Clean-mE, dalla Svizzera un braccio robotico per la pulizia dei detriti spaziali

Si chiama Clean-mE ed è un braccio robotico, che stanno mettendo a punto gli ingegneri svizzeri del Politecnico di Losanna, da utilizzare come spazzino spaziale. Il problema dei detriti che orbitano attorno alla Terra, infatti, sta assumendo dimensioni preoccupanti. Se non si interverrà in maniera attiva, la questione è destinata solo a peggiorare: basti pensare che in poco più di 40 anni le quantità di debris volanti nell’orbita terrestre sono passate da poche migliaia di oggetti a oltre 20.000. E stiamo parlando dei frammenti più grandi, per intenderci, quelli con un diametro superiore ai 10 cm; se l’analisi si estende agli oggetti più piccoli il numero schizza a valori prossimi a 700.000.

 

In una situazione del genere, la sicurezza dei satelliti e degli strumenti orbitanti in funzione è messa a rischio di continuo. Ecco perché il braccio robotico Clean-ME può rappresentare la soluzione a questo problema.

 

Recentemente i dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Ieee Transactions on robotics che nell’articolo Catching Objects in Flight ha svelato alcuni degli aspetti più interessanti del progetto.

 

Clean-mE ha una lunghezza di un metro e mezzo, ha quattro dita, una serie di telecamere per riprendere lo spazio tutto intorno a sé e tre articolazioni … oltre a dei riflessi strepitosi: riesce, infatti, ad afferrare al volo gli oggetti che gli passano accanto in meno di cinque centesimi di secondo. L’azione del robot è governata da un programma di intelligenza artificiale, alla base della quale è avvenuto il collaudo.

 

In pratica, Clean-mE ha imparato ad afferrare gli oggetti al volo tramite prove continue effettuate presso il laboratorio Learning Algorithms and Systems Laboratory, comprendendo, attraverso tentativi ed errori, il punto migliore per afferrare saldamente gli oggetti più disparati che gli venivano lanciati. Nel video vengono mostrati alcuni momenti dell’addestramento.

 

 

Durante l’addestramento, le telecamere in dotazione del braccio robotico hanno consentito ai software di ricreare in tempo reale dei modelli cinematici degli oggetti in volo: dalle bottiglie (alcune vuote, altre piene), fino a utensili di uso comune, come un martello, e alle racchette.

 

“Le macchine attuali sono spesso pre-programmate e non possono assimilare rapidamente le modifiche dei dati”, ha detto il responsabile la responsabile del collaudo Aude Billard del LASA. ”Di conseguenza – ha aggiunto – la loro unica scelta è ricalcolare le traiettorie. Tuttavia questa operazione richiede troppo tempo in situazioni in cui ogni frazione di secondo può essere decisiva”.

 

Se la ricerca si concluderà felicemente, il lavoro di Clean-mE sarà quello dello spazzino. Montato su un apposito satellite, infatti, verrà spedito in orbita con lo scopo di catturare i detriti spaziali, ripulendo i dintorni della Terra.


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