Calcestruzzo armato: vecchi guai

L’elemento di guasto è un bunker costruito a strapiombo sugli oceani Atlantico e Indiano con pareti e copertura in cemento armato. La parte oggetto dei meccanismi di degrado è la superficie esterna del calcestruzzo a diretto contatto con l’ambiente marino (leggi anche l’intervista all’ing. Marchese sul tema calcestruzzo e ambienti marini).

 

Si osservi che i cloruri sono artificialmente presenti anche nei sali disgelanti (NaCl e CaCl2) per rimuovere il ghiaccio e quindi attaccano anche opere stradali, autostradali, aeroportuali e in genere le pavimentazioni esterne nei periodi invernali.

 

Descrizione del modo di guasto
La penetrazione di cloruri, trasportati dal vento sulla superficie del manufatto, causa la diminuzione dell’alcalinità del calcestruzzo e permette la corrosione delle barre di armatura che, ossidandosi, aumentano il loro volume e provocano l’espulsione (spalling) del calcestruzzo superficiale.

 

È nota da tempo l’azione corrosiva esercitata dai cloruri di qualsiasi tipo (di sodio o di calcio) sull’acciaio in genere e sui ferri di armatura in particolare. Il meccanismo corrosivo si esplica mediante un’azione incisiva e localizzata (pitting) che consiste nella rimozione dello strato di ossido ferrico compatto e protettivo (passivante). In presenza di cloruro quest’ultimo diviene incoerente e consente, quindi, l’ulteriore ossidazione del ferro.

 

Nel caso dell’acqua di mare, il calcestruzzo del copriferro può essere facilmente attaccato dall’azione dei sali, in particolare il solfato, creando così condizioni più favorevoli alla penetrazione ed all’attacco dei cloruri verso i ferri

 

Suggerimenti per il ripristino e per la prevenzione
Il procedimento per il ripristino deve essere il seguente: rimozione del calcestruzzo ammalorato, pulizia dei ferri d’armatura al fine di rimuovere tutto l’ossido, protezione degli stessi con idonea vernice e ricostituzione dell’elemento con malte specifiche.

 

Per la prevenzione di questo tipo di guasto, invece, è necessario l’utilizzo di calcestruzzo adatto all’ambiente, almeno classe XS1 della norma UNI EN 206-1 Calcestruzzo – Parte 1: Specificazione, prestazione, produzione e conformità.


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