Calcestruzzo, ecco le irregolarità che fanno male al mercato

Mancata effettuazione delle tarature in impianti di betonaggio, rivenditori non autorizzati di calcestruzzo, presenza di impianti non certificati, certificati falsi di prove di compressione per cantiere … l’elenco è lungo e potrebbe continuare.

 

Si tratta delle irregolarità che l’Osservatorio sul calcestruzzo e calcestruzzo armato ha ricevuto nel corso dell’anno appena concluso e che testimoniano come truffe e irregolarità nel settore siano purtroppo numerose e variegate quasi quanto quelle che si riscontrano nell’ambito alimentare.

 

I dati e l’elenco delle segnalazioni è stato pubblicato dall’Osservatorio e dal Consiglio superiore per i lavori pubblici insieme a un documento di sintesi che riepiloga le attività effettuate nel 2014, tra cui spicca il lancio della piattaforma unica delle certificazioni.

 

Ma torniamo alle irregolarità registrate, circa 40 (leggi il documento completo delle irregolarità). La segnalazioni pervenute si distribuiscono principalmente su due aspetti:

1. quello legato ai controlli di accettazione dei materiali da costruzione in cantiere (provini non conformi, carenti o addirittura ritenuti falsi, ecc.);

2. quello relativo alla qualificazione dei materiali stessi (assenza di certificazione FPC, documentazione ritenuta carente o falsa, ecc.).

 

Le segnalazioni pervenute ha permesso l’attivazione di azioni di controllo diretto da parte del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, del SASGO (Servizio per l’Alta Sorveglianza sulle Grandi Opere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) e della Guardia di Finanza.

 

A valle di queste azioni in più del 50% dei casi è stata avviata una procedura di controllo estesa a tutti i soggetti competenti anche a livello locale, laddove 2/3 accertata l’irregolarità sono stati presi immediatamente idonei provvedimenti, mentre nei casi in cui si è riscontrata un’ipotesi di reato è stata coinvolta direttamente la competente Autorità giudiziaria.

 

Il problema del mancato rispetto delle regole nel settore è uno dei punti più sensibili, come ha recentemente ribadito anche il presidente di Atecap, Silvio Sarno, intervistato dalla nostra redazione.

 

“Ciò che preoccupa la nostra categoria – ha detto Sarno – è, di certo, l’acuirsi delle problematicità inerenti al mancato rispetto delle regole, fenomeno fortemente legato proprio al rapporto sovradimensionato del doppio tra operatori e richiesta interna”.

 

Per il numero uno di Atecap è più che mai urgente affrontare il nodo della “selezione del mercato” al fine di tutelare e salvaguardare gli operatori che rispettano i principi di qualità e correttezza e che allo stato sono svantaggiati nei confronti di chi individua la propria forza concorrenziale nel non rispetto delle regole.

 

Intanto, a questo link è possibile consultare il documento di riepilogo con le azioni svolte nel 2014.


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