BIM Report 2019. Da ASSOBIM il quadro sulla diffusione della metodologia

BIM Report 2019. Da ASSOBIM il quadro sulla diffusione della metodologia

ASSOBIM Report 2019

Il BIM report 2019 è stato pubblicato da ASSOBIM, l’associazione nata per promuovere la diffusione del Building Information Modeling e per sostenere l’attività dell’intera filiera tecnologica del BIM.

All’indagine, che fornisce i dati circa la diffusione del BIM in Italia, hanno partecipato oltre 600 operatori tra i quali studi di progettazione, società di engineering, imprese di costruzioni e manutenzioni, committenza pubblica e privata e produttori di materiali e componenti.

L’obiettivo della ricerca promossa da ASSOBIM, che avrà cadenza annuale, è quella di mettere in evidenza attraverso il BIM report 2019 i punti di forza e le vedute di sviluppo di tale metodologia, sensibilizzando istituzioni e mondo delle costruzioni.

Nello specifico, oltre il 60% del campione, sottoposto all’indagine, è costituito da studi di progettazione (arch., ing., geom., altro), poco meno del 20% interessa le società di engineering e servizi professionali, mentre restano al di sotto del 10% pubblica amministrazione/enti, impresa di costruzioni/utilities, produttori di materiali, componenti, sistemi, committenza privata/real estate, imprese di manutenzione/facility management.

Le domande che sono state rivolte ai partecipanti, oltre a riguardare il grado di conoscenza e utilizzo del Building Information Modeling e delle sue potenzialità fra gli operatori del settore, hanno interessato la quantificazione del grado di competenze BIM dichiarato dagli operatori e i canali informativi utilizzati da questi ultimi per consolidarle e integrarle.

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BIM report 2019. In quali ambiti l’adozione BIM risulta più efficace?

Riduzione di tempi e costi sono risultati gli ambiti individuati come quelli in cui l’adozione del BIM esplica la sua maggiore efficacia e tale incidenza è valutata positivamente dalla gran parte delle aziende intervistate.

In merito alla conoscenza della metodologia BIM, oltre la metà del campione sa di cosa si tratta e la utilizza, mentre un ulteriore 40% circa la conosce ma non la utilizza o ne fa un uso parziale. Circa il 60% delle aziende dichiara un grado di conoscenza della metodologia BIM da elevato a buono e ben due terzi valuta la propria conoscenza del Decreto 560/2017 da molto a sufficientemente buona, tuttavia solo il 20% delle aziende ha già partecipato a bandi pubblici che prevedono l’obbligatorietà del BIM.

Sull’adozione del BIM, circa il 50% delle aziende intervistate lo ha utilizzato nei propri progetti estesamente o parzialmente. Inoltre, dal BIM Report 2019 è emerso che quasi la metà del campione utilizza il Building Information Modelling per la progettazione architettonica.

L’implementazione del BIM nelle aziende è avvenuta in maniera preponderante negli ultimi due anni e un terzo del campione intervistato prevede l’introduzione in azienda in un arco di tempo da uno a tre anni.

Sull’introduzione in azienda di figure professionali con competenze BIM certificate secondo la norma UNI 11337-7, il 30% delle aziende dispone all’interno del proprio staff di figure professionali BIM, ma solo nel 7% dei casi tali figure risultano certificate.

Una progettazione più collaborativa e la realizzazione di modelli informativi 3D, rientrano tra le principali attività compiute dalle aziende ed il controllo automatico della conformità di progetto è ritenuto un aspetto prioritario.

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Quali criticità sono emerse dal BIM report 2019?

Il risultato dell’analisi mostra una certa consapevolezza da parte degli operatori di settore sulla metodologia BIM, tuttavia si manifestano delle criticità circa l’implementazione del BIM che riguardano la mancanza di competenze interne (evidenziata da oltre il 60% del campione) e, di conseguenza, la mancanza di un’adeguata formazione (sottolineata da circa il 65% degli intervistati). Lato committenza, invece le difficoltà sono evidenziate da due terzi del campione che si dichiara molto o abbastanza convinto del fatto che i clienti non siano ancora in grado di comprendere i vantaggi offerti dal Building Information Modeling.

Tra le richieste degli operatori, c’è quella di contare su norme e standard direttamente inclusi nei software BIM, oltre alla necessità di librerie di oggetti digitali generici ben strutturate e indipendenti da quelle fornite dai produttori.

In merito al Construction Operations Building information exchange (COBie), lo standard per condividere dati non grafici relativi al bene immobiliare e alle sue facility, è emerso dal BIM report 2019 che quasi la totalità del campione non produce documenti COBie per i propri progetti e molto probabilmente tale rallentamento e legato all’insufficiente grado di conoscenza dei vantaggi offerti dal formato COBie che garantisce il proprietario, il committente e/o l’investitore che le informazioni ricevute dal Facility Manager sono complete ed utilizzabili immediatamente e successivamente lungo tutta la vita del bene.

I dati raccolti da ASSOBIM e convogliati nel BIM Report 2019 consentono di conoscere l’andamento del BIM e la relativa implementazione nei processi produttivi. A detta del presidente ASSOBIM, Adriano Castagnone:”il BIM Report, infatti, monitora questo cambiamento a partire dai protagonisti che lo generano e lo indirizzano. L’indagine fornisce un quadro conoscitivo molto dettagliato, e sottolinea i principali indicatori di tendenza su come sta evolvendo in Italia il mercato del BIM e della digitalizzazione dei progetti in senso lato”. 

Leggi il documento completo

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