Chi sono gli Innovation manager in arrivo per le pmi?

Più forza all’industria 4.0: chi sono gli Innovation manager per le pmi?

innovation manager

Sono ingegneri, chimici, informatici, fisici, matematici o economisti super qualificati. Gli Innovation manager, esperti di digitalizzazione sono conoscitori delle nuove tecnologie produttive per lo sviluppo di nuovi modelli di business e miglioramento del lavoro.

Il MiSE – Ministero dello Sviluppo Economico cerca queste figure da inserire nell’apposito elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza con l’obiettivo di supportare le micro, piccole o medie imprese fornendo servizi di consulenza specialistica volti al miglioramento tecnologico e digitale, all’ottimizzazione dei processi gestionali e organizzativi oltreché all’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, favorendo inoltre la crescita delle competenze manageriali.

Per consentire alle imprese di usufruire degli Innovation manager, il MiSE ha messo a disposizione delle pmi la misura voucher per una dotazione finanziaria pari a 75 milioni di euro ripartita per ciascuna delle annualità 2019, 2020, e 2021.

L’attività di consulenza deve essere orientata all’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 individuate tra:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud, fog e quantum computing;
  • cyber security;
  • integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo-macchina;
  • manifattura additiva e stampa tridimensionale;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  • programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;
  • programmi di open innovation.

Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti dei quali è necessario essere in possesso per definirsi un Innovation manager e quali imprese possono richiedere l’agevolazione voucher.

Cosa devono contenere i cv degli Innovation manager?

I curriculum vitae degli innovation manger, che potranno entrare a far parte dell’elenco MiSE, sono specializzati. Per entrare nell’elenco dei manager, al momento della presentazione della domanda, gli esperti di innovazione devono essere in possesso di almeno uno dei requisiti indicati all’interno del decreto ministeriale 7 maggio 2019, pubblicato in GURI n.152 del 1° luglio 2019. Ovvero:

  • dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree:

01-Scienze matematiche e informatiche;

02-Scienze fisiche;

03-Scienze Chimiche;

05- Scienze Biologiche;

09-Ingegneria industriale e dell’informazione;

13-Scienze economiche e statistiche;

  • master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree sopra descritte (01-02-03-05-09-13), nonché lo svolgimento documentabile di incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti delle sopra elencate tecnologie abilitanti;
  • laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree sopra descritte (01-02-03-05-09-13), nonché lo svolgimento documentabile, per almeno 3 anni, di incarichi presso imprese negli ambiti delle sopra elencate tecnologie abilitanti;
  • svolgimento documentabile, per almeno 7 anni, di incarichi presso imprese negli ambiti delle sopra elencate tecnologie abilitanti.

Come iscriversi all’elenco innovation manager? Sarà possibile procedere all’iscrizione tramite la procedura informatica accessibile nella sezione “voucher per consulenza in innovazione”, a partire dalle ore 10.00 del 27 settembre fino alle ore 17.00 del 25 ottobre. Per conoscere i dettagli si consiglia di consultare il sito istituzionale del MiSE.

Ingegneri e tecnici irreperibili. Le aziende cercano e non trovano profili

Quali sono le agevolazioni previste e chi può chiederle?

Il contributo massimo concedibile è stabilito in funzione della tipologia di beneficiario:

  • per le micro e piccole – contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro;
  • per le medie imprese – contributo pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro;
  • per le reti di imprese – contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80 mila euro.

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013.

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A beneficiare del contributo a fondo perduto le micro, piccole o medie imprese che, sia alla data di presentazione della domanda sia alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • con sede legale attiva sul territorio nazionale;
  • iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  • non essere destinatarie di sanzioni interdittive;
  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo;
  • non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Tra le spese ammissibili al contributo, rientrano:

  • le spese sostenute a titolo di compenso per le prestazioni di consulenza specialistica rese da un Innovation manager qualificato (iscritto all’elenco), indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, presso l’impresa con l’obiettivo di migliorare e sviluppare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale che abbia come finalità l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti;
  • le spese relative a prestazioni dedotte in contratti di consulenza specialistica sottoscritti successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo.

Incentivi industria 4.0 più stabili: Patuanelli condivide la proposta CNI e RPT

Nell’ottica di un rafforzamento degli incentivi industria 4.0, si è espresso il ministro del MiSE.

Attraverso un comunicato stampa diffuso dal CNI, il Presidente Armando Zambrano ha pronunciato un parere positivo circa l’intenzione del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di rendere stabili gli incentivi, come più volte richiesto da ingegneri e professionisti tecnici.

Il ministro, attraverso un intervista rilasciata al Il Sole 24 Ore il 25 settembre 2019, ha manifestato la propria intenzione di rendere più stabili nel tempo le misure di incentivo per Industria 4.0: “il capitolo industria sarà al centro della nuova legge di bilancio perché è al centro del sistema Paese, essendo la sua spina dorsale“.

Una misura proposta dagli ingegneri e dai professionisti tecnici italiani, della quale si è parlato anche in occasione del recente 64° Congresso degli ingegneri, al quale lo stesso Ministro ha partecipato inviando una lettera di saluti.

Il commento di Zambrano sulle parole del Ministro, è stato: “stando a quanto afferma nell’intervista il Ministro Patuanelli mostra di condividere una proposta che come professionisti tecnici abbiamo più volte avanzato, anche in sede di audizione sul Dl Crescita. Riteniamo da tempo che gli incentivi a sostegno del Piano Industria 4.0 debbano essere stabili nel tempo. Auspichiamo che si dia attuazione rapida a questa proposta e ad altre annunciate dallo stesso Patuanelli e che si riprenda la possibilità di sottoscrivere le perizie per consentire di usufruire degli incentivi fiscali. In questo senso, ribadiamo la disponibilità del CNI a partecipare ad eventuali tavoli di coordinamento”.

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