Autorizzazione paesaggistica: quali sono gli interventi esclusi?

Autorizzazione paesaggistica: quali sono gli interventi esclusi?

Autorizzazione paesaggistica

L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto per il rilascio del permesso di costruire, ciò significa che nessun titolo abilitativo edilizio, comunque denominato, potrà formarsi prima del rilascio della citata autorizzazione paesaggistica.

L’istanza di rilascio autorizzazione paesaggistica, in bollo, va presentata dal proprietario, dal possessore oppure dal detentore a qualsiasi titolo, all’amministrazione competente, corredando l’istanza della documentazione a corredo del progetto che è preordinata alla verifica della compatibilità fra interesse paesaggistico tutelato ed intervento progettato.

La documentazione è costituita dalla relazione paesaggistica come descritta nel d.P.C.M. 12 dicembre 2005: “Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell’articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali del paesaggio di cui al d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42”.

In questo sono dettagliatamente elencate tutte le informazioni necessarie a consentire ai competenti organi la valutazione di compatibilità dell’intervento progettato.

Tuttavia vi sono casi nei quali non è obbligatoria l’autorizzazione paesaggistica, di seguito vedremo nel dettaglio.

Cosa prevede la procedura di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ordinaria?

L’amministrazione competente, al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, ricevuta l’istanza, verifica preliminarmente che non si tratti di intervento non necessitante di autorizzazione, ai sensi dell’art. 49 comma 1.

Esclusa questa prima ipotesi, verifica la completezza della documentazione e svolge gli accertamenti del caso.

Entro quaranta giorni dalla presentazione dell’istanza, effettua gli accertamenti circa la conformità dell’intervento proposto con le prescrizioni contenute nei provvedimenti di dichiarazione di interesse pubblico e nei piani paesaggistici, acquisisce il parere da parte della Commissione Locale per il Paesaggio (istituita secondo disciplina regionale) e trasmette al soprintendente la documentazione presentata dall’interessato, accompagnandola con una relazione tecnica illustrativa nonché con una proposta di provvedimento, e dà (contestualmente) comunicazione all’interessato dell’inizio del procedimento e dell’avvenuta trasmissione degli atti al soprintendente, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di procedimento amministrativo.

Anche se non espressamente citato nella normativa, è da ritenere che l’amministrazione debba valutare anche sulla compatibilità urbanistica dell’intervento. È pur vero che l’autorizzazione paesaggistica è atto autonomo, ma anche presupposto per rilascio del permesso di costruire, per cui, se il titolo abilitativo edilizio non potrà poi formarsi, pare inutile “perdere tempo”.

Il soprintendente esprime parere, limitatamente a quanto di propria competenza, ovvero circa la compatibilità paesaggistica dell’inter­vento, entro quarantacinque giorni dalla ricezione degli atti.

Entro tale termine, in caso di parere negativo, comunica agli interessati il cosiddetto preavviso di diniego come previsto all’articolo 10-bis della legge 241 del 1990.

In caso, invece, sia favorevole all’intervento, l’amministrazione ha venti giorni dal ricevimento di detto parere per provvedere al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

Qualora, invece, siano decorsi sessanta giorni senza che il soprintendente abbia espresso parere, l’amministrazione provvede autonomamente sulla domanda presentata. La norma non prevede una sorta di silenzio-assenso, bensì la possibilità di procedere anche in assenza del parere del soprintendente.

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 Quando non è obbligatoria l’autorizzazione paesaggistica?

L’articolo 149 del Codice esclude dall’obbligo di autorizzazione paesaggistica, alcuni interventi edilizi definiti “minori”.

Fatto salvo quanto può essere specificamente disposto dal Piano Paesaggistico Regionale in merito ad aree gravemente compromesse o degradate nelle quali la realizzazione degli interventi effettivamente volti al recupero ed alla riqualificazione non richiede il rilascio di autorizzazione, sono altresì esclusi dall’obbligo:

  1. gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro conservativo ma a condizione che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici. La definizione dei suddetti tipi edilizi di intervento è contenuta all’articolo 3 del d.P.R. 380 del 2001 (il Testo Unico Edilizia), mentre per interpretare correttamente il termine “alterazione dello stato dei luoghi”, faremo successive considerazioni;
  2. gli interventi legati all’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale ma a condizione che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l’asset­to idrogeologico del territorio; in sostanza l’attività agricola ordinaria è esclusa dall’obbligo di autorizzazione, ma non l’attività più incisiva di trasformazione edilizia e della modifica dell’andamento del suolo. Per esempio, se l’aratura e lo scasso di un terreno saranno interventi liberi, non lo sarà la modifica planialtimetrica del terreno con formazione di terrazzamenti. Si può comunque ritenere che l’intervento legato all’esercizio agro-silvo-pastorale non sia esclusivo dell’imprenditore agricolo. Infatti si indica un requisito oggettivo e non soggettivo; ciò significa che chiunque avente titolo, anche privo del requisito di coltivatore diretto o imprenditore agricolo, possa legittimamente effettuare operazioni di tipo agro-silvo-pastorali;
  3. per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nelle zone boscate, purché detti interventi siano previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia (occorre verificare quanto disposto dai regolamenti forestali regionali).

Il testo è di Giulio Berruquier e Mauro Corino.

Il testo è tratto dal volume:

Autorizzazione paesaggistica: come redigere un\'istanza completa

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Giulio Berruquier - Mauro Corino , 2018, Maggioli Editore

L’opera è una guida operativa completa che fornisce ai tecnici chiare indicazioni sulla corretta preparazione e predisposizione della procedura per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica “tradizionale” (d.lgs. 42/2004 e s.m.i.) e per quella “semplificata” (disciplinata dal...


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