Terremoto, il bilancio dopo 45 giorni

Alla Rose School di Pavia il 21 maggio scorso Mauro Dolce della Protezione Civile, inaugurando il IX Seminario per gli studenti dei corsi post-laurea in ingegneria sismica, ha fornito alcuni dati significativi del lavoro svolto nel post emergenza in Abruzzo.

È quella del 20 maggio la scossa registrata in Abruzzo di minore intensità dopo la lunga sequenza di sciame sismico verificatosi dopo il terremoto del 6 aprile.
Nessun facile ottimismo ma solo il quadro aggiornato sulle statistiche relative all’evoluzione del fenomeno”. Ad affermarlo è Mauro Dolce, direttore generale dell’Ufficio valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico del Dipartimento della Protezione Civile che ha aperto i lavori della IX Edizione del Seminario internazionale della Rose School di Pavia, annuale appuntamento per gli studenti dei corsi post-laurea del Centro di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica  (Fondazione Eucentre).

In una fase ancora così delicata è fondamentale “agire con tempestività e efficienza” a favore della popolazione locale. Attualmente sono 31.000 le persone alloggiate nelle tende e 35.000 nelle strutture alberghiere della costa, a fronte di una situazione iniziale che registrava 35.000 sfollati nei campi tenda e 26.000 negli alberghi.
Con l’aumento – anche in Abruzzo – della temperatura la maggiore preoccupazione è quella di fornire  assistenza soprattutto ai più deboli. Proprio in questi giorni la Protezione Civile ha provveduto a far arrivare 5.000 condizionatori d’aria. Ma al di là della stretta emergenza continua l’opera di valutazione dell’agibilità degli edifici. Dal 7 al 18 maggio sono stati ispezionati 40.758 (una media di circa mille edifici al giorno) di cui 38.034 privati e 915 pubblici (43 ospedali, 139 caserme, 450 scuole, 1181 attività produttive).

Le verifiche
Le verifiche effettuate mostrano che il 52% degli stabili risulta agibile, il 14% agibile con piccoli provvedimenti, il 25% inagibile. Per quanto riguarda il patrimonio culturale su 850 ispezioni il 29% risulta agibile, il 14,5% agibile con provvedimenti, il 44,2% inagibile.
Rispetto al delicato capitolo della ricostruzione Mauro Dolce ha illustrato il piano C.A.S.E. elaborato dalla Fondazione Eucentre in collaborazione con la Protezione Civile, che prevede la realizzazione di edifici antisismici, sostenibili ed ecocompatibili distribuiti in venti zone del territorio, in vicinanza dei centri abitativi che possono ospitare tra le venticinque e le trenta famiglie. Prerogativa del piano è quella di evitare il passaggio, come è accaduto nel terremoto del 1997 in Umbria e Marche, nei container, in modo da trasferire le persone dalle tende alle abitazioni in attesa che si completi la fase di ricostruzione delle case danneggiate dal sisma.

Fonte Eucentre


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