Viadotto Polcevera-Genova. Issata la campata nel cantiere che non si ferma mai

Polcevera-Genova. Issata la prima parte della campata nel cantiere che non si ferma mai

Viadotto Polcevera

Le pile 5 e 6 e la parte centrale della prima campata, del nuovo viadotto, ci sono! Nella valle del Polcevera si intravede il nuovo collegamento che prenderà il posto dell’ormai demolito viadotto Morandi.

I lavori presso il cantiere che non si ferma mai, come lo ha definito Marco Bucci, procedono secondo tempi record per un’infrastruttura strategica, oltreché necessaria alla città, dall’importante valore simbolico non solo per Genova ma anche per l’Italia in cerca di riscatto dopo la tragedia.

La posa della parte centrale della prima campata dell’intero impalcato del nuovo viadotto, realizzato da Salini Impregilo e Fincantieri Infrastructure (società del gruppo Fincantieri) nella società PERGENOVA, è stata celebrata il primo ottobre 2019.

Presenti il Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, il Commissario delegato per l’emergenza di Ponte Morandi e Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il Commissario straordinario per la ricostruzione e Sindaco di Genova, Marco Bucci, l’amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo, l’amministratore delegato, Giuseppe Bono e l’Arcivescovo di Genova Cardinale, Angelo Bagnasco. Presente anche l’architetto Renzo Piano progettista dell’idea.

Il dott. Pietro Salini attraverso un’intervista realizzata dal canale della società PERGENOVA, ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture: sono la linfa del paese e del futuro, sono quello su cui noi dobbiamo investire, sono il futuro dei nostri ragazzi, sono il presente di tantissima gente che ci lavora. Qui abbiamo oltre mille persone al lavoro e significa mille famiglie che danno il loro contributo… Io spero che questo fatto si possa allargare. Ci sono veramente migliaia di posti di lavoro che possono essere creati con le infrastrutture in Italia, pensiamo solamente alla manutenzione, il che significa evitare che cose di questo tipo possano accadere”.

Anche l’ing. Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, oltre a precisare il rispetto dei tempi prefissati per la ricostruzione, ha rimarcato l’importanza delle infrastrutture e del know how italiano: “abbiamo tenuto fede a una promessa fatta meno di dodici mesi fa lavorare bene, lavorare in fretta. L’abbiamo fatto come atto di riconoscenza per una città che consideriamo casa, siamo un’azienda genovese, e abbiamo questa terra nel nostro DNA. Ma a questo ponte sta lavorando tutta l’Italia, con l’acciaio che arriva dai nostri stabilimenti dal Veneto alla Campania, con oltre 1.000 persone tra tecnici, ingegneri e maestranze provenienti da tutto il paese, un’unica grande squadra che da Nord a Sud condivide i successi e supera insieme le sfide. L’obiettivo è restituire alla città e al Paese un’infrastruttura nevralgica in tempi record. Ci piace immaginare che questa prima campata tracci simbolicamente la traiettoria da seguire, andare avanti mostrando che anche in Italia si possono costruire bene grandi opere, soprattutto quando le forze produttive di questo Paese lavorano assieme unendo know how unici e sperimentando modelli innovativi di collaborazione tra imprese e istituzioni.”

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Nuovo Viadotto Polcevera. Come è avvenuto il sollevamento?

Lo scorso primo ottobre 2019 alle 10 circa, sulle due pile complete 5 e 6, due gru hanno issato a circa 50 metri di altezza dal suolo la prima parte centrale della campata del nuovo viadotto Polcevera, lunga 50 metri e dal peso di 500 tonnellate.

Il Project Manager Director di PERGENOVA Francesco Poma (Salini Impregilo), intervistato per il canale PERGENOVA, ha descritto la fase di posizionamento della prima parte di impalcato fornendo utili dettagli tecnici che ci fanno conoscere meglio il progetto e la costruzione in atto del nuovo viadotto Polcevera.

La porzione di campata è stata trasportata dall’area di pre-assemblaggio all’area di varo da due gruppi di carrelloni semoventi. Il sollevamento a 50 metri da terra è avvenuto tramite due gru tralicciate cingolate dalla portata di 650 tonnellate ciascuna che hanno operano in tandem. Ad essere issata è stata la parte portante alla quale verranno poi aggiunti i cosiddetti remi che insieme costituiranno tutta la struttura metallica che sorreggerà la strada dalla larghezza di 30 metri (il vecchio impalcato Morandi raggiungeva circa i 18 metri).

L’esatto posizionamento della parte centrale della campata, alla quale poi verranno aggiunte le costole laterali o remi, è stato seguito da personale addetto attraverso un sistema di monitoraggio topografico, in grado di consentire, anche a distanza, il rilevamento di spostamenti infinitesimali. Anche le gru dotate di sistemi di controllo e registrazione degli spostamenti, hanno contribuito alla messa in bolla della porzione di campata.

Gru che si sono spostate su un rilevato progettato ad hoc, dotato di una portanza tale da consentire il passaggio e lo scarico del peso proprio e del carico trasportato.

L’intero viadotto sarà dotato di un’unica travata metallica pertanto via via saranno aggiunti pezzi di impalcato poi saldati l’un l’altro col fine di ottenere una intera struttura metallica lunga 1,1 chilometri che poggerà sulle 18 pile. Di quest’ultime, al momento la 4 è in fase di ultimazione, mentre la 7, la 8 e la 9 sono in lavorazione.

A detta del PMD, Poma, le maggiori difficoltà riscontrate nella progettazione e costruzione del nuovo viadotto Polcevera, hanno interessato il sottosuolo ovvero il pericolo di interferenza con i sottoservizi come gli oleodotti che servono il porto di Genova.

Tra le innovazioni tecnologiche, delle quali sarà dotato il ponte, ci sarà il sistema di monitoraggio continuo in grado di fornire quasi in tempo reale le informazioni al concessionario dell’opera, robot in grado di muoversi lungo l’impalcato e di scannerizzare lo stato di conservazione dello stesso col fine di individuare eventuali difetti. L’impalcato sarà interamente ispezionabile, come una nave, difatti il cassone in tutti i suoi angoli potrà essere raggiunto da personale addetto.

Le costole laterali della campata tra le pile 5 e 6, saranno issate dalle stesse gru che le posizioneranno in quota dove verranno bullonate con il corpo centrale. Tuttavia per le prossime campate è prevista una lavorazione a terra per poi procedere al sollevamento.

A differenza delle campate da 50 metri, il varo delle tre campate da 100 metri avverrà attraverso gli strand jack, grandi montacarichi, con tecnologia inversa a quella utilizzata per lo smontaggio del vecchio Morandi.

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Spazio Ponte per conoscere meglio il nuovo viadotto Polcevera

Con la posa della parte centrale della prima campata è stata inaugurato lo Spazio Ponte nel cuore vecchio di Genova, presso Porta Siberia, al Porto Antico. Un punto di incontro e informazione dedicato al nuovo viadotto, dove è possibile conoscere tutte le caratteristiche tecniche dell’opera ed il modello testato nella galleria del vento.

Lo Spazio Ponte è un luogo aperto e dedicato a tutti coloro che vogliono saperne di più sull’opera, dove è anche possibile interagire attraverso ricostruzioni digitali dell’infrastruttura, esercitarsi nei laboratori, immergersi nel cantiere seguendo le immagini riprese dai droni, scoprire come si costruisce un ponte.

Per approfondire tutta la cronistoria del Viadotto Morandi e la nascita del nuovo viadotto leggi lo speciale>>
Un anno di viadotto Morandi

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Foto di copertina articolo ©ANSA

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