Collegio Consultivo Tecnico DL Semplificazioni. A farne parte ingegneri, architetti, esperti BIM

Collegio Consultivo tecnico DL Semplificazioni. A farne parte ingegneri, architetti, esperti BIM

Collegio Consultivo Tecnico

Al Collegio Consultivo Tecnico è dedicato l’articolo 6 del Decreto-Legge Semplificazioni che descrive la struttura specificandone i compiti, le modalità di designazione e lo scioglimento.

Tale organo è stato reintrodotto dalla Legge di Conversione (L. 55 del 14 giugno 2019) del Decreto c.d. Sblocca Cantieri (D.L. 32 del 18 aprile 2019) in origine regolamentato dall’art. 207 del D.lgs. 50/2016, articolo poi abrogato dall’art. 121 del correttivo al Codice degli Appalti (D.lgs. 19 aprile 2017 n. 56).

Con il Decreto-Legge Semplificazioni vengono abrogati i commi da 11 a 14 dell’articolo 1 del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 (convertito con modificazioni dalla legge 14 giugno 2019, n. 55).

Il Decreto-Legge Semplificazioni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone, e introduce misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale.

Il DL Semplificazioni interviene principalmente su quattro ambiti:

  • semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;
  • semplificazioni procedimentali e responsabilità;
  • misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;
  • semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

L’istituzione del Collegio Consultivo Tecnico, rientra nell’ambito contratti pubblici ed edilizia. Il nuovo provvedimento normativo introduce l’obbligatorietà di tali organi con il compito di risolvere rapidamente le controversie e le dispute tecniche che potrebbero bloccare gli appalti.

Vediamo nel dettaglio cosa è il Collegio Consultivo Tecnico regolamentato nel Decreto-Legge Semplificazioni.

Collegio Consultivo Tecnico DL Semplificazioni: istituzione e composizione

La costituzione obbligatoria di un collegio consultivo tecnico, prima dell’avvio dell’esecuzione, o comunque non oltre dieci giorni da tale data è prevista, presso ogni stazione appaltante, fino al 31 luglio 2021 per i lavori diretti alla realizzazione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie definite nell’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50.

Il Collegio Consultivo Tecnico ha funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche di ogni natura suscettibili di insorgere nel corso dell’esecuzione del contratto stesso.

Nei casi in cui i contratti la cui esecuzione sia già iniziata alla data di entrata in vigore del DL Semplificazioni, il collegio consultivo tecnico è nominato entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del DL in questione.

Al comma 3 dell’articolo 6 del DL Semplificazioni viene specificato che l’inosservanza delle determinazioni del collegio consultivo tecnico viene valutata ai fini della responsabilità del soggetto agente per danno erariale e costituisce, salvo prova contraria, grave inadempimento degli obblighi contrattuali; l’osservanza delle determinazioni del collegio consultivo tecnico è causa di esclusione della responsabilità del soggetto agente per danno erariale, salvo il dolo.

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Chi compone il Collegio Consultivo Tecnico?

Questo è formato, a scelta della stazione appaltante, da tre componenti, o cinque in base alla complessità dell’opera e di eterogeneità delle professionalità richieste, dotati di esperienza e qualificazione professionale a seconda della tipologia dell’opera.

Le personalità che ne fanno parte possono essere: ingegneri, architetti, giuristi, economisti ed esperti BIM con comprovata esperienza nel settore degli appalti delle concessioni e degli investimenti pubblici, in relazione all’ oggetto del contratto e alla specifica conoscenza di metodi e strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM), maturata a seguito di un dottorato di ricerca o pratica professionale per almeno cinque anni.

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Chi sceglie i componenti del Collegio Consultivo Tecnico?

I componenti possono essere scelti dalle parti di comune accordo. Le parti possono concordare che ciascuna di esse nomini uno o due componenti e che il terzo o il quinto componente, con funzioni di presidente, sia scelto dai componenti di nomina di parte.

Nel caso in cui le parti non trovino un accordo sulla nomina del presidente entro il termine, questo è designato entro i successivi cinque giorni dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le opere di interesse nazionale, dalle Regioni, dalle Province autonome o dalle città metropolitane per le opere di rispettivo interesse.

Le stazioni appaltanti, tramite il loro RUP, possono costituire un Collegio Consultivo Tecnico formato da tre componenti per risolvere problematiche tecniche o giuridiche di ogni natura suscettibili di insorgere anche nella fase antecedente all’esecuzione del contratto, comprese le determinazioni delle caratteristiche delle opere e le altre clausole e condizioni del bando o dell’invito nonché la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione, dei criteri di selezione e di aggiudicazione.

In tale caso due componenti sono nominati dalla stazione appaltante e il terzo componente è nominato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le opere di interesse nazionale, dalle Regioni, dalle Province autonome o dalle città metropolitane per le opere di interesse locale.

Il collegio consultivo tecnico si intende costituito al momento della designazione del terzo o del quinto componente, viene invece sciolto al termine dell’esecuzione del contratto ovvero, nelle ipotesi in cui non ne è obbligatoria la costituzione, in data anteriore su accordo delle parti. Nelle ipotesi in cui ne è obbligatoria la costituzione, il collegio può essere sciolto dal 31 luglio 2021 in qualsiasi momento, su accordo tra le parti.

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Quale compenso spetta ai componenti del Collegio Consultivo Tecnico?

Il comma 7 dell’articolo 6 specifica che ai componenti del collegio consultivo tecnico spetta:

“un compenso a carico delle parti e proporzionato al valore dell’opera, al numero, alla qualità e alla tempestività delle determinazioni assunte. In mancanza di determinazioni o pareri ad essi spetta un gettone unico onnicomprensivo.

In caso di ritardo nell’assunzione delle determinazioni è prevista una decurtazione del compenso stabilito in base al periodo precedente da un decimo a un terzo, per ogni ritardo. Il compenso è liquidato dal collegio consultivo tecnico unitamente all’atto contenente le determinazioni, salva la emissione di parcelle di acconto, in applicazione delle tariffe richiamate dall’articolo 9 del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito in legge 24 marzo 2012 n. 27, aumentate fino a un quarto.

Non è ammessa la nomina di consulenti tecnici d’ufficio. I compensi dei membri del collegio sono computati all’interno del quadro economico dell’opera”.

Scarica la bozza del 6 luglio del DL Semplificazioni

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