Una nuova figura per la Safety: l’Animatore della Sicurezza

Alla vigilia della Giornata mondiale della Sicurezza e della Salute sul luogo di lavoro (28 aprile 2011), è stata diffusa la notizia che negli impianti produttivi della Campania della Calcestruzzi, primo produttore di calcestruzzo preconfezionato in Italia e parte del Gruppo Italcementi, sono stati raggiunti i due anni senza infortuni (leggi anche su Impresedili.it Calcestruzzi senza infortuni da 2 anni negli impianti in Campania). Al di là del risultato raggiunto, particolarmente significativo considerando il tipo di lavorazioni che si svolge negli impianti di betonaggio, si apprende che questo obiettivo è solo l’ultimo di una serie positiva nell’ambito della sicurezza sul lavoro, raggiunto grazie a Zero Infortuni.

Il progetto, implementato in questi anni dal Gruppo di Bergamo in tutto il mondo, si avvale di una nuova figura: l’Animatore della Sicurezza. Per scoprire qualcosa di più su tutto questo, anticipiamo uno stralcio dell’intervista, che sarà pubblicata sul n. 3-4/2011 della rivista Progetto Sicurezza con Gionata Cinquanta, responsabile ambiente, salute e sicurezza di Calcestruzzi e Franco Bartesaghi, responsabile della direzione Compliance di Calcestruzzi.

Progetto Sicurezza. Partiamo dalla Campania. Due anni senza infortuni nei siti produttivi della Regione sono un successo importante: su quanti impianti si è raggiunto questo traguardo?
Gionata Cinquanta. I due anni senza infortuni non hanno riguardato una parte degli stabilimenti, ma l’insieme dei complessi produttivi situati nel territorio. Parliamo dunque di tutti e sette i siti di produzione che si trovano entro i confini della Regione Campania.

Progetto Sicurezza. Quanti lavoratori sono coinvolti in questo risultato?
GC. I dipendenti di Calcestruzzi in Campania sono circa una trentina, ma il risultato dello “Zero infortuni” ottenuto comprende anche l’indotto, che interagisce e lavora “con” e “nei” siti di produzione del territorio. Vanno quindi conteggiati, per esempio, anche gli operai delle imprese appaltatrici e i visitatori. Arriviamo così a considerare protagonisti di questo successo oltre un centinaio di persone. E quello della Campania non è che l’ultimo di una serie di performance notevoli, che Calcestruzzi ha raggiunto sul fronte della tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.

PS. Immaginiamo che queste prestazioni di tutto rispetto derivino dall’applicazione del vostro progetto Zero Infortuni. Possiamo saperne qualcosa di più?
GC. Zero Infortuni nasce undici anni fa, nel 2000, e affianca  quanto già messo in atto nell’ambito delle normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro dai singoli Paesi. È applicato non solo da Calcestruzzi ma anche da tutte le aziende del Gruppo Italcementi a livello mondiale. Si mira a fare della Sicurezza un valore di Gruppo e sviluppare una vera e propria cultura d’impresa in materia di prevenzione degli infortuni. In estrema sintesi, tutto questo si traduce nello sforzo di ridurre il più possibile il numero di infortuni, fino a raggiungere il risultato di “Zero infortuni”, appunto. Alla base del progetto si possono individuare tre pilastri: Sicurezza come valore aziendale, Cultura della Sicurezza e Comportamenti.

PS. In Calcestruzzi è stata introdotta  una figura del tutto nuova: l’Animatore della Sicurezza. Di chi si tratta?
Franco Bartesaghi. L’Animatore della Sicurezza è una figura di staff, che non coincide necessariamente con il RSPP. Ovviamente è un ruolo che richiede una profonda conoscenza dei temi inerenti la sicurezza sul lavoro e a cui viene conferito il compito di mantenere costantemente viva l’attenzione sul progetto Zero Infortuni. L’Animatore è colui che, per esempio, esegue gli I-SAFE a cui accennava il collega Gionata Cinquanta, gestisce le attività di analisi degli infortuni e dei quasi-infortuni, visita gli impianti e monitora costantemente gli aspetti della sicurezza e della tutela dei dipendenti e degli appaltatori.
Oggi Calcestruzzi ha sette Animatori della Sicurezza: uno per ogni zona nella quale l’azienda ha diviso il territorio in cui opera (cinque zone di produzione del calcestruzzo e due zone per le attività di estrazione degli inerti dalle cave). Abbiamo però anche attivato un programma di addestramento e formazione, grazie al quale circa una cinquantina di altri dipendenti (dai capi-area alle maestranze di stabilimento) potrebbero rivestire il ruolo di conduttori dell’I-SAFE.


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