Tunnels canale di Suez: ingegneria ambiziosa nel sottosuolo

Tunnels canale di Suez: ingegneria ambiziosa nel sottosuolo

Tunnels canale di Suez

Ai tunnels canale di Suez viene ricondotto un record: quello sulla velocità di escavazione.

Non suona straordinario perché alla grande opera di ingegneria idraulica sono riconducibili numeri e risultati di rilevanza non solo ingegneristica ma anche sociale. Difatti l’inaugurazione del canale di Suez, avvenuta nel novembre del 1869, ha segnato un grande cambiamento nella storia commerciale a livello mondiale.

Il canale artificiale navigabile che taglia l’istmo di Suez rese possibile la navigazione diretta nel Mediterraneo, evitando la circumnavigazione dell’Africa. Quest’anno la grande opera compie 150 anni e ad essere state coinvolte nella nascita ed evoluzione del Canale egiziano sono state anche maestranze e menti italiane.

L’opera idraulica, nel corso degli anni, ha subito cambiamenti ed evoluzioni per migliorare sempre di più i collegamenti tra oriente ed occidente. Un’opera che nel 2015 vide l’inaugurazione del raddoppio, strutturato per consentire la navigazione lungo le due direzioni opposte. Gli interventi attuati per l’ampliamento, hanno contribuito all’aumento delle merci in transito nel Canale di Suez. Il 2018 è stato un anno record per via del numero di navi , oltre 18 mila con un +3,6%, e di cargo trasportato, 983,4 milioni di tonnellate ovvero un +8,2%. Dati diffusi da Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) del Gruppo Intesa San Paolo nel corso di un convegno a Napoli,tenutosi lo scorso febbraio.

Oggi, si torna nuovamente a parlare del canale di Suez e questa volta per via del progetto del collegamento della penisola di Suez con il resto dell’Egitto garantito dai tre tunnels a Port Said, tre tunnels in Ismailia e, in futuro, tre tunnels nella città di Suez. Opere nate con l’obiettivo futuro di attraversare in soli 10 minuti il Canale di Suez.

Tunnels canale di Suez: progetto ambizioso, realizzazione italiana

Per la realizzazione dei due tunnels canale di Suez, nell’area di Ismailia, è stato individuato, come appaltatore, un Consorzio di imprese formato da Petrojet – Petroleum projects and technical consultations company e da Concord – concord for engineering & contracting.

Le società egiziane hanno intrapreso una collaborazione con due imprese europee specialiste a livello mondiale per la realizzazione di gallerie: la francese Razel-Bec e la Cooperativa Muratori e Cementisti (C.M.C.) di Ravenna. Il contratto di Subappalto a cui partecipa l’italiana C.M.C. riguarda la realizzazione di due tunnels autostradali, dalla lunghezza di 4.840 metri e diametro di 11.40 metri.

Tunnels canale di Suez

Realizzazione tunnels stradali_©Cooperativa Muratori & Cementisti

Tuttavia non si tratta della prima opera sotterranea realizzata dalla cooperativa ravennate che nell’area di Suez, realizzò l’opera idraulica del sifone El Salaam verso la fine degli anni Novanta articolata in quattro distinti tunnel collegati dalle strutture di presa e di restituzione realizzate in cemento armato. Ciascun tunnel, dell’opera idraulica che serve l’acqua del Nilo nel Sinai, è lungo 750 metri e presenta un profilo altimetrico costituito da un primo tratto in discesa lungo 200 metri, un tratto intermedio in piano lungo 350 metri ed ulteriori 200 metri in salita.

Tunnels canale di Suez

Sifone El Salaam_©Cooperativa Muratori & Cementisti

Leggi anche: TBM -Tunnel Boring Machine. Catherine, Bertha e Federica: le talpe delle gallerie

Record di escavazione e tecniche per astronauti

Il progetto prevede, oltre allo scavo delle due gallerie, la realizzazione di 10 collegamenti tra le gallerie stesse.

I due tunnels canale di Suez scavati con due TBM Mix-shield (slurry), dal diametro di circa 13 metri sono stati lo scenario di applicazione di innovative soluzioni tecniche.

La sostituzione dei dischi di taglio della TBM, come riportato da Ansamed hanno consentito di “ottenere, e certificare, il record del mondo per produzioni mensili per tunnel con diametri simili a quello di Ismailia” con una massima produzione giornaliera è stata di 34 metri, quella settimanale di 206 metri e la mensile di 628 metri.

Le operazioni di scavo del primo tunnel sono partite nel giugno 2016 e sono terminate il 4 dicembre 2017. Il completamento del secondo tunnel è avvenuto nel giro di un anno e mezzo. Il record di escavazione è stato possibile grazie alla meccanizzazione.

La manutenzione della testa della talpa TBM ha richiesto l’operatività dei tecnici in una “camera iperbarica”, man lock, per periodi di tempo fino a 28 giorni. Gli specialisti, paragonabili a degli astronauti, hanno usufruito di una speciale capsula, living chamber pressurizzata a 6 bar, posta fuori dal tunnel, composta da locali e servizi.

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