Cambio destinazione uso senza opere edilizie, non è libero da vincoli

Il cambiamento di destinazione d’uso di un immobile anche senza la realizzazione di ulteriori opere edilizie non costituisce un’attività del tutto libera e priva di vincoli, non potendo comportare la vanificazione delle previsioni urbanistiche che disciplinano l’uso del territorio in un Comune.

 

A stabilirlo sono i giudici amministrativi del T.A.R. Piemonte (sentenza 5201/2012), secondo i quali, una diversa soluzione non solo costituirebbe, almeno in linea di principio, un inammissibile danno delle prerogative di autonomia e responsabilità sul territorio degli enti locali, ma comporterebbe anche, in concreto, la violazione di regole generali finalizzate ad assicurare il corretto e ordinato assetto del territorio, con conseguente inevitabile pericolo di pregiudizievoli modificazioni della strumentazione urbanistica.

 

Per questi motivi i giudici amministrativi hanno giudicato legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha negato il rilascio della concessione edilizia in sanatoria per il mutamento di destinazione d’uso ed ha ingiunto il ripristino della destinazione d’uso agricola di un capannone adibito, in concreto, e sia pure senza la realizzazione di alcuna opera edilizia aggiuntiva, a deposito di macchinari e autoveicoli, incompatibili con l’assetto urbanistico (in questo caso agricolo) della zona.


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