BIM: l’Italia è pronta per una rivoluzione nel mercato delle costruzioni?

BIM

Il BIM (Building Information Modeling) si configura come una vera rivoluzione per il mercato italiano delle costruzioni. Giunto nel nostro paese proprio in corrispondenza della difficile congiuntura economica degli ultimi anni, il BIM non è stato per il momento accolto nella maniera corretta: a fronte delle grandi opportunità che questa metodologia offre, la risposta della grande maggioranza dei piccoli studi non è stata soddisfacente. Una delle cause va ricercata nella concreta impossibilità, per studi ed imprese, di investire per il cambio di marcia verso il BIM.

Oggi la metodologia Building Information Modeling (BIM) è indispensabile nella gestione informatizzata delle costruzioni, così come è necessario che tutti gli attori coinvolti dialoghino tra loro utilizzando questo come metodo di lavoro e linguaggio comune, offrendo un grande potenziale, volto alla collaborazione integrata e al controllo in tempo reale.

L’Italia è al momento, purtroppo, tra gli ultimi della classe in Europa nell’attività di utilizzo di questa nuova metodologia lavorativa. Sicuramente la mancanza di una regolamentazione pubblica, che all’interno di gare d’appalto non preveda con un meccanismo premiale (e auspicabilmente non cogente) la consegna di modelli tridimensionali parametrici e l’utilizzo delle informazioni derivanti da essi, fornisce una legittimazione dell’utilizzo di metodi di progettazione, costruzione e manutenzione di tipo tradizionale, basati su disegni (con i conseguenti errori che si possono verificare).

Nell’attesa che quanto prima venga pubblicato un bando di gara pubblico con la richiesta di gestione del progetto in modalità BIM, pare qui necessario citare la recente esperienza di Harpaceas (l’azienda che rappresenta il primo BIM Specialist italiano) con il Provveditorato Interregionale di Lombardia ed Emilia Romagna. Si tratta del stato il primo caso in Italia in cui un ufficio della Pubblica Amministrazione centrale abbia sperimentato il BIM all’interno di un appalto di ristrutturazione e nuova costruzione. La sperimentazione mirava a mettere a confronto la gestione tradizionale dell’appalto, e la gestione BIM dello stesso. I risultati sono stati davvero incoraggianti per la PA, lo stesso Provveditore, Ing. Pietro Baratono, ha rilasciato dichiarazioni molto positive sui risultati raggiunti. Sicuramente il primo passo è stato fatto.

Nei paesi nei quali il BIM è oggi realtà consolidata (tra cui si allineano, ad esempio i paesi scandinavi, il sud-est asiatico, Regno Unito e Stati Uniti) è stata l’Amministrazione Pubblica, la prima ad accorgersi dei grandi vantaggi, soprattutto economici, ottenibili dall’adozione del BIM nella gestione dell’appalto e della manutenzione del costruito con una conseguente razionalizzazione della spesa. Anche nel nostro Paese un forte impulso alla diffusione del BIM sarà fornito dall’adozione del BIM negli appalti pubblici, attraverso una scansione premiale e non cogente, almeno in una prima fase. Gli strumenti informatici per attuare questa rivoluzione oggi sono disponibili sul mercato e sono in continuo sviluppo, le competenze sul tema stanno crescendo. Quando il BIM è messo alla prova vince sempre.

La metodologia, gli strumenti e i vantaggi che si possono ottenere tramite il BIM sono stati raccolti e descritti all’interno del volume di recentissima pubblicazione da parte di Maggioli Editore intitolata Building Information Modeling BIM – valore, gestione e soluzioni operative, che vede come autori Paolo Odorizzi e Massimo Stefani di Harpaceas e Mario Caputi di in2it. Il volume si struttura in una sorta di guida pensata per spiegare cosa sia il BIM e soprattutto come possa essere di supporto e di vantaggio ai professionisti italiani del settore. Insomma, il BIM declinato secondo vari ambiti e varie discipline con la definizione dei vantaggi economici e qualitativi conseguenti la sua corretta applicazione.


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