Certificazione Energetica. Falso un Certificato su due

Sulla certificazione energetica degli edifici l’Italia ha una delle legislazioni più avanzate d’Europa. Peccato che, all’atto pratico, la mancanza di una regolamentazione più stringente ne vanifichi lo spirito. Oggi si può senz’altro dire che una certificazione su due non è veritiera circa la reale performance energetica dell’immobile, per non dire che è semplicemente falsa.  È quanto emerso dal convegno Risparmio Energetico: costruire in classe A promosso da Ance Veneto con il contributo della rivista EST, Edilizia Sviluppo Territorio, tenutosi lunedì 3 ottobre in Fiera a Verona.

 

“L’efficienza energetica – ha esordito Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto – è un ambito importantissimo non soltanto per il mercato edilizio ma per l’intero sistema economico nazionale. Il Paese paga lo scotto della mancanza di fonti energetiche primarie e dell’importazione, ancora massiccia, di energia dall’estero. Il 40% dell’attuale fabbisogno riguarda il riscaldamento degli immobili, che per buona parte risulta vecchio e inadeguato rispetto agli standard energetici attuali. Parliamo di almeno due edifici su tre. Intervenire sull’esistente darebbe respiro a un settore in difficoltà e contestualmente abbatterebbe la bolletta energetica del Paese”.

 

Marchio qualità regionale
Sul piano della normativa sono stati compiuti passi da gigante, ma l’assenza di una regolamentazione più severa sull’individuazione degli enti certificatori, sui controlli ex post e sull’aggiornamento di professionisti e maestranze ha finora limitato le numerose iniziative che negli ultimi anni si sono moltiplicate in tema di efficienza energetica.

 

Proprio per questa ragione, Ance Veneto sta studiando insieme a Veneto Innovazione, agenzia della Regione Veneto per la ricerca e il trasferimento tecnologico, un marchio di qualità regionale che vada a colmare i limiti del meccanismo attuale di certificazione.

 

Per Massimo Giorgetti, assessore regionale competente sui temi energetici il tema dell’efficienza è una grossa opportunità anche per il pubblico.
In un momento in cui non ci sono risorse – continua Giorgetti – l’Europa destina il 5% dei fondi comunitari all’edilizia pubblica, con l’obiettivo di adeguare ogni anno almeno il 3% del patrimonio immobiliare.

 

Per risolvere il nodo delle certificazioni, l’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, ha da tempo avanzato alcune proposte, illustrate nel corso del convegno da Nicola Massaro, dirigente Area tecnologie e qualità delle costruzioni di Ance nazionale, che ha sottolineato l’importanza avuta in passato dagli incentivi del 55% per le ristrutturazioni ecologiche.

 

La riconferma degli sgravi fiscali è stata a lungo in dubbio a causa della mancanza della copertura necessaria. “Gli incentivi – ha spiegato Massaro – potrebbero essere ottimizzati se legati al risultato complessivo conseguito in termini di risparmio energetico e non soltanto al singolo intervento. La certificazione degli edifici deve essere obbligatoria, sarebbe un importante strumento culturale”.

 

Rincara la dose Gaetano Fasano dell’Enea, secondo il quale “La certificazione così com’è non serve a niente. In Piemonte, ad esempio, da un controllo è risultato che il 50% delle certificazioni è finto. Noi siamo avanti sulla carta ma non nel concreto. Abbiamo una normativa avanzata, ma quando dalle parole passiamo ai fatti nascono i primi problemi. Si dovrebbe introdurre il meccanismo del risultato garantito: il contratto viene rispettato se a opera conclusa gli indici di efficienza energetica sono veramente cresciuti come previsto in fase di progettazione e come richiesto dalla legge.

 

Non sono molti infatti i professionisti in grado di seguire sia la progettazione integrata che l’esecuzione in cantiere con competenze sia per quanto riguarda la parte strutturale di un edificio che per la parte relativa agli infissi o alla componentistica.

 

Per questo si cominciano a studiare nuovi corsi di specializzazione. A Padova, ad esempio, è nato da poco Its Red, un corso tecnico superiore sul “risparmio energetico nell’edilizia sostenibile”, che rappresenta una vera novità sullo scenario nazionale. Ance Veneto ha contribuito alla definizione dei contenuti scientifici del corso indicando le prerogative irrinunciabili richieste dal mercato, a dimostrazione che sull’efficienza energetica è necessario sviluppare un dibattito a 360 gradi coinvolgendo innanzitutto i giovani.


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