BIM: tutti sanno cos’è, ma quanti lo usano? Il risultato del sondaggio del Politecnico di Milano

La sigla BIM, acronimo dell’inglese Building Information Modeling, negli ultimi tempi è molto di moda nel mondo delle costruzioni, ma sono veramente note agli operatori del settore potenzialità e limiti del BIM? Lo scorso anno, con il contributo di Ingegneri.cc, è stato eseguito un sondaggio curato dal Politecnico di Milano sul grado di conoscenza e sull’utilizzo del Building Information Modeling (leggi l’articolo Quanto ne sai del BIM? Online il questionario del progetto INNOVance).

 

I risultati, anticipati sulla rivista Ingegneri di Maggioli Editore, vengono ripresi in questo articolo a cura dell’ing. Sebastiano Maltese del Politecnico di Milano.

 

Attualmente il più grande progetto di ricerca in Italia sul BIM è INNOVance (www.innovance.it), cofinanziato dal Ministero per lo sviluppo economico, che si ripropone di creare il primo database italiano per l’edilizia basato sul BIM. Il database che conterrà tutte le informazioni lungo l’intera filiera del processo edilizio di prodotti, manodopera, mezzi, attività, componenti più o meno complessi e quanto necessario alla costruzione, manutenzione e gestione di opere, siano esse edili o infrastrutturali.

 

INNOVance darà, inoltre, ai partecipanti la possibilità di gestire i propri progetti, fornendogli una piattaforma di scambio dati, da cui gestire agevolmente tutte le criticità, riducendo abbondantemente i tempi di reperimento e aggiornamento dei dati.

 

All’interno di questo progetto è stato condotto un sondaggio, anche tra gli utenti di www.ingegneri.cc, con lo scopo di valutare il livello di conoscenza e di utilizzo di strumenti quali le librerie e i software BIM. Il questionario, breve ma mirato a ottenere risposte precise, è stato compilato in forma cartacea presso la fiera MADE Expo 2013 tenutasi a Milano lo scorso ottobre e inviato a numerosi attori del settore delle costruzioni direttamente online. Per chi volesse rispondere, è ancora possibile al seguente link (http://goo.gl/1KZxdh).

 

I risultati qui illustrati sono frutto della rielaborazione dei dati raccolti fino a metà gennaio 2014.


La professione di chi utilizza il BIM

Al fine di comprendere prima di tutto chi ha risposto al sondaggio, la prima domanda riguardava la professione svolta dal compilatore.

La domanda prevedeva cinque professioni e i risultati sono illustrati nel grafico 1.

 

Grafico 1 – professione degli intervistati

 

Dal grafico 1 si nota che la maggior parte degli intervistati sono progettisti (53%), ma anche molti studenti e produttori; committenti e costruttori, salvo rare eccezioni, non sono stati raggiunti dal questionario probabilmente perché poco usi a frequentare siti di divulgazione scientifica o riviste di settore.

 

Per quanto riguarda i produttori di componenti, il grafico 2 mostra il settore di attività dei produttori intervistati.

Grafico 2 – Settore di attività dei produttori di componenti

 

Sempre dal grafico 1 si vede che la conoscenza del BIM (linea arancione) è molto vicina al massimo tra studenti e progettisti mentre pochi produttori e pochissimi costruttori conoscono il tema.

 

Da notare che la maggior parte delle interviste ai produttori è stata effettuata nei giorni del MADE Expo a cui presenziava per lo più il personale degli uffici vendite, poco interessati al BIM, e questo potrebbe aver influenzato il risultato.

 

La scarsa conoscenza del BIM da parte degli uffici vendite è un limite al suo sviluppo: sono infatti questi, ben più degli uffici di progettazione, a contatto con gli utenti finali, le imprese, i progettisti e hanno quindi la possibilità di diffondere questa tecnologia.

 

L’uso effettivo del Building Information Modeling (produzione di oggetti, uso di librerie) è molto inferiore alla conoscenza dello stesso, ad esempio tra i progettisti che conoscono il BIM (40%) poco meno della metà (19%) lo usa regolarmente. La buona notizia per INNOVance è che chi usa strumenti BIM spesso conosce anche il progetto di ricerca, che pur non essendo ancora concluso, sta generando sempre più consensi.


Quale frequenza di utilizzo del BIM?

È stato inoltre chiesto agli intervistati a conoscenza del Building Information Modeling, la loro frequenza di utilizzo (grafico 3) e, in caso positivo, l’utilizzo di librerie BIM da cui caricare/scaricare oggetti (grafico 4).

Grafico 3 – Utilizzo del BIM

Grafico 4 – Utilizzo delle librerie BIM

 

I vantaggi del BIM, sempre maggiori e sempre più chiari, sono evidenti a chi li usa, ma lo sono altrettanto gli ostacoli alla sua espansione, basti pensare allo sforzo che dovrebbe fare un’impresa o uno studio di progettazione per passare dal CAD tradizionale al BIM (un po’ come è stato dal disegno su carta al CAD). Per questo per molte altre ragioni il passaggio è graduale e il motore del cambiamento non sempre sono solo le grandi imprese, ma anche i committenti pubblici e privati più esigenti e al passo con i tempi.

 

Le librerie BIM sono l’evoluzione dei blocchi CAD, ma contengono informazioni sempre più dettagliate e numerose, tanto che un oggetto può avere più modelli in base alla ragione per cui lo si sta usando. Basta pensare ai numerosi protocolli di interscambio dei dati che usa il BIM, tra i quali IFC e COBie, su cui il progetto INNOVance sta facendo dei test per garantire l’interoperabilità della banca dati delle costruzioni su base BIM.

 

Dai grafici si nota purtroppo che, nonostante la crescente richiesta di oggetti BIM e strumenti sempre più evoluti, i produttori di componenti non vedano benefici per la loro attività nel produrre oggetti BIM da consegnare ai loro clienti.

 

Questo forse perché il Building Information Modeling è visto spesso come un “di più” che deve essere aggiunto al normale lavoro, senza effettivamente portare a benefici tangibili, quando invece il progetto INNOVance ha dimostrato che univocità, interoperabilità e standardizzazione delle informazioni sono la chiave per la fluidificazione del processo edilizio.

 

Il BIM non deve inoltre essere visto solamente come uno strumento di visualizzazione (render di interni, esterni, ecc.) ma come uno strumento utile allo scambio di informazioni lungo l’intera filiera del settore delle costruzioni, partendo dalle schede tecniche di prodotto fino ad arrivare alle informazioni sul ciclo di vita dell’intero edificio. Questo non vincola a usare nuovi software o a cambiare il proprio modo di progettare, ma permette di centralizzare tutte le informazioni, troncando di netto i tempi necessari per reperirle e aggiornarle, lasciando più spazio alla fase decisionale e permettendo interventi più mirati e tempestivi.


Articolo dell’ing. Sebastiano Maltese, Politecnico di Milano


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico