Italia eccellenza nello sport. 10 milioni di euro per “ Sport e periferie ”

Italia eccellenza nello sport. In arrivo 10 milioni di euro per “ Sport e Periferie ”

Sport e Periferie

Con lo stanziamento del Fondo “ Sport e Periferie ”, sono in arrivo 10 milioni di euro che consentiranno l’adeguamento degli impianti sportivi. Una buona occasione per far pervenire le richieste di intervento per l’anno 2018, entro le ore 12.00 del 17 dicembre 2018.

L’Italia non possiede, oggi, impianti sportivi adeguati e di livello comparabile a quello delle altre principali nazioni europee. Questa situazione riguarda gli stadi di calcio, i palazzetti dello sport e gli altri impianti sportivi polifunzionali. Eppure il nostro paese eccelle in molte discipline sportive.

Questa situazione genera conseguenze negative non solo a livello sportivo ma, inevitabilmente, anche dal punto di vista sociale ed urbanistico. Le squadre sportive italiane, anche di eccellenza, si trovano, infatti, ad utilizzare spesso impianti non adeguati e non completamente sicuri e non riescono a competere con le squadre di pari livello straniere.

La maggior parte degli impianti sportivi presenta, il problema della mancanza di un adeguamento tecnologico, come: sistemi di riscaldamento e raffrescamento non efficienti e spesso obsoleti (come i sistemi a gasolio), illuminotecnica tradizionale non a led, mancanza di sistemi di sicurezza adeguati, basso livello di diffusione sonora e scarsa connettività telematica e in fibra ottica.

Sport e Periferie. Dove viene praticato lo sport in Italia?

Da un’indagine Istat condotta nel 2007, il 61,5% degli sportivi ha dichiarato di utilizzare impianti sportivi al chiuso (palestre e piscine coperte) e il 43,3% impianti sportivi all’aperto (campi di calcio, di tennis, piscine scoperte e piste di sci alpino).

Le donne hanno evidenziato di prediligere gli impianti sportivi al chiuso (81,8% rispetto al 47,6% degli uomini), mentre tra gli uomini quelli all’aperto (56,5% rispetto al 24,1% delle donne), soprattutto per effetto del calcio.

Sono stati il 17,2%, invece, gli sportivi che hanno praticato sport in spazi all’aperto attrezzati (piste ciclabili, percorsi di sci di fondo, ecc.), mentre il 29,4%, ha praticato sport in spazi all’aperto non attrezzati (mare, montagna, lago, boschi, parchi, ecc.). Infine, il 3,9% degli sportivi ha dichiarato di praticare sport in casa; quota derivante dal dato femminile che si attesta al 5,8% e da quello maschile che si attesta al 2,6%.

Sport e Periferie

Tab. 1_ Persone che praticano sport suddivisi per motivo della pratica, sesso, classe di età e ripartizione geografica dal 1995 al 2006 (per 100 persone di 3 anni e più con le stesse caratteristiche). Fonte: ISTAT, “I cittadini e il tempo libero”, Roma giugno 2007

L’analisi per età ha mostrato delle differenze significative tra giovani e adulti (Tab.1). La pratica in impianti sportivi al chiuso è diffusa in tutte le fasce di età ma con variazioni significative: si va infatti dall’ 84,7% dei bambini di 3-5 anni al 40,1% degli sportivi con più di 75 anni.

Nel 2006 hanno praticato attività fisica in impianti sportivi all’aperto oltre il 50% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni, mentre superati i 65 anni tale quota è scesa sotto il 25%. La pratica in spazi all’aperto, siano essi attrezzati o meno, è maggiormente diffusa tra gli sportivi adulti e anziani: in particolare, hanno dichiarato di praticare sport in spazi all’aperto non attrezzati meno del 20% degli sportivi tra i 3 e i 19 anni, mentre tra gli sportivi con più di 45 anni tale quota ha superato il 40%.

Cosa prevede il Decreto Sport e Periferie?

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Individuazione dei criteri e delle modalità di gestione delle risorse del Fondo « Sport e Periferie », è stato pubblicato il 31 ottobre 2018, sulla Gazzetta Ufficiale n. 257, del 5 novembre 2018. Il bando è stato diffuso, sul sito internet dell’Ufficio per lo sport.

Le risorse destinate al fondo, sono finalizzate ai seguenti interventi:

  • ricognizione di impianti sportivi esistenti su tutto il territorio nazionale;
  • realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività agonistica, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane;
  • diffusione di attrezzature sportive con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali esistenti;
  • completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti da destinare all’attività agonistica nazionale e internazionale.

All’interno del Decreto, vengono eseguite precisazioni in merito all’equa distribuzione dei fondi sul territorio nazionale: le richieste di finanziamento aventi a oggetto impianti localizzati in una medesima regione, non possono gravare sul fondo per importi cumulativamente superiori al 10 per cento della sua capienza. Qualora l’ammontare complessivo delle richieste di finanziamento ammesse non esaurisca la capacità totale del fondo, tale percentuale è innalzata sino a concorrenza delle somme rimaste disponibili. In caso di superamento del limite le richieste di finanziamento aventi a oggetto impianti localizzati in una medesima regione sono soddisfatte in ordine di graduatoria.

L’ erogazione del contributo avverrà in modo frazionato e in proporzione agli stati di avanzamento dei lavori, certificati dal direttore dei lavori.

Le somme non assegnate all’esito dello scorrimento della graduatoria restano nel fondo e si cumulano a quelle previste per l’anno successivo.

Come avviene la procedura di selezione?

Le richieste sono presentate all’Ufficio per lo sport, a mezzo posta elettronica secondo le modalità indicate sul sito dell’Ufficio per lo Sport, entro il 17 dicembre 2018. Nei successivi 45 giorni, la commissione giudicatrice, formata da tre soggetti di adeguata professionalità, determina la proposta di graduatoria e la trasmette all’Ufficio per lo sport che provvede alla pubblicazione della stessa sul proprio sito internet istituzionale.

Il punteggio per la graduatoria verrà calcolato secondo le modalità indicate all’art. 3 del Decreto Sport e Periferie ed assegnato secondo criteri di: localizzazione, stato di avanzamento della progettazione, incidenza del contributo richiesto sull’importo complessivo dell’intervento, polifunzionalità dell’impianto e natura giuridica dell’ente titolare del diritto di proprietà dell’impianto.

In caso di parità di punteggio saranno prioritariamente finanziate le richieste di intervento localizzate in comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti.

Ad essere escluse, sono le richieste:

  • già finanziate con altre risorse pubbliche diverse da quelle di cui al presente decreto;
  • presentate da enti che siano già stati assegnatari di finanziamenti a valere sul fondo « Sport e Periferie »;
  • relative ad impianti sportivi oggetto di contenzioso giudiziario o che insistono su aree o terreni a loro volta oggetto di contenzioso giudiziario;
  • nei casi di cui all’art. 80 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
  • non siano cofinanziate in misura almeno pari al 25 per cento.

Consulta il bando Sport e Periferie 2018

Consulta il dpcm sport e periferie 31 ottobre 2018

 

Le immagini e parte del testo, sono tratti dal volume:

Sviluppo e valorizzazione degli impianti sportivi. esempi eccellenti di stadi per il calcio

Sviluppo e valorizzazione degli impianti sportivi. esempi eccellenti di stadi per il calcio


Valentina Puglisi , 2017, Maggioli Editore

“Il nostro Paese raggiunge livelli di eccellenza in quasi tutti gli sport, ma le strutture e gli impianti sportivi sono obsoleti e inadeguati dal punto di vista della sicurezza, della funzionalità e non sono idonei a rispondere alla sempre più diversificata domanda del mercato”.“Il tema...


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