Appalto integrato: per gli Ingegneri va messo nell’angolo

Appalto integrato: per gli Ingegneri va messo nell’angolo

Appalto integrato? No grazie. Gli ingegneri italiano tornano a chiedere un ridimensionamento sia del ricorso all’appalto integrato sia del trasferimento dell’attività di progettazione all’interno della pubblica amministrazione.

“Volendo sintetizzare – ha detto il presidente del CNI, Armando Zambrano – la nostra formula ideale è la seguente: alla P.A. e alle Stazioni appaltanti il ruolo guida, programmazione e controllo; ai tecnici esterni la progettazione”.

Non solo, gli strali degli Ingegneri si concentrano anche sull’uso troppo disinvolto dell’appalto integrato che è causa spesso e volentieri di un aggravio dei costi di aggiudicazione. Secondo un recente studio commissionato ai ricercatori del Centro Studi del CNI, infatti, è stato dimostrato come alcuni meccanismi di assegnazione degli appalti abbiano compromesso l’efficacia del programma delle infrastrutture strategiche.

Molte criticità sono riconducibili alla tipologia di appalto con cui l’opera viene affidata e realizzata. Alcune tipologie di appalto come quello integrato o quello del Contraente Generale, da eccezioni sono diventate la regola. Proprio queste due forme di appalto hanno generato un incremento smodato dei costi in corso d’opera.

L’appalto integrato si è rivelato spesso inefficiente. In molti casi ha portato al raddoppio dei costi preventivati, in misura nettamente superiore rispetto alle opere realizzate con appalti di sola esecuzione, che rappresentano una quota minoritaria degli appalti. Nel caso della Legge Obiettivo, ad esempio, ammontano al 13% degli importi aggiudicati, a fronte di oltre il 30% delle assegnazioni effettuate con appalto integrato.

Insomma, denunciano gli Ingegneri, l’appalto integrato dovrebbe essere non solo limitato, ma anche quando se ne fa ricorso è opportuno che venga messa a gara la progettazione esecutiva, evitando quella definitiva.

Lo studio, infine, pone all’attenzione altri due aspetti significativi: le opere inserite nella Legge Obiettivo progettate internamente alla Pubblica Amministrazione generano una lievitazione dei costi in termini di varianti, superiore rispetto a quando la progettazione è esterna.

Nel primo caso l’incidenza delle varianti sugli importi assegnati è pari al 105%, a fronte del 75% nel caso di progettazione esterna.

Quando alla dinamica dei ribassi e delle varianti, questa appare sempre più perversa: maggiori ribassi in sede di offerta alimentano incrementi progressivi di costo, vanificando qualunque forma di risparmio e di gestione efficiente dell’opera.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico