Valutazione Impatto Ambientale, stop al “passo di lumaca” della p.a.

Sebbene il miglior modo che ha la pubblica amministrazione per verificare e valutare il possibile impatto ambientale di un progetto o intervento sia quello di avere a disposizione il maggior numero di informazioni e una precisa e dettagliata pianificazione, non è consentito ritardare l’iter amministrativo sulla VIA in attesa che gli enti pubblici competenti adottino e poi approvino i rispettivi piani urbanistici e/o territoriali, se da questa attesa possa derivare lo sforamento dei termini prescritti dalla legge per lo svolgimento del procedimento amministrativo.

In questi termini si è pronunciato il T.A.R. Puglia (sentenza 3502/2010) nel decidere su una vicenda che aveva visto l’autorità provinciale, competente in materia di valutazione di impatto ambientale, ritardare la procedura di verifica preventiva (c.d. screening, a cui si ricorre per verificare, in via preliminare, l’assoggettabilità o meno di un certo progetto al giudizio di compatibilità ambientale) in attesa della delibera regionale di definitiva approvazione del piano regolatore per l’installazione di impianti eolici (c.d. PRIE).

Come consentito dai giudici amministrativi: “ben può l’amministrazione pronunciarsi sulla valutazione ambientale anche in mancanza del PRIE, la cui tardiva approvazione da parte degli enti locali finirebbe col costituire una soprassessoria senza limite di tempo non consentita dall’ordinamento in materia”.

Fonte L’Ufficio Tecnico, Maggioli Editore


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