Competenze ingegneri: focus sulle opere concernenti la viabilità

Competenze ingegneri

Competenze ingegneri: come si delineano i margini applicativi con specifico riferimento alle opere ed i progetti concernenti la viabilità?

La domanda si caratterizza per un evidente risvolto pratico: nelle scorse settimane è stata infatti sancita l’esclusione di uno dei comuni partecipanti ad un bando della Regione Lazio relativo ad un programma di finanziamenti per la realizzazione di opere di miglioramento e ripristino della viabilità rurale. Ma per quale motivo? La Regione aveva ritenuto il progetto presentato dal comune non regolare, poiché redatto da un architetto: tale figura era reputata priva della competenza professionale rispetto alle opere predisposte dal bando (ovverosia le opere di viabilità rurale).

L’Ordine degli Architetti ha immediatamente proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, valutando come errata la motivazione dell’esclusione. È stato di conseguenza coinvolto il Consiglio di Stato, il quale, mediante parere (n. 723, adunanza del 4 febbraio 2015, pubblicato il 12 marzo 2015) ha provveduto a fornire la risposta definitiva alla controversia.

Secondo i giudici di Palazzo Spada, la Regione ha legittimamente escluso il progetto redatto dall’architetto: il Consiglio di Stato motiva ciò alla luce dell’art. 51 del R.D. 23 ottobre 1925 n. 2537: “Sono di spettanza della professione d’ingegnere il progetto, la condotta e la stima dei lavori(…) dei lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto”, tra cui anche la c.d. viabilità rurale, come tutte le opere viarie in genere.

Inoltre la progettazione di opere di viabilità, anche se attinenti alla viabilità rurale, rientra nella competenza degli ingegneri (anche perché tali opere non rientrano all’interno del concetto di edilizia civile).

Leggi anche l’articolo Studi di settore, cosa cambia? i modelli e le istruzioni per gli ingegneri.

È evidente come un’interpretazione evolutiva della normativa di edilizia civile possa indurre in senso estensivo a consentire che gli architetti firmino un progetto relativo alla viabilità strettamente servente un’opera di edilizia civile, tale perciò, da potersi considerare accessoria a quest’ultima: esistono dei precedenti giurisprudenziali amministrativi in tale direzione.

Affiora dalla sentenza, e rimane in primo piano, il seguente concetto: solo le conoscenze tecnico-scientifiche proprie della professione di ingegnere garantiscono una corretta e responsabile progettazione delle strade rurali. Ciò a causa degli elementi critici presenti in tale tipologia di progetti, come ad esempio la resistenza del fondo stradale e le gravi asperità del terreno.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico