Appalti pubblici: ecco la formula vincente degli Ingegneri

Per realizzare un’opera pubblica è preferibile il concorso di idee o il bando di progettazione? Dipende. Se si vuole ottenere un risultato qualitativamente valido dal punto di vista architettonico per edifici di particolare pregio o per imponenti interventi di riqualificazione sarebbe meglio seguire i dettami dell’art. 91 del codice degli appalti, che suggerisce, in via prioritaria, proprio di prediligere il concorso di idee e di architettura.

 

All’Ordine degli Ingegneri della provincia di Bologna e di quello degli Architetti sono stati necessari quasi due anni di studio sulle problematiche degli appalti nella Pubblica Amministrazione per formulare le linee guida utili all’elaborazione del Protocollo d’intesa in materia tra professionisti e Enti Pubblici. I cui contenuti sono stati discussi nel corso del convegno “Il ruolo delle professioni per la qualità degli appalti pubblici”, organizzato il 13 dicembre 2011, a Bologna,nella sala Congressi della Regione Emilia Romagna.

 

“Lo scopo dell’iniziativa – ha sottolineato Felice Monaco, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Bologna – è quella di analizzare e condividere l’attuale normativa sul codice degli appalti pubblici, le ricadute in termini di aspetti procedurali e di contenuto per intraprendere un dialogo costruttivo tra professionisti ed enti pubblici. Vogliamo approfondire lo spirito della norma e, soprattutto, stilare un protocollo d’intesa che possa facilitare l’erogazione di prestazioni di assoluta qualità, anche economicamente vantaggiose”.

 

Se, infatti, da un lato, c’è disomogeneità nell’applicazione delle procedure da parte dei Comuni, dall’altro si avverte la forte esigenza di sburocratizzare le procedure, come sostiene Maurizio Migliaccio, referente della commissione bandi per il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Bologna “l’ottica è quella di una maggior trasparenza degli atti e degli affidamenti in vari campi, appunto civile, industriale e dell’informazione”.

 

Essenziale, però, puntare, come ha ricordato Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività Produttive e Green Economy della Regione Emilia Romagna, anche sull’attrattività delle prestazioni erogate. “In tal senso – ha annunciato – intendiamo realizzare un progetto di legge che passi anche attraverso l’attrattività dei servizi come quelli dell’ingegneria e dell’architettura che vengono erogati nel nostro territorio. La qualità della vostra professionalità è un valore aggiunto per tutta la comunità”.

 

Su tutto, dunque, il ruolo imprescindibile del professionista che, come ha evidenziato Massimo Cataldi, coordinatore della commissione bandi dell’Ordine degli Ingegneri di Bologna “deve operare in un sistema di qualità ed efficacia che permetta all’amministratore pubblico di avere piena consapevolezza ed i corretti parametri di riferimento per la scelta in fase di approvvigionamento. Ma anche in quelle successive dell’esecuzione del contratto, dell’accettazione e collaudo dell’opera”.

 

Un dibattito quello emerso nel corso del convegno, realizzato con il contributo dell’avvocato Federico Ventura, all’insegna della condivisione di casi di successo già applicati in materia in Italia, come per la Provincia di Bolzano dove, già da venti anni, lo strumento del concorso di idee è pienamente collaudato. Basti pensare che il 90% delle opere progettate è stato poi, in effetti, realizzato con tempi e costi controllati. In definitiva, in modo economicamente vantaggioso.

La qualità aggiunta si può e si deve raggiungere – questo, ovviamente, l’auspicio degli Ingegneri di Bologna – attraverso la concertazione di tutti i soggetti coinvolti e, soprattutto, grazie all’applicazione e la corretta definizione delle normative esistenti.


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