CNI riforma accesso albi: la proposta inviata ai Ministeri Università e Giustizia

CNI riforma accesso albi: la proposta inviata ai Ministeri Università e Giustizia

La proposta CNI riforma accesso albi è stata trasmessa il 18 maggio 2020 con la Circ.CNI n. 565/XIX Sess./2020 avente come oggetto: “Formazione Universitaria degli Ingegneri – Organizzazione Albo Professionale”.

Obiettivo del CNI è quello di avviare un’interlocuzione con i Ministeri dell’Università e della Giustizia con il fine di procedere ad una riforma dell’accesso agli Albi Professionali riformando le norme vigenti tuttora disciplinate dal D.P.R. 328/2001, che ha modificato ed integrato la disciplina degli ordinamenti professionali, nonché i requisiti per gli esami di stato per l’accesso agli Albi ed in seguito all’ emissione del Decreto del MIUR n. 987 del 12 dicembre 2016, che ha introdotto le lauree triennali professionalizzanti.

Di seguito il dettaglio della proposta CNI accesso albi.

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CNI riforma accesso albi: esaurimento Sezione B con upgrade iscritti sezione A

Nella circolare del 18 maggio si legge che il CNI ritiene necessaria una riflessione sul percorso formativo dei laureati in Ingegneria e sulla loro collocazione all’interno dell’Albo Professionale.

La proposta avanzata dal CNI vede la riorganizzazione delle lauree in Ingegneria secondo una diversa e distinta articolazione del percorso formativo con una integrale differenziazione tra laurea triennale e laurea magistrale.

La previsione è quella di portare ad esaurimento la Sezione B dell’Albo professionale con l’upgrade degli attuali iscritti alla sezione A attraverso l’acquisizione di crediti formativi in ambito accademico che tengano anche conto della esperienza professionale fin qui acquisita.

Di conseguenza le proposte comporteranno modifiche sia alle modalità di svolgimento degli esami di stato sia all’ordinamento professionale, pertanto il CNI chiede ai Ministeri dell’Università e di Giustizia di avviare i provvedimenti legislativi tesi a consentire la definizione delle nuove normative, d’intesa con i Consigli Nazionali interessati.

Nella proposta CNI accesso albi viene sottolineata l’urgenza in vista della scadenza del periodo transitorio di attuazione delle Direttive Europee, oltre il quale periti e geometri dovranno essere forniti di laurea triennale per l’iscrizione ai loro Albi, e che è necessario evitare l’iscrizione, alla sezione B dell’Albo degli ingegneri, dei laureati provenienti dal percorso professionalizzante ed il proseguimento degli studi verso il conseguimento della laurea magistrale.

Le lauree professionalizzanti, finalizzate ad un immediato inserimento nel mondo del lavoro, acquisite a valle di un percorso formativo che privilegia tirocini aziendali rispetto alla conoscenza approfondita di discipline scientifiche di base, non sono adeguate alla formazione del professionista destinato a svolgere le complesse attività, dell’ingegnere.

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CNI riforma accesso albi: i punti della proposta

Analizzando il documento, il CNI propone:

  • un corso di durata quadriennale articolato in modo tale da consentire al discente di acquisire nei primi quattro semestri una conoscenza approfondita delle discipline scientifiche di base e nei successivi quattro semestri la conoscenza delle discipline di settore, con la discussione della tesi di Laurea ed il conseguimento del titolo di dottore in Ingegneria Civile Ambientale o Industriale o dell’Informazione;
  • l’ammissione all’esame di abilitazione che dovrà essere preceduto da: un periodo di tirocinio, di durata pari a tre semestri, in strutture produttive e/o professionali qualificate o alternativamente avvenuto svolgimento con esito favorevole di corsi di specializzazione, della durata di uno o più anni organizzati dalle strutture accademiche di concerto con aziende e ordini professionali che prevedano, oltre alla formazione teorica, una parte applicativa svolta direttamente all’interno del mondo produttivo;
  • il conseguimento dell’abilitazione che consentirà l’iscrizione all’Albo degli Ingegneri costituto da un’unica sezione suddivisa nei tre settori di conseguimento della laurea;
  • il percorso “breve”, costituito da due anni di apprendimento teorico ed uno di stage aziendale, limitato alle cosiddette lauree professionalizzanti di cui al Decreto Ministeriale 12 Dicembre 2016 n. 987. Lo sbocco naturale di tali corsi dovrà essere l’apparato produttivo in funzione del quale sono nati o, se organizzati sulla base di convenzioni stipulate dagli atenei con gli organismi rappresentativi delle professioni di geometri o periti, l’accesso all’esame di abilitazione per la iscrizione a tali Collegi;
  • che detti laureati non potranno comunque mai accedere all’Albo degli Ingegneri né dovrà essere consentito alcun trasferimento dal corso triennale professionalizzante a quello ingegneristico stante la profonda differenza dei percorsi formativi, fatta salva la ovvia possibilità di valutare le conoscenze acquisite ai fini del riconoscimento di CFU, in un successivo nuovo percorso. Un percorso formativo così ipotizzato deve quindi prevedere la impossibilità di iscrizione alla sezione B dell’Albo degli ingegneri;
  • di portare ad esaurimento gli attuali iscritti, consentendo loro, in sede di revisione del D.P.R. 328/01, una norma transitoria per l’upgrade volontario alla sezione A dell’Albo, con la definizione di modalità che attribuiscano CFU anche alla documentata esperienza acquisita. Il CNI propone di utilizzare CERT’ing per riconoscere i CFU;
  • che pur permanendo l’attuale architettura dei corsi di laurea basata sul sistema 3+2, di non consentire ulteriori iscrizioni alla Sezione B dell’Albo, portandola perciò ad esaurimento. La tesi di laurea nei corsi di primo livello dovrà così essere prevista solo per coloro che non proseguono nei corsi di laurea magistrale: essendo loro preclusa la possibilità di accedere all’Albo degli Ingegneri, resta aperta la possibilità del passaggio al percorso professionalizzante, previa integrazione delle competenze acquisite con i contenuti professionali di tali corsi. Coloro che, al contrario, intendono proseguire il loro percorso universitario fino alla laurea magistrale dovranno essere esentati dal sostenere la tesi di primo livello. I corsi di laurea utili per accedere all’Albo in questo modo, pur nella divisione 3+2, si configurano come corsi quinquennali “mascherati” così come nel vecchio ordinamento.

Scarica la circolare CNI n. 565/XIX Sess./2020

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