Vetrate e risparmio energetico, la normativa e alcune soluzioni

Il tema del risparmio energetico è da alcuni anni uno dei principali focus del dibattito di politica economica e ambientale. Le numerose campagne di sensibilizzazione, a livello mondiale, e in numerosi paesi, hanno favorito lo sviluppo di un’attenzione diffusa verso questi temi da parte dell’opinione pubblica. L’aumento dell’utilizzo delle superfici vetrate nell’edilizia contemporanea obbliga pertanto i progettisti ad assumere una consapevolezza superiore delle possibilità che l’industria vetraria offre al riguardo.

In Italia negli ultimi 5 anni la legislazione è intervenuta più volte a partire dal decreto legislativo 192/2005, successivamente modificato, fino ad arrivare ai suoi decreti attuativi. Un ultimo provvedimento di quest’anno, il d.lgs. 56/2010, ha anticipato al 1° luglio i requisiti minimi di trasmittanza termica (Ug) ai quali deve attenersi una vetrata in funzione della fascia climatica, prestazioni inizialmente richieste a partire dal 2011 (leggi articolo).

D.lgs. 56/2010Valore UgValore Ug
Fascia climaticafino al 30 giugno 2010dal 1° luglio 2010
A
4,5
3,7
B
3,4
2,7
C
2,3
2,1
D
2,1
1,9
E
1,9
1,7
F
1,7
1,3

Questi valori devono essere rispettati nel caso di costruzione di nuovi edifici e di ristrutturazione e questi limiti sono ridotti del 10% nel caso si tratti di edifici pubblici o ad uso pubblico.
È evidente come anche nelle zone climaticamente più calde (Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle), le vetrate tradizionali a basse prestazioni non sono più ammissibili in termini di legge.

Un ulteriore provvedimento, il d.P.R. 59/2009, definisce l’obbligo per il progettista di adottare sistemi che riducano il carico termico dovuto all’irraggiamento solare attraverso le vetrate, al fine di ridurre il fabbisogno energetico per il condizionamento estivo degli edifici.
Questi provvedimenti, ancorché tardivi, risultano importantissimi in un paese dove il costo energetico per il raffrescamento degli edifici è superiore a quello per il riscaldamento.

La miglior soluzione tra quelle indicate dal decreto per realizzare quanto prescritto in termini economicamente vantaggiosi, è quella di adottare vetro a controllo solare, con fattore solare inferiore al 50%. Le attuali norme pertanto obbligano tutti coloro che si occupano di progettazione edilizia e di serramenti, a conoscere i sistemi più indicati per trovare la soluzione migliore, studiando caso per caso.

Alcune soluzioni
Sulla base di questa situazione, Pilkington, parte dal gruppo giapponese NSG Group, uno dei maggiori produttori mondiali di vetro e prodotti in vetro per l’edilizia, propone alcune soluzioni adatte ai progettisti che operano in Italia. Tra queste il nuovo Solar-E™, particolarmente indicato per rispondere alle nuove esigenze del mercato italiano e, in generale, dei paesi a clima mediterraneo.
Questo prodotto assicura una bassa riflessione luminosa, unitamente a bassa emissività e un ottimo controllo solare per minimizzare gli effetti nocivi del surriscaldamento di un edificio.

Per le sue caratteristiche è un prodotto che può essere utilizzato senza dover ricorrere a ulteriori prodotti basso emissivi. Infatti, accoppiato in vetro camera con prodotti abbastanza comuni, consente di raggiungere un livello di trasmittanza termica Ug di 1,5 W/m²K, cioè una efficienza ottima in quasi tutta Italia.
Per le province più fredde, è possibile soddisfare esigenze di trasmittanza termica fino a Upari a 1,0 W/m²K  abbinandolo nella vetrata isolante a Pilkington Optitherm™ S3 o di Pilkington Optitherm™ S1. L’abbattimento del fattore solare di Solar-E™ è sempre inferiore al 50% (fino al 30% con Pilkington Optitherm™ S1 come seconda lastra), come prescritto dalla nuova regolamentazione.

Gli ambiti di applicazioni vanno dall’edilizia commerciale alle grandi facciate. Per la sua resistenza superficiale del rivestimento, è adatto a essere impiegato in facciate complesse: facciate strutturali, doppie pelli, fissaggi puntuali, vetrate curve.


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