Sunerg Solar: “Per il settore c’è bisogno di sostegno”

Il fotovoltaico non può fare a meno di un’attenta politica di incentivi, pena il rischio di allontanare potenziali clienti e ridimensionare lo sviluppo di un settore che, al contrario, deve ancora crescere ed esprimere le sue potenzialità. Ne abbiamo parlato con Sara Lauri, dell’ufficio marketing di Sunerg Solar, azienda umbra pioniera delle energie rinnovabili e sul mercato da oltre trent’anni.

Ingegneri. I tagli alle tariffe del Conto Energia fanno paura?
Sara Lauri. Paura no. Certo, il timore di tagli drastici all’attuale Conto Energia si avverte sia da parte degli operatori di mercato, quali Sunerg, sia dai potenziali utenti finali.

Ingegneri. Perché?
SL. Questo timore è causato dal fatto che, soprattutto nel nostro Paese, il fotovoltaico si è sviluppato grazie agli incentivi, e nel caso di una drastica riduzione degli stessi, probabilmente si assisterebbe a un calo della domanda. Ciò premesso, ritengo che la nostra azienda abbia ormai raggiunto una posizione consolidata e le nostre capacità imprenditoriali, di adeguamento e flessibilità ci consentirà di affrontare serenamente i cambiamenti del mercato di settore.

Ingegneri. Certo non aiutano le dichiarazioni del Governo sul ritorno al nucleare …
SL. È indiscusso che la tecnologia fotovoltaica non potrà mai garantire l’intero fabbisogno energetico di una nazione come l’Italia e quindi risulta essere indispensabile prendere provvedimenti anche all’infuori delle energie “pulite”. Questo però non deve essere un intralcio allo sviluppo delle energie eco-compatibili.
Credo che le aziende e le associazioni di settore dovranno sollecitare il governo a garantire una percentuale di energia prodotta derivante da fonti rinnovabili.

Ingegneri. Ecco, le associazioni. Come giudica la particolare situazione italiana?
SL. Non essendo ancora parte attiva delle due associazioni, Sunerg fatica a esprimere pareri sull’argomento. Senza dubbio nel 2009 si è riscontrato un buon lavoro da parte di Assosolare e GIFI nel confronto col governo.

Ingegneri. Secondo lei, perché in Italia la quota di energia da fotovoltaico è ancora così modesta?
SL. Oltre a quanto accennato sopra, è nostra opinione che i costi, il prezzo finale dell’impianto e poco cultura in materia, incidano in negativo sulla diffusione della tecnologia fotovoltaica.

Ingegneri. Eppure il settore sta conoscendo uno sviluppo notevole per ricerca e innovazioni. Come vi ponete nei confronti della ricerca?
SL. Ricerca e innovazione sono nel cuore dell’azienda dal lontano 1978, anno in cui Sunerg, tra i pionieri in Italia, iniziò a dedicarsi alle energie alternative nonostante l’investimento nel settore fosse un’utopia. Oltre ad avere un laboratorio interno, abbiamo ottenuto alcuni brevetti e siamo sempre attenti alle novità di mercato, integrando nuovi prodotti all’interno della nostra gamma per soddisfare le esigenze di un’utenza sempre più preparata ed esigente.

Ingegneri. E per i progetti futuri?
SL. Rientrano nei progetti futuri l’ampliamento della capacità produttiva (Sunerg produce moduli, strutture di fissaggio e pannelli solari termici), l’automazione del sistema produttivo, l’integrazione di macchinari e strumentazioni ecocompatibili (già disponiamo di saldatrici ad ultrasuono e saldatura a idrogeno), la creazione di prodotti/sistemi/soluzioni innovative per l’integrazione architettonica(molto richiesta nel nostro Paese) e, non ultima, l’espansione delle vendite in mercati esteri, perlopiù europei.

L’inchiesta sul fotovoltaico in Italia prosegue su queste pagine e sul numero 1-2/2010 di Ingegneri.

A cura di Mauro Ferrarini

 


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