Bandi servizi di Ingegneria, una buona notizia … e basta!

Dall’attività monitoraggio dei bandi di gara sulla progettazione per i servizi di Ingegneria realizzata dal Centro Studi del CNI emerge, finalmente, una buona notizia. L’analisi trimestrale che ha preso in esame l’ultimo quarto dell’anno passato (ottobre-dicembre 2013) evidenzia un aumento degli importi a base d’asta che sono cresciuti di oltre il 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (133 milioni di euro contro 118).

 

Peccato che le note liete finiscano qua.

 

Il resto dell’analisi degli ingegneri, infatti, registra ancora una situazione pesante in linea con i primi tre trimestri del 2013, anno davvero drammatico per i professionisti dell’edilizia e certificato anche dagli ultimissimi indici della produzione nelle costruzioni diffuse dall’ISTAT venerdì scorso (leggi su Ediltecnico.it la notizia)

 

E che per i servizi di ingegneria il 2013 sia stato un annus horribilis basta pensare che il crollo degli importi rispetto al 2012 è dell’ordine del miliardo e 300mila euro.

 

Rispetto all’ultimo trimestre del 2012, sono calati sensibilmente gli importi per servizi di ingegneria senza esecuzione dei lavori: poco meno di 61 milioni di euro contro 83. Una grande perdita per i professionisti, dal momento che questo è praticamente l’unico ambito in cui riescono ad aggiudicarsi gli appalti: delle 77 gare aggiudicate negli ultimi tre mesi del 2013, ben 73 sono senza esecuzione dei lavori. In ogni caso, anche se si limita l’osservazione alle sole gare senza esecuzione, le somme aggiudicate dai liberi professionisti costituiscono appena un quarto di quanto effettivamente disponibile, contro i quasi due terzi accaparrati dalle società.

 

Come di consueto, l’analisi del Centro Studi misura anche le difficoltà che incontrano le stazioni appaltanti nell’adeguarsi ai cambiamenti normativi riguardanti l’affidamento dei servizi. Il 62,1% dei bandi per gare senza esecuzione dei lavori, ad esempio, non dà alcun chiarimento sul criterio utilizzato per la determinazione dell’importo a base d’asta. Per fortuna tale situazione è destinata ad essere superata dall’entrata in vigore del Dm 143 che impone l’uso dei parametri per determinare i corrispettivi.

 

Va segnalato come circa la metà dei bandi di gara per servizi di ingegneria senza esecuzione abbia un importo a base d’asta inferiore ai 40mila euro. In alcuni casi l’allestimento di gare per affidamenti di incarichi con importi molto bassi appare decisamente eccessivo.


Massimi ribassi consentiti: ancora non ci siamo

Un’altra norma ampiamente disattesa è quella che prevede l’indicazione nei bandi di gara del ribasso massimo consentito. Solo il 7,8% dei bandi senza esecuzione dei lavori ha indicato chiaramente la soglia limite.

 

Quanto ai ribassi medi di aggiudicazione, essi si mantengono più o meno sui valori rilevati nei precedenti trimestri del 2013. Per i servizi di ingegneria senza esecuzione, il ribasso medio registrato è pari al 35,2%, mentre quello relativo alle gare in cui è prevista anche l’esecuzione dei lavori è pari al 18,4% (più basso del 20,5% rilevato nel precedente trimestre). Ma non mancano casi in cui si rilevano ribassi assai consistenti dove il vincitore si è aggiudicato la data offrendo il 74% di ribasso!

 

“I dati non inducono ad un particolare ottimismo”, spiega Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI. “Emerge – prosegue – una forte penalizzazione dei liberi professionisti che oltre ad aggiudicarsi una quota molto modesta delle gare, sia per numero di affidamenti che per entità complessiva degli stessi, devono spesso subire indebite richieste di cauzioni che aggiungono onerosità alle già complicate procedure di partecipazione. Su tutti intervengono poi le anomalie dovute alle norme disattese sulla determinazione dell’importo a base d’asta e della mancata indicazione del ribasso massimo consentito, che si riscontrano con una frequenza tale da far pensare che non si tratti sempre di difficoltà interpretative, ma spesso di deliberate omissioni operate nella presunzione di favorire le amministrazioni appaltanti con il conseguimento di un risparmio superiore a quello che in molti casi sarebbe lecito attendersi”.

 

“Nello stesso senso va intesa la preferenza data al criterio del massimo ribasso. In attesa che una ripresa del settore delle costruzioni ci consenta di rilevare dati più confortanti, possiamo solo augurarci che la recente entrata in vigore del DM 143/2013 recante i parametri per la determinazione dei corrispettivi porti un po’ d’ordine almeno su questo tipo di anomalia che è fra le più ricorrenti”.

 

A livello regionale, infine, il trimestre è caratterizzato da una serie di bandi onerosi per la realizzazione di opere in Trentino Alto Adige che risulta dunque la regione leader per importi destinati ai servizi di ingegneria con quasi 27milioni e mezzo di euro. Per numero di bandi pubblicati, invece Campania, Sicilia e Puglia si collocano ai primi tre posti con complessivamente 385 gare per un importo totale di circa 28milioni 600mila euro.


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