo, soffermandosi sulla particolarità e specificità dell’attività di progettazione direzione di lavori, ecc., con riferimento ad opere da erigersi in zona sismica ed assumendo la posizione “dubitativa” (oggi invocata per i tecnici diplomati) esclusivamente per i tecnici laureati Ingegneri e Architetti iscritti alla sez. B dei rispettivi albi professionali.

 

La sentenza chiarisce i criteri interpretativi che portano ad escludere la competenza dei geometri in materia di costruzioni civili in zona sismica apparentemente estendendo anche alle costruzioni non realizzate in cemento armato tale esclusione.

 

Statuisce infatti il Consiglio di Stato: “3.5.1. Si rammenta che in passato questo Consiglio di Stato, ma anche la Suprema Corte di Cassazione hanno più volte chiarito la particolarità e specificità dell’attività di progettazione direzione di lavori, ecc., con riferimento ad opere da erigersi in zona sismica. Si è così pervenuti ad una serie di affermazioni, tutte tra loro legate da un comune filo conduttore, volte a valorizzare la specificità di tale attività”.

 

Si è pertanto affermato che: “il criterio per accertare se una costruzione sia da considerare modesta – e quindi se la sua progettazione rientri nella competenza professionale dei geometri, ai sensi dell’art. 16, lett. m, r.d. 11 febbraio 1929 n. 274 – consiste nel valutare le difficoltà tecniche che la progettazione e l’esecuzione dell’opera comportano e le capacità occorrenti per superarle; a questo fine, mentre non è decisivo il mancato uso del cemento armato (ben potendo anche una costruzione non modesta essere realizzata senza di esso), assume significativa rilevanza il fatto che la costruzione sorga in zona sismica, con conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla l. 2 febbraio 1974 n. 64, la quale impone calcoli complessi che esulano dalle competenze professionali dei geometri“.

 

Nella specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato nullo, ex art. 2231 c.c., il contratto d’opera stipulato da un geometra, ed avente ad oggetto la trasformazione di un fabbricato artigianale fatiscente in un complesso residenziale. (Cassazione civile, sez. II, 08 aprile 2009, n. 8543); la realizzazione di una struttura in cemento armato dalle notevoli dimensioni (tre piani con fondamenta del tutto nuove), per di più localizzata in una zona sismica, non può farsi rientrare nella nozione di “modeste costruzioni civili”, per le quali sono abilitati alla progettazione i geometri a tenore dell’art. 16 r.d. 11 febbraio 1929 n. 274″. (Consiglio Stato, sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6747); “l’acquisizione della relazione geologica non può essere soggetta a valutazioni discrezionali da parte della p.a., essendo essa obbligatoriamente prevista in ciascuna delle fasi della progettazione in zona sismica”. (Consiglio Stato, sez. VI, 23 settembre 2009, n. 5666).

 

Escluso quindi che una costruzione in zona sismica possa considerarsi modesta, ed escluso quindi che i geometri siano abilitati alla progettazione in dette aree, non pare al Collegio di potere stabilire (siccome sostanzialmente avvenuto nella decisione di primo grado) una equivalenza tra la qualificazione di “non modestia” affermata dalla giurisprudenza e quella di semplice individuata ex lege. Ciò, a tacere d’altro, giungerebbe alla illogica conclusione di sovrapporre la preclusione vigente per i geometri a quella asseritamente attingente le categorie iuniores, di fatto equiparando queste ultime a quella dei geometri. Ciò appare conseguenza non voluta dalla legge, tanto più laddove si consideri che, che, a seguito del decreto del Ministero delle infrastrutture 14 gennaio 2008 n. 29581 (recante Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni), sostanzialmente non esistono più aree del territorio italiano non classificate quali zone sismiche, ma soltanto zone a basso rischio sismico.


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