Ventilare: tetti e facciate

Al pari degli uomini, anche gli edifici si vestono, o meglio si rivestono. Ed esattamente come noi, cercano innanzitutto di risultare gradevoli allo sguardo, senza però perdere di vista gli aspetti tecnici, quali non lasciar passare umidità, scegliere un pacchetto isolante idoneo al fine di non dover spendere troppa energia per mantenere un ambiente confortevole al proprio interno e così via.
E al pari delle scarpe o delle magliette che lasciano respirare la pelle, nel mondo dell’edilizia sempre più si sente parlare di facciate o tetti ventilati.

I vantaggi delle facciate ventilate sono numerosi:
– la parete esterna protegge la struttura dagli eventi meteorologici (pioggia, neve ecc.)
– un corretto dimensionamento (ed ancoraggio) permette di compensare le eventuali dilatazioni/ritiri del rivestimento, senza intaccare la struttura interna
– la parete esterna non necessita di particolari trattamenti e i pannelli possono essere facilmente sostituiti
– l’intercapedine di ventilazione tende a neutralizzare le differenze di reazione degli elementi edili alle sollecitazioni del clima esterno
– le possibilità di isolamento termico sono molteplici, potendosi adattare ai diversi tipi di regolamento edilizio e alle diverse richieste di ogni edificio
– il rivestimento rispetta gli standard antincendio dei regolamenti edilizi

Il tetto ventilato, invece, costituisce un particolare modo di organizzare i componenti della copertura al fine di ottenere sempre un moto ascensionale dell’aria ma questa volta al di sotto del manto finale. In pratica l’aria più fresca proveniente dall’esterno, entrando dalla zona della gronda, si riscalda durante il tragitto sotto i coppi o le tegole, e fuoriesce dal colmo dopo avere sottratto il calore all’interno. Questo contribuisce al miglior funzionamento estivo dell’isolamento termico di tutto il pacchetto copertura e, infine, al risparmio energetico.
Se non è prioritaria l’esigenza di un’efficacie ventilazione estiva, e laddove vi siano lunghi periodi con ambiente umido, si possono adottate coperture che assicurano lo smaltimento di eventuale vapore d’acqua accumulatosi nella copertura, sia in inverno che nelle stagioni intermedie, con uno spessore dell’intercapedine idoneo. Risulta opportuno evitare il collegamento tra gli strati di falde orientati in modo opposto, per ridurre gli effetti negativi dovuti al vento.

Senza dover scendere nei dettagli costruttivi delle varie tipologie di pareti e tetti ventilati (ricavabili nei manuali o su internet) occorre dire una cosa : non tutte le ciambelle escono con il buco, ovvero non sempre queste scelte innovative portano con loro dei risultati soddisfacenti.
Personalmente mi è capitato di vedere appartamenti con tetti ventilati “imbottiti” di strati isolanti al fine di poter limare un po’ l’effetto Sahara d’estate e Alaska d’inverno, in quanto progettati bene e realizzati male o progettati male e realizzati peggio. Oppure mi è capitato di sentire lamentele di chi lavora in strutture dotate di doppia pelle per i medesimi effetti.
Anche in questo caso quindi appare evidente che il ruolo del progettista e quello delle maestranze è fondamentale, al pari di quello del sarto!

Articolo dell’ing. Roberta Lazzari

Fonti
Esse5.com (foto)
Costruire 2009 – Pregi tecnici ed estetici della facciata ventilata
www.tettiventilati.it
http://www.softwareparadiso.it/studio/parliamotetto_ventilato.html


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