Un corso per progettazione di impianti geotermici

La climatizzazione degli edifici mediante il sistema a pompa di calore e reservoir geotermico è oggi un’opzione concreta, verosimilmente la più interessante dal punto di vista tecnico, economico e ambientale per chi deve progettare o ristrutturare un impianto di riscaldamento/condizionamento.

Parlare genericamente di geotermia richiama subito alla mente alte temperature, fluidi con pressioni elevate, grandi profondità e produzione di energia elettrica. È invece abbastanza limitata la conoscenza dei sistemi di climatizzazione a reservoir geotermico, che richiedono temperature “normali”: sono presenti a “bassissima” profondità, non necessitano obbligatoriamente di fluidi naturali e non servono per produrre energia elettrica. Lo sfruttamento della geotermia a bassa e bassissima entalpia, come si definisce questa fonte energetica, è un tema sino a ieri abbastanza trascurato, tanto che manca ancora una normazione specifica o una regolamentazione ad hoc, nazionale o regionale.

Negli ultimi tempi, peraltro, ha cominciato a diffondersi ed è cresciuto l’interesse per questo tipo di soluzione, che presenta obiettivamente dei vantaggi competitivi e ambientali insuperati: sfrutta una fonte di energia rinnovabile; è localmente a “emissioni 0”, perché non emette anidride carbonica, contrariamente a molte altre fonti rinnovabili come le biomasse; presenta il migliore rendimento energetico rispetto a qualunque altro sistema di climatizzazione, favorendo, quindi, sia il risparmio energetico, sia il risparmio economico. E il risparmio economico è destinato a crescere, perché occorre scontare un miglioramento tecnologico che,
soprattutto, ridurrà i costi dell’investimento iniziale. Ma forse il risparmio principale deriva dallo “sganciamento” significativo dai combustibili tradizionali e dagli idrocarburi in particolare. Infine, il costo di funzionamento di un impianto, che deriva dal suo consumo elettrico, si può addirittura azzerare: è sufficiente utilizzare dei pannelli fotovoltaici per alimentare l’impianto, attivando un contratto di compravendita dell’energia elettrica in rete. Stiamo parlando, quindi, di un impianto di climatizzazione il cui esercizio è a “emissioni 0 e costi 0”. Sembra uno slogan, ma stiamo parlando di un sistema che già esiste e funziona.

Paradossalmente il sistema si basa su componenti caratterizzate da tecnologie elementari che si possono definire tradizionali, collaudate e consolidate.
L’integrazione delle varie componenti, in un sistema finalizzato alla climatizzazione, è invece ancora tema di valutazione ed approfondimento per le significative varianti progettuali che possono essere proposte. L’informazione in Italia sul tema della climatizzazione a pompa di calore e reservoir geotermico non ha ancora una diffusione commisurata alla sua rilevanza energetica ed economica. Spesso anche il livello di competenza degli operatori non è soddisfacente. Occorrono quindi dei corsi e dei testi che consentano una corretta spiegazione di che cosa si tratti; di come si possano valutarne costi e benefici; di come si faccia a realizzare un impianto.

Per approfondire e sviluppare questi e altri temi il Comitato termotecnico italiano, in collaborazione con l’UNI, organizza per il 27 maggio prossimi (vai alla presentazione dell’evento) un corso di carattere didattico/teorico/divulgativo in quanto intende fornire le basi scientifiche e tecnologiche di un impianto a pompa di calore e reservoir geotermico, porgendole in maniera intuitiva e sintetica e toccando l’ampia gamma di problematiche che debbono essere affrontate in occasione della realizzazione di un impianto di climatizzazione a bassa entalpia.

Fonte: CTI e UNI
Vai alla presentazione dell’evento

Casi di cantiere:
Ristrutturazione – Applicazione di circuito geotermico chiuso a sonde verticali
Integrazione – Fotovoltaico e geotermico in palazzina


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