Appalti ferroviari: A.I.FERR. tira le orecchie a R.F.I.

Appalti ferroviari: A.I.FERR. tira le orecchie a R.F.I.

È una vera e propria “tirata d’orecchi” quella che A.I.FERR., associazione che raggruppa numerose aziende operanti nel settore delle opere ferroviarie e civili, ha fatto a R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana), richiamando i vertici al pieno e rigoroso rispetto delle norme sugli appalti di lavori disciplinati dal Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016).

Dopo una serie di confronti su diversi aspetti critici affrontati dai due soggetti con spirito critico di collaborazione, di cui abbiamo dato conto nelle scorse settimane (leggi l’articolo), si è creato un certo livello di tensione nel rapporto tra l’associazione che rappresenta imprese, imprenditori e liberi professionisti e il principale committente di opere e infrastrutture ferroviarie italiano.

L’intervento dell’associazione, fondata a Genova nel 2019, è stato provocato dalla recente emanazione di un bando comprendente un pacchetto di interventi e lavori per un valore di oltre 110 milioni di euro da parte di R.F.I.

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Pochi lotti ad elevato valore

Nello specifico, A.I.FERR. critica la suddivisione della procedura in 15 lotti, con importi variabili tra circa 2,5 e 18,5 milioni di euro, che è stata ritenuta non in osservanza né conforme al dettato dell’art.51 del Codice, laddove dispone che “nel caso di suddivisione in lotti, il relativo valore deve essere adeguato in modo da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese”.

“La suddivisione avrebbe dovuto essere organizzata in sub-lotti di importi minori”, chiosa Marco Nani, presidente di A.I.FERR. Secondo il rappresentante dell’associazione, infatti, “sarebbe stato utile fare riferimento alle singole unità territoriali per consentire la piena partecipazione alla procedura anche da parte di realtà industriali e imprenditoriali di medie e piccole dimensioni”, di fatto escluse dai lavori per l’eccessivo peso economico di ciascun lotto e la dispersione sul territorio dei lavori da effettuare su ciascuno di essi.

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Sotto la lente le difficoltà di aggiudicazione

Ma c’è di più. Secondo Nani, infatti, la questione solleva anche un ulteriore elemento di criticità. “Sulla base di articolate considerazioni tecniche effettuate”, aggiunge il presidente di A.I.FERR., “riteniamo che, così com’è stata elaborata, la procedura possa concretamente non essere completamente aggiudicata da parte di R.F.I. con tutti i problemi che ne deriverebbero”.

A.I.FERR. ha, da ultimo, invitato R.F.I., per il futuro, a pretendere dalle proprie articolazioni operanti quali stazioni appaltanti il pieno rispetto della normativa attualmente vigente nel settore, non escludendo – in caso di futuro mancato adempimento – il ricorso anche alle previste vie legali.

A cura di Mauro Ferrarini

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