Solai a piastra. Innovazione per sicurezza e competitività

Nel 2010 in Italia, su 526 infortuni mortali sul lavoro, il 28,1% sono accaduti nell’industria delle costruzioni e il 27,8% a causa di cadute dall’alto. In Lombardia, l’incidenza di infortuni sul lavoro è sceso dal 1999 al 2008 da 55 a 40,8 ogni 1.000 lavoratori, dato che nel territorio dell’Asl di Monza e Brianza si presenta ulteriormente in calo a 30 infortuni ogni 1.000 lavoratori. Ma, se consideriamo gli infortuni mortali sul lavoro, su 26 occorsi dal 2005 al 2009 in provincia di Monza, ben il 42% è accaduto nell’industria delle costruzioni e il 25% è dovuto a cadute dall’alto (leggi anche Cadute dall’alto: “C’era una volta il 1955”).

È questo il quadro in cui si colloca l’iniziativa di studio promossa dal Comitato Paritetico Territoriale per l’edilizia di Milano, Lodi, Monza e Brianza dal titolo L’innovazione che unisce sicurezza e competitività: i solai a piastra, svoltasi nelle due giornate di martedì 19 e mercoledì 20 aprile mattina presso l’Urban Center di Monza e la sede CPT di Milano alla presenza di oltre 150 tra imprenditori, preposti alla sicurezza e professionisti della progettazione.

Un momento di riflessione e di approfondimento con il quale il CPT, attraverso la sua divisione CPTLAB, ha presentato i risultati di una ricerca, condotta direttamente sul campo in collaborazione con l’Asl di Monza e Brianza e con Assimpredil-Ance Milano, per analizzare i motivi principali che stanno alla base degli incidenti per caduta dall’alto in edilizia e proporre una soluzione innovativa – i solai a piastra – impiegata da tempo in Europa e negli Stati Uniti, capace, al tempo stesso, di garantire maggior sicurezza ai lavoratori, ma anche minori tempi di posa e costi di realizzazione più contenuti.

Ma quali sono le cause che determinano un così elevato numero di infortuni mortali in cantiere per cadute dall’alto?
Le ha ricordate Giancarlo Perego, del Servizio Prevenzione e Sicurezza nell’Ambiente di lavoro – Asl di Monza e Brianza: “Il più delle volte perché si utilizzano le scale come postazione di lavoro, o perché si cade da impalcati o casseri. Per evitare questi rischi occorre intervenire in maniera preventiva: e le soluzioni industrializzate oggi disponibili sul mercato, come i solai a piastra, vanno proprio in questa direzione”.

In effetti, come ha avuto modo di spiegare Franco Turazzi, tecnico CPT, “la soluzione della tecnica del solaio a piastra di calcestruzzo pieno non solo migliora la sicurezza dei lavoratori, ma determina anche minore spesa nell’esecuzione dell’opera. Migliora la sicurezza rispetto alla tecnica dei solai realizzati con travetti ed interposti di laterizio, dal momento che molto spesso l’allestimento di questi solai porta ad avere vuoti per non aver allestito una casseratura completa o per il cedimento di qualche pignatta, con il rischio elevato di cadute dall’alto durante l’allestimento e la posa. Ma è anche più competitivo: dati alla mano, se confrontiamo materiali, tempi e costi, si ottiene un risparmio che arriva quasi al 25%. E non è poco, in considerazione del difficile momento congiunturale che sta attraversando il settore”.

Gli aspetti progettuali dei solai a piastra
I solai a piastra offrono anche molti altri vantaggi, sotto l’aspetto progettuale. Li ha richiamati l’ing. Pierpaolo Cicchiello, Vice-Presidente Commissione Strutture Ordine Ingegneri Monza e Brianza e curatore della nostra sezione dedicata all’Antisismica. Il solaio a piastra è innanzitutto meno invasivo per l’architettura, poiché consente maggiore libertà distributiva.

Inoltre la piastra piena offre migliore capacità di distribuzione delle sollecitazioni generate dai sismi e, pesando meno di quello tradizionale, subisce una minore accelerazione e dunque ha un migliore comportamento in caso di sisma.
Ancora, è più coerente con il comportamento effettivo della struttura e assorbe meglio cedimenti differenziali terreno, in quanto che le fondazioni degli edifici con solai a piastra piena hanno dimensioni inferiori.

Migliore del solaio tradizionale sono anche il comportamento acustico e la resistenza al fuoco.
Infine presenta una minore sensibilità alle foronomie realizzate successivamente.
Che si tratti di una soluzione conveniente, lo ha testimoniato lo stesso ing. Luca Viola,dell’Impresa Giani Giovanni Srl di Cornate, che ha concretamente sperimentato con successo questa tecnologia.


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