Campi elettromagnetici: quali sono gli effetti sulla salute?

Campi elettromagnetici: quali sono gli effetti sulla salute?

Quando sentite parlare di campi elettromagnetici cosa vi viene in mente?

Elettrodotti, cabine elettriche, cellulari, cordless, microonde, wireless, radio, tv, sono le prime risposte alle quali si è portati a pensare.

Tuttavia i joystick senza fili delle console, il frigorifero, l’asciugacapelli, il rasoio elettrico, il congelatore, il forno elettrico, il caricabatterie del cellulare, i sistemi antitaccheggio dei supermercati o dei negozi, i metal detector di banche e aeroporti o l’alimentatore delle casse del pc, sono anch’essi responsabili.

In ambito lavorativo, poi, le sorgenti di onde elettromagnetiche si moltiplicano.

Non li vediamo, non li sentiamo, non emanano cattivi odori eppure sappiamo che ci sono. Ne abbiamo le prove. Non è necessario scomodare Sherlock Holmes per accorgersi della loro presenza.

È sufficiente pensare, ad esempio, ai telefoni cellulari che comunicano tra loro senza alcuna connessione via cavo. Ci basta pensare alle radio o ai telefoni cordless per intuire una presenza invisibile e proprio per questo, terribilmente fastidiosa.

Vi sarà capitato di avvicinare un telefono cellulare alle casse di un pc o di uno stereo. Vi sarà capitato di sentire un rumore improvviso provenire dal sistema audio, come un “grattare” fastidioso che dura qualche secondo e poi svanisce. Ecco, quel rumore percepito attraverso le casse del computer è prodotto dai campi elettromagnetici che il vostro cellulare invia periodicamente all’antenna più vicina (meglio nota come Stazione Radio Base).

Ma come facciamo a distinguerli? Sono potenzialmente dannosi o innocui? Se non li vediamo, come facciamo a sapere quali sono le fonti di rischio e a decidere se, e come, tutelarci? Come dobbiamo comportarci nei luoghi di lavoro? Cosa deve fare un consulente per valutarne il rischio?

Campi elettromagnetici. Quali sono gli effetti sui lavoratori?

Gli effetti diretti sono i cambiamenti provocati in una persona dall’esposizione “diretta” a un campo elettromagnetico. La direttiva 2013/35/UE prende in considerazione solo effetti ben noti che si basano su meccanismi conosciuti. Essa distingue fra effetti sensoriali ed effetti sulla salute, considerati più gravi.

Gli effetti diretti sono i seguenti:

  • vertigini e nausea provocati da campi magnetici statici (connessi normalmente al movimento, ma possibili anche da fermi);
  • effetti su organi sensoriali, nervi e muscoli provocati da campi a bassa frequenza (inferiore a 100 kHz);
  • riscaldamento di tutto il corpo o di parti del corpo causato da campi ad alta frequenza (pari o superiore a 10 MHz);
  • effetti su nervi e muscoli e riscaldamento causato da frequenze intermedie (da 100 kHz a 10 MHz).

Gli effetti indiretti sono invece effetti indesiderati che possono essere provocati dalla presenza nel campo elettromagnetico di oggetti che possono costituire la causa di un rischio per la sicurezza o la salute. Pensate ad un oggetto metallico in prossimità di una risonanza magnetica. All’accensione di quest’ultima l’oggetto metallico verrebbe attratto diventando un potenziale rischio sia per il macchinario che per lavoratori o pazienti presenti in quell’ambiente.

In generale, gli effetti indiretti sono i seguenti:

  • interferenze con attrezzature e altri dispositivi medici elettronici;
  • interferenze con attrezzature o dispositivi medici impiantati attivi, ad esempio stimolatori cardiaci o defibrillatori;
  • interferenze con dispositivi medici portati sul corpo, ad esempio pompe insuliniche;
  • interferenze con dispositivi impiantati passivi, ad esempio protesi articolari, chiodi, fili o piastre di metallo;
  • effetti su schegge metalliche, tatuaggi, body piercing e body art;
  • rischio di proiettili a causa di oggetti ferromagnetici non fissi in un campo magnetico statico;
  • innesco involontario di detonatori;
  • innesco di incendi o esplosioni a causa di materiali infiammabili o esplosivi;
  • scosse elettriche o ustioni dovute a correnti di contatto quando una persona tocca con un oggetto conduttore in un campo elettromagnetico e uno dei due non è collegato a terra.
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Quali sono le soglie di riferimento e quali misure adottare?

In merito alle soglie da adottare per valutare il rischio e stabilire se sia necessario intraprendere delle misure di riduzione, il riferimento oggi più corretto è rappresentato dai limiti proposti dalla nuova direttiva europea, la 2013/35, come confermato dalla fonte istituzionale “Portale Agenti Fisici”, dove troviamo scritto: “Ai fini della valutazione del rischio, considerato che l’impianto protezionistico delineato dalla nuova direttiva europea 2013/35/UE è in linea con gli orientamenti internazionali maggiormente accreditati (ICNIRP), nelle more del recepimento si ritiene comunque utile riferirsi alla direttiva medesima anche tenuto conto del richiamo alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi di cui all’art. 181 del d.lgs. 81/2008”.

Nelle attività lavorative ove siano presenti macchinari o impianti emettitori di campi elettromagnetici potenzialmente nocivi, è in genere sempre possibile individuare un insieme di misure di tutela di tipo organizzativo e/o procedurale, che se messe in atto consentono di:

  • prevenire l’esposizione di individui con controindicazioni assolute o relative ai livelli esposizione associati agli apparati;
  • ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici irradiati da tali apparati (fonte Portale Agenti Fisici).

Si può quindi procedere in due direzioni:

  1. è necessario che gli apparati emettitori di campi elettromagnetici siano installati in aree di lavoro adibite ad uso esclusivo degli stessi e ad idonea distanza dalle altre aree di lavoro ove il personale stazioni per periodi prolungati;
  2. le aree di lavoro ove i valori di esposizione possono risultare superiori ai livelli di riferimento per la popolazione di cui alla raccomandazione europea 1999/519/CE, coincidenti con i livelli di riferimento ICNIRP del 1998, dovranno essere delimitate con cartelli di segnalazione di presenza di campi elettromagnetici, conformi alle normative vigenti in materia di segnaletica di sicurezza. L’accesso a tali aree sarà consentito solo a personale autorizzato, previa valutazione dell’assenza di controindicazioni fisiche all’esposizione. L’accesso al personale non autorizzato dovrà essere interdetto possibilmente mediante barriere fisiche.

Il testo è tratto dall’e-book:

CAMPI ELETTROMAGNETICI - Manuale tecnico pratico per RSPP e Datori di Lavoro

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