Trattamenti biologici innovativi a letto mobile e a membrana

Molti piccoli impianti di depurazione esistenti necessitano di un potenziamento per i limiti allo scarico divenuti più restrittivi o perché sovraccaricati o per entrambe le cause. Ove lo spazio disponibile è limitato la scelta va orientata verso tecnologie innovative che permettono di ottenere elevate rese depurative con ingombri limitati. Fra queste tecnologie meritano senz’altro evidenza i processi a biomassa adesa a letto mobile e i processi biologici a
membrana.

Processi a letto mobile – Generalità
Nei processi a letto mobile la biomassa aderisce in forma di biofilm a corpi di riempimento in materiale plastico mantenuti in movimento nel liquame all’interno di vasche; queste sono costruttivamente analoghe ai reattori a fanghi attivi e sono munite di griglie di contenimento per evitare la fuoriuscita dei supporti. La movimentazione è operata dalla stessa insufflazione dell’aria nei reattori aerobici, con mezzi meccanici nei reattori anossici e anaerobici. L’elevata attività del biofilm permette di ottenere rese depurative elevate con concentrazioni di biomassa e tempi di residenza inferiori a quelli tipici dei fanghi attivi, e la turbolenza continua mantenuta in questi reattori evita i rischi di intasamento dei reattori a biomassa adesa con riempimento fisso.
Con i reattori a letto mobile è possibile eseguire tutte le fasi del trattamento biologico dei liquami (predenitrificazione, ossidazione, nitrificazione, post-denitrificazione) realizzando impianti multistadio con biomasse specializzate in ogni vasca. Essi sono quindi molto versatili sia nella versione a biomassa adesa pura (solo biofilm) sia nella versione ibrida (biofilm e fango attivo nella stessa vasca). [1, 2, 3] Le applicazioni dei processi a letto mobile sono principalmente di quattro tipi:
– trasformazione totale o parziale delle vasche a fanghi attivi esistenti in reattori a letto mobile ibrido;
– realizzazione di reattori a letto mobile a biomassa adesa pura a valle dei sedimentatori secondari (nitrificazione terziaria, denitrificazione terziaria);
– realizzazione di nuove filiere biologiche a biomassa adesa pura o ibrida;
– realizzazione di trattamenti di sgrossatura per reflui industriali concentrati.

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L’articolo è tratto dall’intervento dell’ing. Marco Falletti et alii, tenutosi a Padova in occasione dell’edizione 2009 di Hydrica, Salone internazionale delle tecnologie per l’acqua

 


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