A tutte le colleghe ingegneri e donne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta alle ingegneri donne scritta dall’ing. Carla Cappiello, presidente di IdEA e candidata alla presidenza dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

 

Care colleghe romane,

 

può risultare strana l’intestazione di una lettera aperta rivolta ad una platea femminile, soprattutto quando l’argomento è quello  della professione d’ingegnere, da sempre considerata esclusiva (o quasi) dell’universo maschile.

 

Chi, come me, ha frequentato l’Università negli anni ottanta conosce bene quella strana sensazione di essere vista, se non con diffidenza, almeno con curiosità e un pizzico di incredulità  dai colleghi uomini. Per una donna, in quegli anni, scegliere di fare l’ingegnere era considerata ancora una cosa bizzarra. Oggi le cose sono cambiate, le aule di ingegneria sono piene di ragazze, ma l’ingegnere è ancora un mestiere da maschio. Così, almeno, viene percepito dalla maggioranza delle persone (e, purtroppo,  anche da molti colleghi).

 

A questo proposito, mi è risultata particolarmente gradita una mail inviatami da una collega. Vi si leggeva, tra l’altro, … cara Carla, grazie a te e alla tua determinazione, oggi, mi sento due volte orgogliosa: come ingegnere e come donna!.

 

Può sembrare un’affermazione banale, ma per noi che abbiamo faticato il doppio (prima a diventare ingegneri e poi ad essere accettate e apprezzate) non è così. Una frase come questa, al contrario, contiene tutta la nostra forza ed è rappresentativa dell’ineguagliabile sentimento che ci anima e ci ha sempre sorretto; un sentimento che può portare al riscatto di questo Paese, dove il numero delle donne che lavorano, in rapporto agli standard europei, è ancora irrisorio.

 

Da tempo sono impegnata ad apportare miglioramenti e soprattutto a valorizzare sempre più la nostra professione, ma per trasformare questo desidero in realtà c’è molto da fare e credo, sinceramente, che davvero molto si può fare: il Gruppo de I Quindici” che mi ha scelto come candidata alla Presidenza dell’Ordine degli Ingegneri è la dimostrazione che in parecchi, ormai, credono nelle doti di intelligenza, di capacità, di professionalità e affidabilità delle donne; anche e persino nel settore dell’ingegneria! È un’occasione che non deve essere sprecata, perché una donna Presidente dell’Ordine, del più grande Ordine degli Ingegneri d’Italia, avrebbe una risonanza nazionale ed estenderebbe con inimmaginabile potenza i suoi  effetti ad ogni settore di attività, ove le donne, sapendo elaborare una cultura che coniuga ragione e sentimento, concretezza e sensibilità, possono fornire un contributo prezioso alla costruzione di una struttura economica e politica più ricca di efficienza e di umanità.

 

La professione dell’ingegnere è, e deve essere, sempre più al centro di questo disegno e costituirne il mirabile trampolino di lancio. All’ingegnere moderno viene richiesto di costituire una perfetta unione tra ragione e sentimento, in quanto il suo ruolo è posto da una parte al servizio della tutela dei valori collettivi e dall’altra alla risoluzione dei problemi concreti che incombono nella vita dell’essere umano. Egli, quindi, se vuole svolgere con pienezza la sua professione, deve essere un valente tecnico, ma possedere al tempo stesso spiccate attitudini in campo giuridico, economico, psicologico e sociologico; nell’ingegnere, inevitabilmente, vive costantemente la simbiosi di più professioni. Vi chiedo chi, meglio di una donna, può riuscire a riunire in se tante qualità, facendone scaturire una amalgama professionale perfetta.

 

Per rendere effettivo tutto questo, eleggere un Presidente donna all’Ordine di Roma sarebbe un’affermazione senza precedenti e un balzo in avanti epocale. Per riuscirci c’è bisogno del vostro aiuto che, sono sicura, non mancherà.

 

Diamo vita, insieme, a nuove prospettive per l’Ordine di Roma, votiamo compatte per la lista de I Quindici e, vedrete, PARLERANNO DI NOI!!!

 

di Carla Cappiello


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