Bandi gratis:ci risiamo! Una sentenza del CdS legittima gli incarichi gratuiti

Bandi gratis: ci risiamo! Una sentenza del CdS legittima gli incarichi gratuiti

Bandi gratis

Si aggiunge un altro capitolo alla storia dei bandi gratis e del mancato compenso ai progettisti.

La questione ha inizio nel 2016 ed interessa il Comune di Catanzaro. Al centro del caso è il bando, emesso dall’amministrazione locale, che aveva come oggetto il conferimento di incarichi professionali finalizzati alla redazione del Piano strutturale comunale, a titolo gratuito.

Per la precisione, il Comune aveva previsto il compenso simbolico di un euro ed un rimborso spese di 250 mila euro (importo nel quale era compresa l’assicurazione professionale) con la finalità principale della promozione professionale e miglioramento del curriculum verso i professionisti aggiudicatari della gara.

Il tutto fu approvato dal parere favorevole della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Calabria, del 29 gennaio 2016, al quale il Comune di Catanzaro fece riferimento prima di formulare il tanto discusso bando sull’affidamento degli incarichi professionali a titolo gratuito.

La scelta adottata dal Comune conseguente al benestare della Corte dei Conti furono duramente criticate dalla categoria di professionisti che si vedevano leso un diritto oltreché reputazione e dignità lavorativa.

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Bandi gratis: dal TAR al Consiglio di Stato. Come sono andate le cose?

Gli Ordini professionali, intervennero sulla questione presentando il ricorso al TAR nel 2016. Gli incarichi da assegnare previo il bando sulla redazione piano strutturale comunale, parte del PRG (Piano Regolatore Generale), sembravano salvi dal titolo gratuito, in quanto il ricorso fu vinto.

Si trattò di una magra consolazione, in quanto il Consiglio di Stato con l’emissione della sentenza 4614/2017 pubblicata il 3 ottobre 2017, che riguardava, appunto, il bando “procedura aperta per l’affidamento dell’incarico per la redazione del piano strutturale del Comune di Catanzaro e relativo regolamento urbanistico”, ribaltò l’esito del TAR.

Il CdS effettuò precisazioni sulla portata ed il significato dell’espressione “a titolo oneroso” che secondo quanto scritto nel testo della sentenza:”può assumere per il contratto pubblico un significato attenuato o in parte diverso rispetto all’accezione tradizionale e propria del mondo interprivato” ricordando che, in base al Codice Appalti – D.lgs. 50/2016, i contratti devono essere stipulati “a titolo oneroso e non gratuito”, ciò significa che deve essere corrisposto un compenso.

Tale approfondimento con la finalità di dimostrare che la sponsorizzazione dell’immagine del professionista è comparabile ad un compenso in quanto rappresenta un ritorno per lo stesso che non è detto sia necessariamente di carattere monetario.

Con tale sentenza, la vicenda si concluse con l’assegnazione dell’incarico alla società che aveva partecipato alla gara e che si accontentò del mero prestigio professionale, ricompensa, spesso, oggetto dei bandi gratis.

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Si ai bandi gratis. Il Consiglio di Stato ribadisce la sua posizione

La vicenda è andata avanti con un secondo ricorso presentato al TAR della regione Calabria.

Con la sentenza 1507/2018 del 2 agosto 2018 il Tribunale amministrativo accoglieva la richiesta di annullamento, elaborata dall’ex presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Catanzaro, circa la deliberazione della Giunta comunale di Catanzaro del 17 febbraio 2016, n. 33, avente ad oggetto “Piano Strutturale Comunale, presa d’atto della proposta relativa alla formulazione della proposta di un bando per conferimento incarico professionale a titolo gratuito”.

Alla base dell’accoglimento del ricorso: la necessità di garantire non solo al lavoratore dipendente, ma anche al lavoratore autonomo una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro…” pertanto, si legge: “la configurabilità di un appalto pubblico di servizi a titolo gratuito si pone in disarmonia rispetto a tale affresco, tenuto conto che non ogni servizio prestato reca con se vantaggi curricolari e di immagine tali da garantire, sia pure indirettamente, vantaggi economici tali da soddisfare il diritto a un equo compenso“.

A seguito del secondo ricorso, il Consiglio di Stato si è pronunciato attraverso la sentenza 1215/2019 del 12 febbraio 2019, dando ragione al Comune di Catanzaro. Durante il giudizio, il Comune ha fermato l’iter dell’incarico, che riprenderà a svolgersi regolarmente come deciso nel 2016.

Va precisato che il D.Lgs. n. 56/2017(c.d. Decreto correttivo) al momento dell’uscita del bando, non era in vigore. Con tale norma è stato introdotto il c.d. Decreto Parametri, finalizzato alla determinazione dell’importo da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria, pertanto si potrebbe dire che il Consiglio di Stato si è attenuto alla normativa allora in essere.

Il Comune di Catanzaro ha vinto la battaglia legale, ma a perderci è tutta la categoria di professionisti per i quali resta l’impegno lavorativo ma soprattutto il diritto al compenso che obbligatoriamente dovrà essere riconosciuto dalle stazioni appaltanti.

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