Tutela infortunistica Covid-19: circolare Inail fornisce prime indicazioni

Tutela infortunistica Covid-19: circolare Inail fornisce prime indicazioni

tutela infortunistica covid-19

Circa la tutela infortunistica Covid-19, l’INAIL si è espresso attraverso la circolare n.13 del 3 aprile 2020.

Oggetto del documento è: “Sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il conseguimento delle prestazioni Inail. Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro. Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”. Articolo 34, commi 1 e 2; articolo 42 commi 1 e 2”.

Con la circolare n.13, vengono definite le prime indicazioni in merito all’applicazione delle ultime disposizioni governative per rispondere all’emergenza sanitaria ed economica da Covid-19. Nello specifico per quanto riguarda l’articolo 34 e i commi 1 e 2 dell’articolo 42 del D.L. 17 marzo 2020, n.18.

Sulla differenza tra infortunio e malattia in caso di Coronavirus avevamo già scritto ma con la nuova circolare l’istituto precisa ulteriormente come mai l’infezione da Coronavirus, contratta in occasione di lavoro, per tutti i lavoratori assicurati INAIL, è inquadrata come infortunio.

Tale definizione trova applicazione secondo l’indirizzo vigente in materia di trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie, difatti l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni su Lavoro tutela tali affezioni morbose, inquadrandole, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro perché la causa virulenta è equiparata a quella violenta.

Vediamo quali punti dettaglia la circolare.

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Tutela infortunistica Covid-19: termini prescrizione e decadenza prestazioni

Per effetto dell’articolo 42, comma 1, i termini di prescrizione e decadenza, ricadenti nel periodo dal 23 febbraio 2020 (compreso) e sino al 1° giugno 2020, sono sospesi e riprenderanno a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. In merito, la circolare dettaglia termini di prescrizione e decadenza associate alle relative prestazioni:

termini di prescrizione

triennale per

  • indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta;
  • indennizzo del danno biologico in capitale;
  • assegno una tantum in caso di morte; rendita ai superstiti;
  • assegno per l’assistenza personale continuativa (APC);
  • assegno d’incollocabilità;
  • rimborso spese mediche.

quinquennale per

  • ratei di rendita già liquidati;
  • quote integrative della rendita in godimento.

decennale per

  • rendita diretta e ratei non liquidati;
  • integrazione a carico Inail per rendita erogata dall’ istituzione belga ai minatori italiani affetti da silicosi contratta in Belgio (legge n.1115/1962).

termini di decadenza

90 giorni per

  • rendita a superstiti.

180 giorni per

  • speciale assegno continuativo ex legge 248/1976;
  • rendita di passaggio per silicosi e asbestosi.

Per quanto concerne i termini di revisione delle rendite per gli infortuni e le malattie professionali, è prevista la sospensione nella sola ipotesi in cui le scadenze relative alla decadenza annuale ricadono nel periodo che intercorre tra il 23 febbraio (compresso) e il 1° giugno 2020.

Il computo del termine riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione, ossia dal 1° giugno 2020. La sospensione in esame riguarda tutte le revisioni delle rendite, sia quelle richieste dall’assicurato sia quelle disposte dall’INAIL.

Le visite medico-legali di revisione sospese verranno riprogrammate, tenendo conto dei nuovi termini di decadenza fissati.

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Tutela infortunistica Covid-19: chi sono i destinatari?

INAIL precisa che sono destinatari della tutela assicurativa nei casi accertati di infezione da SARS-CoV-2, avvenuti in occasione di lavoro, i lavoratori dipendenti e assimilati in presenza dei requisiti soggettivi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, nonché gli altri soggetti previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all’area dirigenziale) e dalle altre norme speciali in tema di obbligo e tutela assicurativa INAIL.

La presunzione semplice di origine professionale vige, non solo per gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio, aggravato fino a diventare specifico, ma anche per coloro che svolgono attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico/l’utenza come: operatori in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi.

Si tratta tuttavia di un elenco non esaustivo e la circolare precisa:

“Le predette situazioni non esauriscono, però, come sopra precisato, l’ambito di intervento in quanto residuano quei casi, anch’essi meritevoli di tutela, nei quali manca l’indicazione o la prova di specifici episodi contagianti o comunque di indizi “gravi precisi e concordanti” tali da far scattare ai fini dell’accertamento medico-legale la presunzione semplice”.

Qualora dovessero esserci problematiche circa l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio, la tutela assicurativa viene messa in atto secondo le istruzioni per la trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie. Pertanto nel caso in cui l’episodio scatenante il contagio non possa essere provato dal lavoratore o sia ignoto, l’accertamento medico-legale seguirà l’ordinaria procedura privilegiando essenzialmente i seguenti elementi: epidemiologico, clinico, anamnestico e circostanziale.

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Tutela infortunistica Covid-19: è possibile usare i mezzi pubblici per recarsi al lavoro?

La circolare n.13 sulla tutela infortunistica Covid-19 approfondisce anche la situazione dell’infortunio in itinere, disciplinato all’art. 12 decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38.

L’assicurazione infortunistica opera non soltanto sugli incidenti da circolazione stradale ma anche sugli eventi di contagio da nuovo Coronavirus accaduti durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro. In tali situazioni il dato epidemiologico guida il riconoscimento medico-legale.

La risposta alla domanda sull’uso dei mezzi pubblici è negativa. In merito all’utilizzo del mezzo di trasporto, la circolare è chiara: “poiché il rischio di contagio è molto più probabile in aree o a bordo di mezzi pubblici affollati, al fine di ridurne la portata, per tutti i lavoratori addetti allo svolgimento di prestazioni da rendere in presenza sul luogo di lavoro è considerato necessitato l’uso del mezzo privato per raggiungere dalla propria abitazione il luogo di lavoro e viceversa.

Tale deroga vale per tutta la durata del periodo di emergenza epidemiologica, secondo le disposizioni e i tempi dettati in materia dalle autorità competenti. Restano invariate per il resto le disposizioni impartite per la disciplina e la gestione degli infortuni in itinere”.

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