Travi reticolari e Ntc

Il percorso verso un rigoroso inquadramento normativo delle Travi reticolari miste è ormai a buon punto. Ad affermarlo è un recente comunicato di Assoprem, l’associazione nazionale produttori travi reticolari miste.

A gennaio di quest’anno, dopo aver analizzato il problema in alcuni mesi di attività, la Commissione nominata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, rifacendosi a tipologie già consolidate nella normativa e nella letteratura nazionale e internazionale, ha individuato tre categorie in cui possono essere comprese le Travi reticolari miste:
a) strutture composte acciaio-calcestruzzo;
b) strutture in calcestruzzo armato;
c) strutture ibride.

Sempre secondo la Commissione, delle tre categorie sopra indicate, le prime due non sembrano ricadere nell’ambito di applicazione del punto 4.6 del d.m. 14 gennaio 2008 (Norme tecniche delle costruzioni) in quanto espressamente disciplinate rispettivamente dai paragrafi 4.3 e 4.1 delle stesse norme.
La terza categoria, invece, comprendendo quelle tipologie che per principi, modelli di calcolo e materiali non possono essere comprese nelle prime due, rappresenta le strutture più innovative nel campo dell’ingegneria strutturale, per le quali le Ntc e gli Eurocodici non hanno previsto specifiche regole di progettazione.
Per questo motivo la Commissione ministeriale sta preparando delle linee guida per la progettazione e l’esecuzione di tale tipologia di travi, nelle quali saranno stabiliti i criteri di accettabilità adottati dal Servizio tecnico centrale.
Dalle prime indicazioni della Commissione ministeriale, i produttori saranno chiamati a presentare, per la terza categoria di travi:
1) un’adeguata sperimentazione su campioni e modelli sia relativamente alla prima fase sia alla seconda fase, riguardanti le condizioni di esercizio e ultime, con riferimento anche ai principi della progettazione assistita da prove (EN1990, Appendice D);
2) modelli di calcolo attendibili e giustificati dalla sperimentazione di laboratorio e, ove possibile, numerica;
3) idonee procedure di controllo del processo di produzione.

Nella cornice delineata dalla Commissione, s’inseriscono anche gli obiettivi del Gruppo di Lavoro (GdL) promosso da Assoprem e coordinato dal CIS-E, che condivide la classificazione nelle quali possono rientrare le Travi reticolari miste con particolare attenzione alla più diffusa: la categoria c) quella contenente tutte le tipologie che non possono rientrare nelle prime due per il mix di materiali impiegati o comunque perché sfruttano le peculiarità di queste strutture, necessitando di modelli di calcolo non convenzionali che devono essere validati attraverso la sperimentazione.
Secondo quanto indicato dall’associazione costruttori acciaio italiani (Acai) e dall’esposizione del professor Di Marco (di cui si può leggere l’intervista sul numero di marzo del tabloid Ingegneri), poi, si deduce che le travi dei produttori aderenti alla neonata Sezione di Acai (per un cui approfondimento rimandiamo sempre al numero di marzo del tabloid Ingegneri) rientrano unicamente nella categoria a) che si riferisce ai punti 4.2 e 4.3 delle Ntc.
Assoprem condivide l’individuazione delle tre categorie, ma ritiene che il collocamento più diffuso per la maggioranza delle Travi Prem presente oggi sul mercato è sicuramente nella categoria c), la più innovativa, e costringere le Travi reticolari miste nelle sole categorie a) e b) significherebbe penalizzare le caratteristiche peculiari dei materiali e delle morfologie messe a punto, non riconoscendo l’estrema potenza ed efficacia delle stesse.

Leggi anche
Norme tecniche per le costruzioni: parla Giancarlo Coracina di Acai

Sito dell’Assoprem
Sito dell’Acai


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