Caos Contratti pubblici: tecnici e politici si incontrano a Roma

Ingegneri, architetti, geometri e periti industriali, ma anche geologi, agronomi, chimici e periti agrari si interrogano sulla situazione attuale del quadro normativo che regola i lavori pubblici nel nostro Paese e che, eufemisticamente, possiamo definire caotico.

 

Le innumerevoli modifiche e le sovrapposizioni che si sono via via succedute negli anni hanno prodotto un corpus normativo che sulle opere pubbliche non garantisce nulla: non la qualità né l’accessibilità; non la trasparenza e, tantomeno, l’economicità delle scelte.

 

Insomma, per dirla con i rappresentati della Rete delle professioni tecniche, alla legislazioni sui lavori pubblici mancano proprio i cardini sui quali fondare uno dei settori più importanti della nostra economia.

 

E allora che fare? Recentemente, proprio la Rete delle professioni tecniche ha redatto un documento, che individua una serie di correttivi per superare le storture più evidenti del Codice dei Contratti e del Regolamento di attuazione e per avviare il processo di allineamento della normativa nazionale alla nuova direttiva appalti, approvata dal Parlamento europeo lo scorso 15 gennaio, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i prossimi due anni (leggi il documento).

 

Sulla base degli obiettivi individuati nel documento, un appuntamento da non perdere è per il prossimo 8 maggio 2014 a Roma, presso il Teatro Quirino in via delle Vergini 7, al quale parteciperanno i vertici della RPT per un confronto con il mondo professionale e politico.

 

L’incontro ruoterà sul tema della revisione del Codice dei Contratti con l’obiettivo di individuare le regole principali che dovranno ispirare una revisione globale del quadro normativo di settore, oramai inderogabile.

 

Sei i punti critici che saranno protagonisti del dibattito.

1. aprire il mercato dei lavori pubblici, rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai giovani ed ai meno giovani che non siano comunque in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, con un numero notevole di dipendenti e con rilevanti fatturati;

2. promuovere un più facile affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, rilanciando il fondo di rotazione per l’attingimento delle risorse;

3. garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali, riducendo i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, introducendo lo scarto automatico dell’offerta anomala ed ampliando, contestualmente, il numero degli operatori economici invitati (almeno 10), al fine di rispettare gli orientamenti comunitari;

4. regolamentare in modo più chiaro ed efficace ruoli e diritti del professionista negli appalti integrati;

5. rilanciare il concorso di progettazione;

6. garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione quali l’offerta economicamente più vantaggiosa o lo stesso concorso di progettazione, puntando su giurie miste (stazione appaltante/professionisti), individuate a seguito di pubblico sorteggio.

 

Per il programma del convegno consulta questo link.


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