Verde energetico

Che la vegetazione nelle città serva per dare sollievo agli occhi, nonché ai polmoni si sa. Infatti tutti sono coscienti che il colore riposante la vista per eccellenza è il verde, così come tutti sanno che grazie al processo della fotosintesi clorofilliana le piante assorbono la CO2 per trasformarla in zucchero necessario alla loro sopravvivenza e restituiscono quale sottoprodotto l’ossigeno. Insomma, fungono da depuratori o da accumulatori di anidride carbonica.

La CO2 è un gas serra, ovvero uno dei principali responsabili dell’aumento della temperatura atmosferica. E infatti, non a caso, tra gli obiettivi del Protocollo di Kyoto vi è quello di far ridurre ai Paesi industrializzati e a quelli a economia in transizione del 5% le emissioni antropogeniche di gas serra tra il 2008 e il 2012.

Il processo di urbanizzazione del territorio viene ormai sempre accompagnato da una progettazione del verde, sia per fini estetici, ma soprattutto per rendere vivibile lo spazio urbano. Quando si dice vivibile non si intende solo dal punto di vista di impatto visivo, ma anche di salubrità dell’aria. Le piante infatti sono in grado di far scendere la quantità di microinquinanti viceversa presenti in atmosfera, quali il monossido e il diossido di carbonio, l’ozono, il monossido e il diossido di azoto, il diossido di zolfo e il particolato PM10. Ma anche le particelle degli inquinanti più grossolani vengono fisicamente intercettate dalla vegetazione, che in questo caso funge da barriera contro cui depositarsi. Pertanto maggiore è la superficie vegetale, maggiore è l’attrito che l’aria carica di inquinanti incontra.

Ma ci sono altri benefici nell’avere aree urbane verdi.

Sicuramente non è possibile controllare la temperatura, il vento e altri agenti atmosferici, ma determinati accorgimenti progettuali attorno all’edificio possono modificare il clima attorno lo stesso. La vegetazione diffusa permette indirettamente di ridurre l’energia altrimenti impiegata per riscaldare e raffrescare. Secondo uno studio accurato si è potuta stimare una riduzione delle spese invernali sino al 15%, e sino al 50% per quelle estive.

Per comprendere meglio occorre focalizzare i modi in cui una casa può acquistare o cedere calore:
1. infiltrazioni d’aria, ovvero passaggio d’aria attraverso crepe, fessure attorno alle porte e alle finestre, attraverso porte e finestre aperte. Perdite medie di calore: 20-30% durante l’inverno;
2. conduzione di calore: attraverso i materiali che costituiscono la casa. Controllare la differenza di temperatura tra la parte interna ed esterna delle superfici di muri, pavimenti e tetti, nonché controllare i movimenti dell’aria, rappresentano le maggiori possibilità di ridurre le perdite per conduzione. Conduzione di calore = oltre il 50% dello scambio totale di calore tra interno della casa e ambiente esterno;
3. radiazione solare: il calore viene trasmesso all’interno della casa attraverso la penetrazione dei raggi solari. L’inclinazione dei raggi solari è fondamentale per capire quanta energia entra all’interno della casa. Ad esempio, se i raggi colpiscono una lastra di vetro (finestra) perpendicolarmente, oltre il 90% dell’energia entra. Man mano che l’angolo di incidenza della luce solare diminuisce, aumenta la quantità di energia che viene riflessa all’esterno.

Le piante, disposte in modo adeguato attorno all’edificio, possono interferire con i precedenti metodi di scambio di calore della casa con il mondo esterno. Difatti la vegetazione può costituire un efficace azione di ombreggiamento durante i mesi estivi (mitigando l’effetto della radiazione solare) e di protezione dai venti freddi in inverno (mitigando gli effetti dovuti all’infiltrazione d’aria e/o di conduzione termica).

Attualmente le principali applicazioni delle piante nella progettazione del giardino che hanno contribuito ad un notevole risparmio di energia sono:
1. l’utilizzo di piante per ombreggiare;
2. i frangivento;
3. le siepi o piante isolate intorno alle mura perimetrali.

Quindi da oggi in poi quando guardiamo il nostro giardino non vediamo solo un impegno nel dover curarlo, ma cominciamo a pensarlo come un prezioso salvadanaio: ogni pianta scelta con cura può far risparmiare sulle bollette!

Articolo dell’ing. Roberta Lazzari

Fonti:
www.myGreenBuildings.org
www.cespevi.it


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